<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387</id><updated>2012-02-10T08:11:21.661+01:00</updated><category term='Nina Maroccolo -Gaja Cenciarelli'/><category term='Sergio Sozi'/><category term='Maria Attanasio'/><category term='Massimo Maugeri'/><category term='Simona Lo Iacono'/><category term='Savina Dolores Massa'/><category term='Pasquale Esposito'/><category term='Enrico Gregori'/><category term='Carmen Lama'/><category term='Narda Fattori'/><category term='Elisabetta Mori'/><category term='Tinti Baldini'/><category term='Anna Maria Curci'/><category term='Francesco Di Domenico'/><category term='gordiano lupi'/><category term='Zainab Salbi'/><category term='M.Carmen Lama -Saggio-'/><category term='Fabrizio Manini'/><category term='Hitler era innocente- Aldo Moscatelli'/><category term='Barbara Garlaschelli'/><category term='Natàlia Castaldi'/><category term='nicola vacca'/><category term='Renzo Montagnoli'/><category term='impressioni di lettura'/><category term='Alberto Carollo'/><category term='Andrea Vitali'/><category term='Giulia Basano'/><category term='Remo Bassini'/><category term='Morena Fanti'/><category term='yoani sanchez'/><category term='Giovanna Giordani'/><category term='Il Foglio Letterario'/><category term='Laura e Lory'/><category term='Emanuele Delmiglio'/><title type='text'>altriautori</title><subtitle type='html'>una vetrina per gli autori e i loro libri</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>36</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-9143599734828865786</id><published>2012-01-28T22:53:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T22:54:35.530+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Narda Fattori'/><title type='text'>Narda Fattori</title><content type='html'>&amp;nbsp;&lt;b&gt;Narda Fattori:&lt;/b&gt; un percorso critico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il tempo che nel libro di Narda fa da protagonista assoluto non è il ‘macro-tempo’ che accompagna e asseconda i grandi ciclici mutamenti del mondo, non è il ‘tacito infinito andar del tempo’ leopardiano; è piuttosto il ‘micro tempo’ che misura e scandisce i giorni umani, gli eventi che vi accadono e i segni che li mutano: il tempo medicina-male… Tra tenaci memorie di asprezze lontanate ma non mitigate dal tempo, e non meno tenaci ansie di perduranti attese, è dichiarata a lungo la ferma assunzione di un presente portato con peso di sofferenza, ma anche e più con lucida passione di verità” (Andrea Brigliadori:dalla Presentazione a L’una e i falò, 1998).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La poesia di Narda Fattori riscopre la musicalità insita nella tradizione metrico-melica della nostra lingua: sceglie con coerenza di sfruttare tutta la ricchezza lessicale – antica e nuova – dell’italiano” (Gianfranco Lauretano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nella sua poesia si trovano anche i riflessi di una cultura classica investiti di una sofferta sensibilità moderna. Muovendosi entro un proprio spazio dialogico, l’autrice lascia aperta ogni ipotesi: la realtà sul filo del sogno è il compromesso giocato con se stessa per il tramite della poesia” (Giulio Panzani).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In cerca della salvezza che, secondo Kafka, non è nella letteratura, ma, forse, attraverso la letteratura, la pagina di Narda Fattori mostra un senso tragico quando si misura con la morte quotidiana non per esorcizzarla, ma per appropriarsene, restituendole cadenze e voce umana” (Giuseppe Addamo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Rimane la complessa, elaborata bellezza dei testi, la profondità di una pronuncia che scava parallelamente nella storia di sé e nella vicenda universale, la necessità di un dire che ha la forza di un gesto scolpito” (Stefano Valentini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Narda Fattori rivendica orgogliosi richiami gramsciani al pessimismo della ragione e all’ottimismo della volontà. Vecchie storie, si potrà dire: quale volontà, oggi, può essere così ottimistica da non farsi soverchiare da un nero – nero perché vero – pessimismo della ragione? Ma Narda ci prova, come lei dice, a mettere le mani dentro lo sporco. E forse non importa più di tanto che una simile volontà sia destinata a farsi voce nel deserto. Forse sarà bastato, come si diceva un tempo, avere reso testimonianza. Che altro si può chiedere oggi ai poeti, nel presente del ‘tutti-nessuno’ profetizzato trent’anni fa da Eugenio Montale? Ma Narda ci prova” (Andrea Brigliadori: dalla Presentazione a Terra di nessuno, 1999).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commenti critici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissima Narda,&lt;br /&gt;……………trovo nella tua poesia uno stato di grazia, sul filo di una narrazione molto comunicativa e fluida, nonostante i nodi duri di un’esistenza, anzi, meglio, di un vissuto dalle ombre segrete, e quasi impronunciabili, indicibili.&lt;br /&gt;Io, almeno, avverto questo contrasto che, secondo me, dà fascino e spessore ai tuoi versi che alludono continuamente a uno stato di disagio anche inespresso, quasi il dire fosse circondato da un margine di silenzio.&lt;br /&gt;Percepisco accenti subliminali nella tua voce, un controcanto muto che va ben oltre la parola, eppure la sostanzia, la rende turgida di senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; PAOLA LUCARINI POGGI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…..Ma vogliamo sottolinearlo a piena voce, ……….., rimane la complessa , elaborata bellezza di testi, la profondità di una pronuncia che scava parallelamente nella storia di sé e nella vicenda universale, la necessità sentita di un dire che ha la forza di un gesto scolpito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Valentini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rara è la poesia d’amore consapevole e autentica, e, qui, essa trionfa di struggente carnalità, con una qualità erotica così coinvolgente da travolgere, ribaltandone il senso, all’allusione vagamente stilnovistica del titolo e impregnando i testi di una espressività che adduce potenziamenti sensitivi e cioè trasformando ogni testo in luogo di esperienza di senso.&lt;br /&gt;Ma l’impazienza di arrendersi, di darsi e ridarsi, il desiderio del desiderio, insomma, occulta e disvela il sospetto della impossibilità a risolvere in endiadi le due opposte barricate dell’esistere: perché l’io e il tu, oltre ogni amplesso, nell’amplesso stesso, restano pietrificati nella separazione che è dolore, e la cesura che inesorabilmente li divide (e, paradossalmente, li unisce) è ferita, scacco e scontro: è silenzio; distanza, fattasi lontananza, che non consente l’uno mediante due.&lt;br /&gt;(Per “SE AMOR PARLA”)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In cerca della salvezza che, secondo Kafka, non è nella letteratura, ma, forse, attraverso la letteratura, la pagina di Narda Fattori arde di prepotenza di vita, di una dolcissima arroganza, di volontà di vivere, ma allarmata e perciò mostra, in filigrana, un senso tragico quando si misura con la morte quotidiana non per esorcizzarla, ma, per appropriarsene, restituendole cadenze e voce umana; per mutare esistenza “una saison en enfer” (Rimbaud): riconoscendosi in un destino non di esclusione ma di verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; GIUSEPPE ADDAMO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIOBIBLIOGRAFIA&lt;br /&gt;Narda Fattori è nata a&amp;nbsp; Gatteo (FC) e ivi risiede in via Garibaldi, 70 ( cap. 47043).&amp;nbsp; Ha compiuto studi di linguistica e si è impegnata come formatrice per l’IRRSAE ( ora IRRE) e come autrice di libri di didattica per diverse e qualificate case editrici. Ritrova l’ispirazione poetica e narrativa , ha partecipato con successo a concorsi innumerevoli, successivamente agli anni novanta ricavandone successo e premi , ha pubblica diversi libri e partecipa alla compilazione di antologie. E’ redattrice del sito VDBD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LIBRI DI POESIA PUBBLICATI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se amor parla, Autore Libri, Firenze 1995, &lt;br /&gt;E curo nel giardino la gramigna, Ibiskos (Empoli) 1996, ( premio editoriale)&lt;br /&gt;L’una e i falò, Il Vicolo, Cesena 1998;&lt;br /&gt;Terra di nessuno, Lucca, 2000 (Premio editoriale “Olinto Dini” di Castelnuovo Garfagnana); &lt;br /&gt;Verso occidente, Fara editore, Rimini 2004;&lt;br /&gt;Cronache disadorne, Ed. Joker, 2007 , Novi Ligure ;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Il verso del moto, Moby Dick editore, 2009 , Faenza.