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martedì 7 luglio 2009

Segni


Tinti Baldini



“Straniero
ti senti
e sei
se parli
e tutti
sanno già
o fanno finta
d'indossare
colori di mare
coi tuoi occhi.”

Mi piace riportare questa poesia di Tinti Baldini, tratta dalla sua silloge “SEGNI” perchè racchiude in sintesi l'anima dell'Autrice.
Tinti racconta con la sua voce delicata, forte quando occorre, con inconfondibili toni, della sua vita, delle sue riflessioni sulla condizione umana, degli amori finiti e di quelli ritrovati.
Anche la quotidianità passa attraverso il filtro della sua poetica e ci viene offerta con una gamma di emozioni che fanno vibrare nel profondo.
Ci si trova a condividere attimi di sconforto, oppure di allegria, di lucida analisi o di mirabile sintesi, tutto con l'umanità più vera che traspare in ogni suo verso in ogni sua parola.
I versi brevi hanno una risonanza particolare, che sembra scandire anche il pensiero.
La poetessa ci mette di fronte anche all'iniquità di una società che non trova equilibrio né giustizia, dove la fratellanza è sentire di pochi, e il saggio governo un'utopia.
Sceglie una forma sincopata, fatta di brevissimi versi, taglienti come lame, a volte, spesso quasi ruvide carezze. Eccone un magnifico esempio, ungarettiano direi:
“Tramonto
Sfumato ardente
posato da mani
di nuvola.”
Le sue tematiche personali sono nitide, aperte con coraggio a chi legge, che lasciano trasparire sempre il suo aspetto umano e poetico, in una perfetta fusione.
Ecco, in poche parole, una minima parte di quello che mi trasmettono le sue poesie.
Ne leggo ogni tanto qualcuna, e ogni volta è come affacciarmi su un limpido mare.

Cristina Bove

 


 

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