&lt;br /&gt;Le parole agre, editrice L’arcolaio, 2011&lt;br /&gt;Dentro il diluvio, edizione puntoeacapo, 2011 , Novi Ligure ( premio Editoriale Astrolabio di Pisa)&lt;br /&gt;È presente con una silloge di dieci poesie nei volumi antologici Voce Donna 1997, Voce Donna 1998, Voce Donna 1999, Il Vicolo, Cesena; &lt;br /&gt;-nell’antologia Santarcangelo della poesia, Luisè editore (RN), 1998;&lt;br /&gt;- nell’antologia Il novecento etico-religioso a cura di Vittoriano Esposito, Bastogi editore;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;- nell’antologia Farapoesia con la silloge&amp;nbsp; A che punto è la notte?&amp;nbsp; , Fara Editore 2010 , Rimini;&lt;br /&gt;- nell’ antologia Creare mondi con la silloge De profundis , Fara Editore, 2011 , Rimini .&lt;br /&gt;-con la silloge Canzone nell’antologia Dentro il mutamento, Fermenti editrice 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narda Fattori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;residente a Gatteo, in via Garibaldi 70, 47043 ( FC)&lt;br /&gt;tel. 0451 934094&lt;br /&gt;cell. 338 1514137&lt;br /&gt;e-mail narda.fattori@libero.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-9143599734828865786?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/9143599734828865786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=9143599734828865786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/9143599734828865786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/9143599734828865786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2012/01/fattori-un-percorso-critico.html' title='Narda Fattori'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-1690960511913644579</id><published>2011-07-14T07:03:00.001+02:00</published><updated>2011-07-15T15:10:52.829+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simona Lo Iacono'/><title type='text'>Stasera Anna dorme presto</title><content type='html'>&lt;img alt="" src="http://farm7.static.flickr.com/6008/5919904356_052ba57c93.jpg" style="height: 265px; width: 215px;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="autore" href="http://www.cavallodiferro.it/catalog/pags/spip.php?page=autore&amp;amp;author_id=83"&gt;&amp;nbsp; Simona Lo Iacono&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="sum_infos"&gt;Pagg.240, anno&amp;nbsp;2011, €&amp;nbsp;16,00&lt;br /&gt;14 x 21 cm, ISBN: &lt;i&gt;9788879070973&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;Il  sonno in verità tarda a venire, fa questo effetto leggere la corale a  quattro di Simona Lo Iacono, che in questo libro di snoda come dai  cantoni di una stessa stanza: la vita.&lt;br /&gt;Balza agli occhi martellante il vocativo, che ci assicura attimo dopo  attimo di essere ancora qua, non ci si può liberare né smettere.&lt;br /&gt;Una bella impasse, non c’è che dire.&lt;br /&gt;E proprio come nella vita reale, non si può fare altro che proseguire,  facendosi orecchio e cuore in ascolto, mentre la mente tambureggia sulla  verità che emerge, che lo si voglia o non.&lt;br /&gt;I passi accompagnano i passi, il contrappunto si raddoppia in un  crescendo insospettabile, che forse vorremmo fermare, o cambiare, per  dar loro altro ritmo, altro assetto.&lt;br /&gt;Perché intuiamo che non potremo restare indifferenti, così come in un’aula di tribunale al giudice non è dato defilarsi.&lt;br /&gt;L’Autrice, magistrato e attenta osservatrice, scava nell’animo dei  personaggi, li fa apparire e sparire, e ancora riapparire come in un  gioco di prestigio, ma sempre il martelletto in agguato a richiamare  all’ordine.&lt;br /&gt;La mente cerca motivazioni a scelte che si vorrebbe fossero riproposte  ancora, intatte, come bivi sui quali poter tornare per decidere  diversamente.&lt;br /&gt;Ma come ogni esperienza esistenziale duramente insegna, dei propri errori non si può non tener conto.&lt;br /&gt;Le conseguenze a volte fanno la vita o la morte. Realmente, ineluttabilmente.&lt;br /&gt;Tener conto delle più intime concessioni a un sé a volte non chiaro,  non linearmente adatto a un rettilineo: l’anima ha percorsi tortuosi,  sentieri imperscrutabili, dai quali non si torna indietro. Non lo  consente il tempo, non lo permette l’intrecciarsi dei destini, anzi,  inestricabile appare il labirinto dei giorni, delle omissioni o delle  svolte che avrebbero potuto cambiarne il percorso.&lt;br /&gt;E così, tra isola e continente, si dipanano quattro infelicità.&lt;br /&gt;Simona Lo Iacono registra. È la relatrice di un processo a porte aperte sull’incomunicabilità dell’anima.&lt;br /&gt;Forse dovrebbe anche giudicare, ma non lo fa, lascia a noi ancora  tempo, riservandosi, forse, la sentenza benevola per tutti, testimoni  compresi.&lt;br /&gt;Il lettore si senta parte in causa: verrà assolto, per non aver commesso il fatto.&lt;br /&gt;Stava leggendo, alibi perfetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Bove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Simona Lo Iacono &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;è nata&amp;nbsp;e vive a Siracusa. Magistrato da 14 anni, attualmente dirige la Sezione distaccata di Avola. Cura, sul blog &lt;a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/category/letteratura-e-diritto-letteratura-e-vita-di-simona-lo-iacono/" target="_blank"&gt;Letteratitudine di Massimo Maugeri &lt;/a&gt;(Kataweb-L’Espresso), una rubrica fissa a metà tra diritto e letteratura . Con il suo primo romanzo &lt;b&gt;Tu non dici parole&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;ha  vinto il Premio Vittorini 2009- sezione opera prima. Nel 2010 ha  pubblicato il racconto &lt;b&gt;La coda di pesce che inseguiva l'amore&lt;/b&gt; scritto  con Massimo Maugeri. Sempre nel 2010 le sono stati conferiti: il Premio  Internazionale Sicilia “Il Paladino” per la narrativa e il Premio  Festival del talento città di Siracusa. Collabora&amp;nbsp;a riviste e magazine.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Guarda anche il booktrailer di Stasera Anna dorme presto&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=wLVDBBvtm2Y" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=wLVDBBvtm2Y&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-1690960511913644579?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/1690960511913644579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=1690960511913644579' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/1690960511913644579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/1690960511913644579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2011/07/stasera-anna-dorme-presto.html' title='Stasera Anna dorme presto'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm7.static.flickr.com/6008/5919904356_052ba57c93_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-873050045722818650</id><published>2011-07-12T06:26:00.001+02:00</published><updated>2011-07-12T06:48:45.389+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natàlia Castaldi'/><title type='text'>Dialoghi con nessuno</title><content type='html'>&lt;h5 class="itemtitle"&gt;&lt;a class="seo_itemtitle" href="http://cristinabove.splinder.com/post/24955267/dialoghi-con-nessuno"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h5&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.edizionismasher.it/nataliacastaldi.html" target="_blank"&gt;&lt;img alt="" src="http://farm7.static.flickr.com/6127/5919343419_7f40b75a4f.jpg" style="height: 240px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ISBN 978-88-6300-035-1&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;b&gt;Euro 12,00 - Pag. 142&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;Era  da tanto che aspettavo di leggere le poesie di Natàlia Castaldi,  finalmente fissate nelle pagine fruscianti di un libro, forse per averle  sotto gli occhi e tra le mani&amp;nbsp; come qualcosa di prezioso di cui  sentirmi depositaria e testimone.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dialoghi con nessuno&lt;/i&gt;, il titolo già rende l’idea ispiratrice di  questa raccolta, articolata in più sezioni, tutte ugualmente  rapportabili alla sensibilità con cui l’Autrice affronta temi che vanno  dall’angoscia esistenziale alle considerazioni filosofiche, dall’impegno  civile alla consapevolezza che la parola, per quanto sia mirata a  significare, spesso è l’unica traccia del pensiero. Il dialogo si sposta  da un ipotetico&lt;i&gt; io&lt;/i&gt; di un monologo interiore a un possibile &lt;i&gt;noi&lt;/i&gt; conoscibile, per scelta e volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sull’orlo delle ciglia in oblio&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;riproducimi il verso delle stelle&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;quando si vanno a scagliare&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;tra le ipotesi passate&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di un presente privo di memorie.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Raccogli le mie penne&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e gettale nel fiume&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ché non c’è seme di conoscenza&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che non germini dolore.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Avanza l’autunno nel calpestio delle foglie sul selciato&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;un passo appena abbozzato&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;al calar della sera.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Natàlia Castaldi raccoglie intorno a un nucleo di persistenza e onestà  intellettuale, immagini che tendono apparentemente a smarrirsi nella  complessità dei vari aspetti di cui porge variabili, assetti, voci.&lt;br /&gt;Il silenzio antitetico che nessuno può ignorare, cui nessuno può  sottrarsi, pena la parola ineludibile, onnipresente, chiave di volta di  un segreto dire.&lt;br /&gt;Che poi in fondo cos’è se non poesia?..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;C’è una pace oggi nell’ascolto delle cose&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che come l’insieme delle gocce&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;forma l’incalcolabile vastità del mare&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;quando soffia l’attesa lieve delle onde&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;sull’increspatura della tua fronte&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che arriccia in silenzio il sopracciglio&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e pensa&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;C’è una pace nel sentirsi granello tra le cose&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che non si chiede ma si perdona l’esistenza&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ora che la fine dell’anno è solo un rito formale&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;per il computo delle nostre ossa.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;span style="font-family: Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;i&gt;(È &amp;nbsp;una pace tersa stasera &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;barattare al tempo il mio perdono)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si leggono i versi, si eleggono i versi, si accolgono nella propria intima essenza.&lt;br /&gt;Allora quel dialogo diventa reale, un incontro con l’altro al di là dei limiti condizionanti&lt;br /&gt;di un linguaggio o di una struttura culturale.&lt;br /&gt;Il poeta diventa così il centro di ogni raggio e intersezione, esprime  ed imprime il senso delle sue percezioni e si concede quale punto  d’incontro alle più diverse manifestazioni dello spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nella terra si raccoglie il senso dell’infinito&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Senti il profumo della pioggia dentro le torbe secche d’agosto?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Tutto è in perenne ciclo e che sia gramigna,&lt;br /&gt;prezzemolo o equiseto,&lt;br /&gt;ogni cosa profumerà di ieri anche domani.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Prendi un vecchio cucchiaio e scaviamo una piccola buca,&lt;br /&gt;ho comprato bulbi di tulipani pieni di ricordi:&lt;br /&gt;sarà variopinta anche questa primavera&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile aggiungere altro quando ci si trova al cospetto di una poesia  già di per sé compiutamente esplicativa come questa della Castaldi.&lt;br /&gt;Almeno a me suggerisce luoghi di silenzio, dove meglio ascoltare la sua voce.&lt;br /&gt;Dove sentirsene appagati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cb&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;Natàlia Castaldi,&amp;nbsp; Messina 13 gennaio 1971, ancora viva.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;Ha fondato insieme ad altri poeti e scrittori&amp;nbsp;il Collettivo&amp;nbsp;online “&lt;a href="http://poetarumsilva.wordpress.com/"&gt;Poetarum Silva&lt;/a&gt;”con l’obiettivo di diffondere la bellezza del pensiero quale unica fonte di resistenza umana.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;Scrive.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;E’ mamma e moglie a tempo pieno e con notevole soddisfazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;Pubblicazioni:&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;   &lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.edizionismasher.it/nataliacastaldi.html" target="_blank"&gt;Dialoghi con nessuno – scritture – postfazione a cura di Enzo Campi, Ed. Smasher 2011&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;a href="http://www.edizionismasher.it/jacoponinni.html" target="_blank"&gt;prefazione alla silloge poetica “Diecidita” di Jacopo Ninni – Ed. Smasher 2011&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;Il giardino dei poeti&lt;/i&gt; – antologia di poeti italiani –- Historica –- Il Foglio Letterario, novembre 2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/neumi/protesto.html" target="_blank"&gt;&lt;i&gt;Pro/Testo –- Versi&lt;/i&gt; –- antologia –- Fara Editore, giugno 2009&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;Poetarum Silva&lt;/i&gt; –- Antologia A.A.V.V. –- a cura di Enzo Campi –- Samizdat edizioni, Parma –- maggio 2010&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;a href="http://www.edizionismasher.it/enzocampi.html" target="_blank"&gt;&lt;i&gt;Nota introduttiva &lt;/i&gt;al poemetto “Ipotesi Corpo” di Enzo Campi – Edizioni Smasher, Messina&amp;nbsp; – maggio 2010&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;principali poeti tradotti: Pedro  Salinas, Ana Rossetti, Elizabeth Barrett Browning, Chales Simic, Mark  Strand, Carol Ann Duffy … (traduzioni rintracciabili in rete su vari  siti di poesia, tra i quali “Imperfetta Ellisse”, a cura di Giacomo  Cerrai)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;Suoi lavori sono stati pubblicati da diversi siti e blog di poesia, tra i quali:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;a href="http://rebstein.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="color: #004276;"&gt;La dimora del tempo sospeso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;– a cura di Francesco Marotta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;La poesia e lo spirito – a cura di Fabrizio Centofanti e Francesco Sasso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;Oboe Sommerso – a cura di Roberto Ceccarini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;Nazione Indiana – a cura di Francesco Forlani e Marco Rovelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;Arte Insieme – a cura di Renzo Montagnoli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;Il giardino dei poeti – a cura di Cristina Bove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;Imperfetta Ellisse&amp;nbsp;&amp;nbsp; a cura di Giacomo Cerrai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;Stroboscopio – a cura di Luigi Bosco&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-873050045722818650?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/873050045722818650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=873050045722818650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/873050045722818650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/873050045722818650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2011/07/dialoghi-con-nessuno.html' title='Dialoghi con nessuno'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm7.static.flickr.com/6127/5919343419_7f40b75a4f_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-1098187753927907501</id><published>2011-07-12T06:25:00.000+02:00</published><updated>2011-07-12T06:25:05.467+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anna Maria Curci'/><title type='text'>Inciampi e marcapiano</title><content type='html'>&lt;h5 class="itemtitle"&gt;&lt;a class="seo_itemtitle" href="http://cristinabove.splinder.com/post/24841441/inciampi-e-marcapiano"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h5&gt;&lt;img alt="Inciampi e marcapiano" src="http://files.splinder.com/4bc93b5d19f4dfbf77866bdf4df31393_medium.jpg" style="display: block; height: 262px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 247px;" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="isbn" style="text-align: center;"&gt;  &lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;a href="http://www.lietocolle.info/catalog/product_info.php/products_id/862" target="_blank"&gt;ISBN: 978-88-7848-648-5&lt;br /&gt;Anno: 2011&lt;br /&gt;Prezzo: € 13,00 &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;La  poesia di Anna Maria Curci ha una connotazione di grande sensibilità e  intelligenza in un ambito dotto che ne è supporto e cornice.&lt;br /&gt;In questa raccolta risalta la profonda conoscenza dell'anima umana,  senza cedimenti a retorica o a sentimentalismi, tuttavia evidenziandone  limiti e percorsi obbligati, come pure la finezza con cui la cultura  diventa alata e fruibile a più livelli.&lt;br /&gt;Una dote dell’Autrice è lo spirito ironico, che rende i testi brillanti, eleganti ed esplicativi perfino in pochi versi.&lt;br /&gt;La rima diventa un ulteriore strumento di calibratura emotiva a  completamento pudico di quella urgenza di verità che permea tutte le  poesie di questa silloge.&lt;br /&gt;Ed ecco che la metrica assolve precisa al bisogno di esprimere sentimenti contrastanti come in&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Narrenfreiheit&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;…“Ormai soltanto questa m'è rimasta:&lt;br /&gt;la libertà del folle, del giullare.&lt;br /&gt;Col cranio raso o le trecce da rasta&lt;br /&gt;non può, non sa far altro che cantare.”…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna Maria osserva con occhi disincantati la messa in opera, ci conduce  in ambiti psicofisici dove la misura non è più l’apparenza, ma il  richiamo a cercare i significati oltre le patine e le convenzioni  sociali.&lt;br /&gt;Poesia che nasce dalla consapevolezza che tutto, in fondo, è traccia di  quanto ha preceduto, ma anche necessità di proiettarsi oltre.&lt;br /&gt;Il metalinguaggio poetico permette la comunicazione a diversi livelli  di fruizione: nessun fine potrebbe giustificare un accostamento che non  avesse un significato e una ragione d’essere espresso. Questa  caratteristica del suo poetare è anche matrice di versi come quelli che  seguono:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;strong&gt;Tau&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gesto all'incrocio&lt;br /&gt;tra due alfabeti,&lt;br /&gt;segno manuale del&lt;br /&gt;fuori da sé.&lt;br /&gt;Sesto sigillo, apre ed&lt;br /&gt;espande il filatterio,&lt;br /&gt;manifesta il divino&lt;br /&gt;nella mano tesa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;Ci  sarebbe tanto da dire su questa poetessa, sulle sue capacità di  penetrare nel cuore delle cose e degli eventi, e sono sicura che altri  avranno l’opportunità e il privilegio di conoscerne a fondo le tematiche  e le modalità&amp;nbsp; in cui si esprime e ne potranno sottolineare altri  aspetti che di volta in volta emergono. Come in un caleidoscopio.&lt;br /&gt;Saranno inevitabilmente attratti, come a me è capitato, dalla sua  versatilità e inoltre dall’impalpabile speranza che aleggia nelle sue  parole anche nel tratteggiare le umane aspettative o le incognite:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Both Sides Now&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorrido a questa chioma&lt;br /&gt;fluente che s’avanza&lt;br /&gt;e la scriminatura non sèvera&lt;br /&gt;il noto dall’oscuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi rende sapiente,&lt;br /&gt;eppure incalza fiera,&lt;br /&gt;rinsalda l’incertezza&lt;br /&gt;che ostenta con studiata noncuranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Percorro pettinando le due&lt;br /&gt;chine non più ignote.&lt;br /&gt;Pattini o bicicletta,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il mezzo non importa;&lt;br /&gt;foss’anche una scala cromatica&lt;br /&gt;il senso non conosco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;Il  mezzo invece importa quando una scala di colori viene percorsa in  armonia, quando proietta intorno un mondo interiore che riluce, quando  ne traccia di riflessi la parola e questa si trasforma sapientemente in  poesia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;Cristina Bove&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="Pa5" style="text-align: justify;"&gt;  &lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;Anna  Maria Curci è nata a Roma nel 1960. Nella città natale vive e insegna.  Coltiva le passioni per la letteratura e la musica come forme di  resistenza civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha un blog, “Cronache di Mutter Courage”, ed è tra i “meltin’ po(e)t_s” di “Poetarum Silva”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Pa5" style="text-align: justify;"&gt;  &lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;Suoi testi sono apparsi su riviste, antologie e blog online.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;"&gt;Ha  tradotto poesie di Rose Ausländer, Ingeborg Bachmann, Thomas Bernhard,  Marica Bodrožić, Dietrich Bonhoeffer, Christine Busta, Paul Celan, Hilde  Domin, Marie Luise Kaschnitz, Christine Lavant.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-1098187753927907501?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/1098187753927907501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=1098187753927907501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/1098187753927907501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/1098187753927907501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2011/07/inciampi-e-marcapiano.html' title='Inciampi e marcapiano'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-56390029046673015</id><published>2011-05-08T12:07:00.005+02:00</published><updated>2012-01-29T05:59:01.619+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pasquale Esposito'/><title type='text'>L'amore secondo il poeta:</title><content type='html'>&lt;a class="actorPic UIImageBlock_Image UIImageBlock_SMALL_Image" href="http://www.facebook.com/eventounico" tabindex="-1"&gt;&lt;img alt="" class="uiProfilePhoto uiProfilePhotoMedium img" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/187041_1475860257_7140931_q.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a class="actorName" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1475860257" href="http://www.facebook.com/eventounico"&gt;Evento Unico&lt;/a&gt; &lt;span data-jsid="text"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4dc66abac5f635c61102164"&gt;Ti  entra dentro come un dolore gentile e ti fa patire ogni gioia della  quale non conoscevi nemmeno l'esistenza, ti fa camminare sui cocci  taglienti della tua vita precedente, ti apre mille ferite dalle quali  sanguini senza alcuna sutura pra&lt;span class="text_exposed_show"&gt;ticabile,  vai incontro ad ogni possibile distruzione credendo che ne valga la  pena fosse anche solo per un istante di felicità. Chi ti vede andar via  chiede il perchè. Ti viene il sospetto di non aver mai vissuto altra  esistenza e una parte di te rimane ad abbracciare un piccolo corpo  ignaro. La distanza con l'altra parte che scopre la vita è la misura del  tuo senso di colpa e non c'è rimedio alcuno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-56390029046673015?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/56390029046673015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=56390029046673015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/56390029046673015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/56390029046673015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2011/05/un-pensiero-di.html' title='L&apos;amore secondo il poeta:'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-1103376078150793212</id><published>2011-04-07T00:51:00.005+02:00</published><updated>2011-04-08T07:54:29.941+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M.Carmen Lama -Saggio-'/><title type='text'>Recensione al Saggio - Verso la poesia alla ricerca di senso -</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;span style="font-size: large;"&gt;Maria Carmen Lama&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-7V9O7Bz0GKs/TZztMs_pdyI/AAAAAAAAA78/43T78jSFfqo/s1600/DSC03189.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-7V9O7Bz0GKs/TZztMs_pdyI/AAAAAAAAA78/43T78jSFfqo/s320/DSC03189.JPG" width="236" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non mi è facile recensire un saggio, per quanto tratti di poesia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il tentativo di sintetizzare proprio laddove&amp;nbsp; è stato invece analizzato a fondo, come ha fatto Maria Carmen Lama in questo suo bellissimo trattato “Verso la poesia alla ricerca di senso” diventa arduo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nel percorrerne le tappe, l’evoluzione del linguaggio poetico scorre parallelo a quello filosofico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’Autrice presenta una serie di riferimenti temporali che vanno dalle antiche considerazioni platoniche a quelle attuali flosofiche di Maria Zambrano. Il tutto con una scorrevolezza che sorprende in un testo essenzialmente analitico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma forse consiste proprio in questo la particolarità di questo libro di e per la poesia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Alcune definizioni sono di una immediatezza avvincente: &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;”&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il poeta non sa e non può autodefinirsi, perché egli trova ciò che non ha cercato, ed è come perso nella luce, nella bellezza, nelle cose che vivono dentro di sé&lt;/i&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E ancora: “ &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;il poeta vive innamorato delle cose e del mondo, vive degli istanti fuggevoli, vive delle ombre e di tutto ciò che le cose portano con sé come possibilità&lt;/i&gt;”…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il fine, la ricerca del senso, lo distingue dal filosofo che invece vuole con la ragione spiegare l’ineffabile. Lo spiega molto bene M.C.Lama, nel secondo capitolo della Prima parte: “Poesia e filosofia, alla ricerca di unità” dove dice: “…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;il poeta vuole trovare qualcosa che oltrepassi la sua capacità, un essere o qualcosa che lo superi e&amp;nbsp; che lo vinca… facendolo “essere” proprio grazie all’esserci di questo qualcosa sopra di lui...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;…Il filosofo, invece, mentre ricerca la conoscenza si allontana&amp;nbsp; da tale sogno originario, lascia dietro di sé la fisicità per approdare in un mondo metafisico, perché più si immergerà nell’abisso della libertà, più riuscirà a restare sé stesso e a ritrovarsi come essere”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A questo punto il mio compito si fa ancora più difficile, come posso comunicare le emozioni che pure essendo questo un saggio, è riuscito a trasmettermi?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mi rendo conto che mi riesce molto più agevole dirne tutto il bene possibile, riferendomi ad ogni sezione di questa opera che, si evince leggendo, ha impegnato l’Autrice in approfondimenti e ricerche, al fine di ottenere un complesso ma chiaro ed esaustivo testo esemplare nel suo genere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mi risulta altresì ostico riferirmi alla scelta dei poeti contemporanei nell’ultima sezione del libro, in cui sono citata con altri che l’Autrice porta a completamento dell’opera.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Avrei potuto eludere il mio desiderio di scriverne, certo, ma non mi sarebbe parso giusto nei confronti di Maria Carmen Lama, che stimo come saggista e poeta, e che sono convinta che meriti tutta l’attenzione sì, ma anche la gratitudine di chi, leggendo, se ne avvantaggerà vedendo ampliare la propria conoscenza poetica e filosofica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Cristina Bove&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="msonospacing" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Verdana;"&gt;Maria Carmen Lama&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana;"&gt;è nata in provincia di Messina il 20.11.’49. Vissuta a Capo d’Orlando fino all’età di vent’anni, nel 1970 si è trasferita per lavoro a Milano, dove si è laureata in Filosofia, e dal ’77 vive in provincia di Lecco.&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;  &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="msonospacing" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana;"&gt;Ha svolto attività di insegnamento e poi di Dirigente scolastica in Istituti comprensivi e al Liceo Artistico lecchese. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;  &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="msonospacing" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana;"&gt;Ha tenuto corsi di formazione per docenti e genitori e ha pubblicato articoli di carattere pedagogico e culturale su riviste professionali per docenti e dirigenti, con gli editori &lt;span class="spelle"&gt;Maggioli&lt;/span&gt;, Fabbri, Edizioni Didattiche Gulliver. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;  &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="msonospacing" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana;"&gt;Ha prevalenti interessi letterari e in ambito filosofico e psicologico. Scrive recensioni, che pubblica su diversi siti web, relative a testi di vario genere, a romanzi coinvolgenti a livello emotivo e a libri di poesie. Scrive anche poesie e ama approfondire la conoscenza delle produzioni poetiche dei grandi del passato. Ha iniziato da pochi anni a entrare nel mondo poetico attuale, anche attraverso la consultazione di siti web dove le scelte risultano essere traboccanti, ma non sempre adeguate all’idea di poesia come vera e propria arte destinata a pochi&lt;span class="GramE"&gt;&lt;span class="grame"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ed eletti adepti. Con l’Editore Aletti ha pubblicato nel 2010 la silloge &lt;b&gt;Prigioniere&lt;/b&gt;&lt;b&gt; del silenzio&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;  &lt;span class="GramE"&gt;&lt;span class="grame"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana;"&gt;e-mail&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana;"&gt;: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:carmen@giandgi.eu"&gt;carmen@giandgi.eu&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 20px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #505050;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;Aletti Editore&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.alettieditore.it/"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;www.alettieditore.it&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;Saggio letterario&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;Collana Saggistica&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;Pagg. 296&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;ISBN &lt;span class="producttext"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;9788864984452&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="producttext"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;Prezzo € 18,50&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: 13px;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-1103376078150793212?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/1103376078150793212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=1103376078150793212' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/1103376078150793212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/1103376078150793212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2011/04/recensione-al-saggio-verso-la-poesia.html' title='Recensione al Saggio - Verso la poesia alla ricerca di senso -'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-7V9O7Bz0GKs/TZztMs_pdyI/AAAAAAAAA78/43T78jSFfqo/s72-c/DSC03189.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-4876815809558048623</id><published>2011-03-07T04:32:00.000+01:00</published><updated>2011-03-07T04:32:32.768+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmen Lama'/><title type='text'>L’impegno di Maria Carmen Lama</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:"Calibri","sans-serif"; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-theme-font:minor-fareast; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;Dal quotidiano “Il Giorno” del 5 marzo 2011 – Inserto Lecco, pag 11&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" class="cf hr"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="hw"&gt;&lt;span id=":2b"&gt;&lt;a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=12e8b8973bae3b29&amp;amp;attid=0.1&amp;amp;disp=inline&amp;amp;zw" target="_blank"&gt;&lt;img alt="IMG_1893 (3).jpg" class="hv" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=12e8b8973bae3b29&amp;amp;attid=0.1&amp;amp;disp=thd&amp;amp;zw" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;b&gt;IL PERSONAGGIO – L’ARTISTA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;L’impegno di Maria Carmen Lama&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;«Una poesia per dare voce alla sofferenza delle donne»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;L’autrice racconta la forza e la magia delle parole&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;b&gt;-&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Robbiate -&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;"Poesie per dare voce alla sofferenza delle donne nei rapporti con gli uomini e nelle difficoltà che incontrano ogni giorno". Con queste parole, Maria Carmen Lama spiega "Prigioniere del silenzio", suo primo libro di poesie pubblicato da Aletti nel settembre 2010. Poco più di un mese dopo, sugli scaffali delle librerie è arrivato invece, sempre con Aletti, "Verso la poesia, alla ricerca di senso", un Saggio dove la Lama ha riletto i grandi poeti che ama: Emily Dickinson, Mario Luzi, Pablo Neruda, Eugenio Montale, Antonia Pozzi e Marina Cvetaeva, proponendo la sua interpretazione della loro poetica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Sessantuno anni, Maria Carmen Lama è nata in provincia di Messina. Superiori al Liceo classico di Patti (nonché maturità magistrale) nel 1970, Carmen lascia la Sicilia per Milano. "Cercavo lavoro. Trovai un impiego, ma volevo insegnare. Nel 1975 partecipai al primo concorso utile e lo vinsi. Nel 1976 ero maestra a Milano". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Intanto la futura poetessa incontra Francesco, operatore Rai, robbiatese, che l'anno dopo diventa suo marito. Nel 1978 nasce Andrea. Nel 1977 ottiene anche il trasferimento nel circolo didattico di Robbiate. Dice "Ho insegnato a Verderio Inferiore, Robbiate, Bernareggio. Mi ero iscritta all'università statale di Milano, laureandomi in Filosofia. Nel 1992 partecipai al concorso per Dirigente scolastico e lo vinsi". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Prima sede a Calusco d'Adda, dove rimarrà per un decennio, la dottoressa Lama dirigerà poi l'Istituto Comprensivo di Cernusco Lombardone per concludere la carriera scolastica, nel 2006/2007, come Preside del "Medardo Rosso", Liceo artistico di Lecco. "Un'esperienza indimenticabile" ricorda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Dice ancora: "La passione per la poesia è sempre stata forte. Durante gli anni impegnativi da Dirigente, era una sorta di evasione dalla lettura dei documenti scolastici. Cominciai a scrivere articoli per le riviste di settore. L'interesse per la scrittura diventava sempre più forte. Le prime poesie risalgono a dieci anni fa. Ho scritto poesie su diversi temi, ma in questo primo libro prevale una riflessione sulla sofferenza delle donne, nei rapporti con gli uomini e col quotidiano. Lo mandai ad un amico. Quando mi ritornò, i suoi commenti alle poesie erano così inattesi che mi spronarono a continuare. "Se ho saputo trasmettere questo - mi dicevo - forse qualcosa di buono c'è. Prigioniere del silenzio è nato così".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="margin-left: 389.4pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;S.P.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;di Sergio Perego &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="margin-left: 35.4pt; text-align: justify; text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;-&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Robbiate -&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Maria Carmen Lama ha 61 anni. Da dieci scrive poesie. Ha pubblicato "Prigioniere del silenzio" e "Verso la poesia, alla ricerca di senso", un Saggio sui poeti che ama. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Carmen Lama perché questi libri?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Col primo volevo dare voce alla sofferenza delle donne. Ogni giorno ascoltiamo storie di donne maltrattate. La mia empatia con loro è totale. Ho voluto diventare la loro voce, perché si prenda coscienza che il problema esiste. Il libro è dedicato alle donne, ma anche agli uomini che le amano nella loro interezza. Se non è il tuo uomo che ti valorizza, non solo per il corpo, chi mai potrà farlo? Quanto al Saggio, è insieme una ricerca sulla dichiarazione di “poetica” di grandi poeti del passato, ed anche la mia personale interpretazione di alcuni poeti del Novecento e di poeti contemporanei “emergenti”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D La sua prima poesia?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Risale a dieci anni fa. "Prigioniere del silenzio" è stato scritto in momenti diversi e non avevo intenzione di far diventare le poesie una silloge, ovvero una raccolta. L'idea è arrivata quando le poesie erano ormai più di cento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Da dove nasce questa passione?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Da studentessa amavo Leopardi. In generale la poesia mi apriva nuovi orizzonti. Le parole poetiche invitano a riflettere, ma sono anche suono, ritmo, musica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D C'è stato un momento durante il quale ha capito che per lei scrivere sarebbe stato importante?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Sì, quando ho capito che scrivendo mi liberavo della sofferenza che mi colpiva guardando il mondo, e che era anche un modo per esprimere la mia gioia più grande. Con la poesia racconto i sentimenti, dunque me stessa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Il poeta italiano che ama di più?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Mario Luzi. Non è difficile come molti affermano, e ti costringe a riflettere. Le domande che il poeta si pone ti rimbalzano addosso. Lui non dà risposte, ma tu non puoi fare a meno di cercarle. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Quello straniero?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Sono due donne, Emily Dickinson e Marina Cvetaeva. le loro poesie sembrano semplici, ma ti danno emozioni. Ti fanno pensare. Per me assumono carattere universale, perché tutti possono capirle e vi si possono riconoscere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Lei è stata a lungo insegnante, poi Dirigente scolastico. Questa passione l'ha aiutata nel suo lavoro?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Ricordo che verso la metà degli anni ottanta, con i bambini di Verderio Inferiore avevamo scritto un libretto di poesie. Quanto alla dirigenza, dopo la lettura delle circolari, leggere poesie la sera, era un ristoro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Un consiglio ad una giovane donna&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;che voglia cimentarsi con la poesia?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Leggere molto i grandi poeti, ma anche quelli contemporanei e poco conosciuti. Certo per scrivere devi avere qualche sensibilità che ti porti a desiderare di farlo. Una situazione che a tutti può sembrare banale, per il poeta diventa qualcosa di diverso. Un bell'esempio di questo genere è il francese Yves Bonnefoy. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Un poeta emergente che ama?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;La napoletana Cristina Bove. Le sue poesie sono originali e personali. A volte è difficile entrare nelle sue metafore, ma quando li leggi, i suoi versi si riconoscono. Ha un bel pubblico di lettori su Internet. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Il poeta contemporaneo che non dovrebbe mai mancare in una libreria?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Franco Fortini. Negli anni sessanta-settanta il più grande. E poi la polacca Wislawa Szymborska, per il suo scrivere semplice ma profondo, Nobel nel 1996.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Perché un Saggio?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Volevo capire quali fossero le poesie che possiamo definire vere, ma anche chi è il vero poeta. Ho studiato. Poi ho deciso che avrei scritto. Dietro a questo Saggio ci sono tre anni di lavoro. Sono partita da Orazio, sono transitata per il Ducento-Trecento e poi, saltando qualche secolo, sono arrivata al Parini, che rappresenta &lt;span&gt;quella cesura tra classicismo e illuminismo, che ho voluto evidenziare già a partire dalla sua stessa poetica, e nell’excursus storico successivo ho preso a riferimento poeti ritenuti innovatori dell’arte poetica, &lt;/span&gt;Infine i simbolisti e i contemporanei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;D Chi sono per lei i veri poeti?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoPlainText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Quelli che aiutano a riflettere, come Luzi, Montale, Ungaretti, tanto per citare solo tre dei nostri “grandi”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-4876815809558048623?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/4876815809558048623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=4876815809558048623' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4876815809558048623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4876815809558048623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2011/03/limpegno-di-maria-carmen-lama.html' title='L’impegno di Maria Carmen Lama'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-3035225948942114638</id><published>2011-02-09T16:34:00.006+01:00</published><updated>2012-01-29T06:14:15.619+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Remo Bassini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impressioni di lettura'/><title type='text'>Remo Bassini</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://remobassini.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Bastardo posto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5292/5430680787_7249227707_z.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="316" src="http://farm6.static.flickr.com/5292/5430680787_7249227707_z.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=2459225565897721387&amp;amp;postID=3035225948942114638"&gt; Perdisa edizioni.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="dettaglioLibroContenitoreTitolo"&gt;&lt;div id="dettaglioLibroTitolo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="dettaglioLibroBrano"&gt;Prez&lt;span id="dettaglioLibroPrezzo"&gt;zo euro 14,00&lt;/span&gt;   Pagine 176&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="dettaglioLibroContenitoreTitolo"&gt;&lt;div id="dettaglioLibroBrano"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Isbn 978-88-8372-497-8&lt;br /&gt;&lt;span id="dettaglioLibroCompralo"&gt;    &lt;a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=3832&amp;amp;isbn=978-88-8372-497-8" target="_blank"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.gruppoperdisaeditore.it/Images/compra-su-ibis.jpg" /&gt; Ordinalo su Ibs&lt;/a&gt;    &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="dettaglioLibroCompralo"&gt;&lt;a href="http://www.bookrepublic.it/book/9788883725319-bastardo-posto/" target="_blank"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Un libro che ho letto tutto d’un fiato, in poche ore, ma che mi ha preso giorni per poterne parlare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Volevo essere sicura di non scriverne frettolosamente, volevo che le mie impressioni di lettura, le mie personalissime deduzioni, si chiarissero fino in fondo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il genere, apparentemente poliziesco, affascina e non provoca mai cali di attenzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La scrittura di Remo Bassini è tra quelle che mi piacciono per immediatezza, per fluidità, per le trame che sono sempre sostenute da motivazioni psicologiche dei personaggi, delineati con acuta osservazione dei comportamenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Forse una delle caratteristiche più evidenti è la scansione breve dei periodi, che conferisce una particolare snellezza alla narrazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La ripetizione martellante dei nomi, ricorrente nell’intera struttura, è funzionale a tutto l’impianto; se ne viene irretiti, permette di tenere a mente i protagonisti &amp;nbsp;che, dalle relative caratteristiche, &amp;nbsp;dichiarano l’insubordinazione a qualunque tipologia scontata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La provincia e i suoi portici nell’ombra. Sentimenti profondi disattesi, la giustizia incompiuta. La beffarda prevaricazione di chi ordina e ottiene forte della propria intoccabilità.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Un manichino a testimone di soliloqui e segreti, di andirivieni disperati, di progetti di vendetta e di attese.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ci sono uomini che sembrano appartenere all’oscurità, e donne che ne sono vittime. Anche uomini che le tenebre vorrebbero diradarle.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma tutti chiedono attenzione, tutti si presentano allo scrittore con prepotenza, vogliono essere presentati, raccontati senza mediazione. L’Autore non può fare altro che ascoltare, annotare, narrare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quante cose nell’oscurità! Quante ne può immaginare e realizzare la mente umana! Tante da sembrare impossibili, eppure bisogna prendere atto che sì, esistono, misteriose anche, come solo il Male ne produce e nasconde.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Accertatevi di avere ben chiusa la porta.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sistematevi nella vostra poltrona preferita.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tenete la luce accesa sul tavolino.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ve lo consiglio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E cominciate a leggere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Cristina Bove&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-3035225948942114638?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/3035225948942114638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=3035225948942114638' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/3035225948942114638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/3035225948942114638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2011/02/bastardo-posto.html' title='Remo Bassini'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5292/5430680787_7249227707_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-7652904432782654060</id><published>2011-01-06T09:52:00.000+01:00</published><updated>2011-01-06T09:52:27.494+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Enrico Gregori'/><title type='text'>Il percorso degli incubi - Enrico Gregori</title><content type='html'>&lt;div class="photo photo_none"&gt;&lt;div class="photo_img"&gt;&lt;img class="img" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/hs068.snc6/167831_1753323921852_1501547811_31797571_2059087_n.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Un tandem che funziona, specialmente quando c’è da cercare l’introvabile, è un duo vincente.&lt;br /&gt;Posso sembrare sibillina, e in effetti lo sono, ma non vedo altro modo per far incuriosire senza&amp;nbsp; nulla&amp;nbsp; svelare.&lt;br /&gt;Si  corrono grossi rischi, non solo per il tandem, ma anche per me, se  ne  comincio a parlare troppo e lascio trapelare qualcosa che è meglio   scoprire da soli.&lt;br /&gt;Allora come faccio a consigliare di leggere un  libro, giallo o noir  che sia, e invogliare a farlo senza lasciarmi  sfuggire nemmeno il minimo  indizio?&lt;br /&gt;Ci provo dicendo che, primo, è  di Enrico Gregori. E dovrebbe bastare,  ovviamente per chi già ne  conoscesse l’inimitabile cifra stilistica&lt;br /&gt;Secondo, è un romanzo intrigante, realistico, godibile, accattivante sia sul piano formale che concettuale.&lt;br /&gt;Terzo,  è una storia narrata da qualcuno che conosce l’ambiente in cui  si  svolge la vicenda, che è sempre attento ai particolari, e che si  serve  con disinvoltura della sua competenza specifica, supportata   dall’accuratezza della ricerca storica.&lt;br /&gt;Non mancano l’ironia  intelligente e un po’ dissacratoria, il gusto  del sovvertimento, e una  certa propensione epicurea ai piaceri della  vita.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Io, che pure  non sono una cultrice del genere (ed è sicuramente un  punto a suo  favore), mi sono appassionata talmente ai suoi libri che li  ho letti e  apprezzati tutti.&lt;br /&gt;“Il percorso degli incubi” non fa eccezione.&lt;br /&gt;Ci si sorprende a starsene attaccati alle pagine, senza poter smettere, se non alla parola fine.&lt;br /&gt;Probabilmente  la sua professione di Caposervizio della cronaca nera  di uno dei  maggiori quotidiani italiani, Il Messaggero (Roma), lo rende  uno  scrittore esperto e attendibile sotto molti aspetti, investigazioni,   gerarchie delle forze pubbliche, criminalità di ogni genere.&lt;br /&gt;Questo  non gli impedisce, comunque, di condire le vicende con precise   escursioni storiche e qualche gradevolissimo tratto romantico.&lt;br /&gt;Qualità che supportano acutezza non comune, e anche un’attitudine all’approfondimento&amp;nbsp; psicologico dei personaggi.&lt;br /&gt;Il tandem ne passa di tutti i colori, trasvola, sorvola, s’invola. Ma atterra che …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Bove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per acquistarlo:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/percorso-degli-incubi-Enrico-Gregori/dp/8860031273" rel="nofollow" target="_blank"&gt;http://www.amazon.it/percorso-degli-incubi-Enrico-Gregori/dp/8860031273&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-7652904432782654060?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/7652904432782654060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=7652904432782654060' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7652904432782654060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7652904432782654060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2011/01/il-percorso-degli-incubi-enrico-gregori.html' title='Il percorso degli incubi - Enrico Gregori'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-5656000466344944565</id><published>2010-12-23T11:44:00.003+01:00</published><updated>2010-12-23T11:46:03.713+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Savina Dolores Massa'/><title type='text'>Mia figlia Follia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="" src="http://farm6.static.flickr.com/5127/5284651191_0ac59687d1.jpg" style="height: 249px; width: 300px;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: maroon;"&gt;Mia figlia follia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;di &lt;b&gt;Savina Dolores Massa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;span style="font-family: Comic Sans MS,cursive;"&gt;Lei  è una donna libera, almeno così sembrerebbe, Maddalenina dei celtrini,  avrebbe scelto giorni di primavera se non avesse invece dovuto piegarsi  alle stagioni.&lt;br /&gt;Si può essere donne di casa, di giardini, di orti, di armadi e di candele…&lt;br /&gt;Si può essere madri di un pensiero diventato carne.&lt;br /&gt;Donne di assenza che però sono più presenti delle madri-querce piantate al centro delle case vuote.&lt;br /&gt;Lei è una che soffia sui ricordi per darsi almeno una sequenza.&lt;br /&gt;E aspetta, madre dell’impossibile, nel raccontare il suo futuro alla  bambina infiocchettata mentre la polvere si assesta sui gradini,  asfissia l’ombra seduta sulla sedia.&lt;br /&gt;E l’ombra ha fissità di pietra, meditabonda, ha pensieri che affollano  ramaglie, alberi spogli, fronti mai accarezzate né baciate.&lt;br /&gt;Savina è strega, la vedo intenta a rimestare storie come fossero serpi,  cuori di stoppini, e sembianze sbiadite come dagherrotipi color seppia.&lt;br /&gt;Volevo scappare via, fuggire oltre i nugoli di mosche che c’erano, sì,  dovevano esserci, oppure no, non lo ricordo. Ma che ci fossero o meno  nulla cambia, perché poi restavo, davanti al pentolone, a bocca aperta: e  adesso che ci mette, Savinamaga, ancora?...&lt;br /&gt;E ancora, ce ne stava.&lt;br /&gt;Credete che sia un libro?Eh no, è il cubikubrik di Savina Dolores Massa.&lt;br /&gt;È il Silmarillion di nostra signora d’Ichnusa.&lt;br /&gt;Che le parole mica le sorprende sopra la tastiera, nooo, lei le estrae  dalle dita, a volte le sospende sulle pagine, in equilibrio, qualcuna  l’ho potuta scorgere aggrappata a filo del foglio.&lt;br /&gt;E poi, e poi, voglio portare il ritornello di un albero sospetto, fresco o secco: sarà come sarà, o come si vorrà?...&lt;br /&gt;Scommetto che lo vorreste sapere!&lt;br /&gt;Ok, leggete il libro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;CriBo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;span style="color: maroon;"&gt;il libro è acquistabile presso tutte le librerie, oppure &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/Mia-figlia-follia/cT6sEWcVvf0AAAEpELs43rd2/pc?CatalogCategoryID=_tysEWcWcykAAAEppnMfmqGA" target="_blank"&gt;Qui&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-5656000466344944565?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/5656000466344944565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=5656000466344944565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/5656000466344944565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/5656000466344944565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/12/mia-figlia-follia.html' title='Mia figlia Follia'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5127/5284651191_0ac59687d1_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-6024304228779837591</id><published>2010-12-11T21:06:00.000+01:00</published><updated>2010-12-11T21:06:15.411+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il Foglio Letterario'/><title type='text'>da "Il Foglio letterario"</title><content type='html'>IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI&lt;br /&gt;Associazione Culturale&lt;br /&gt;Editoria di qualità dal 1999&lt;br /&gt;Sito internet: www.ilfoglioletterario.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RICORDIAMO LO SCONTO 50 PER REGALI DI NATALE SU TUTTO IL CATALOGO VALIDO PER I SOCI E PER GLI AUTORI DEL FOGLIO LETTERARIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRE NUOVI TITOLI DICEMBRE 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(copertine allegate)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BENIAMINO BIONDI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL VOLTO DELLA MEDUSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CINEMA DI NIKOS KOUNDOUROS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=12cd685def8307ea&amp;amp;attid=0.2&amp;amp;disp=inline&amp;amp;zw" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=12cd685def8307ea&amp;amp;attid=0.2&amp;amp;disp=inline&amp;amp;zw" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TASCABILE - CINEMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788876062940&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pag. 46 – € 6,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nikous Koundouros è uno dei maggiori registi di un paese, la Grecia, la cui cinematografia è stata sempre, a torto, ritenuta minore. Persino la grandezza oramai acquisita di Thodoros Anghelopoulos non è riuscita a diffondere nel mondo le opere di numerosi altri cineasti dal ricco immaginario, dalle inquiete tensioni morali, da una ricerca formale inesausta e suggestiva. Nikos Koundouros, salutato come un genio dal giovane critico Francois Truffaut, è il padre del cinema greco d’autore, colui che ha reso la forma cinematografica come forma d’arte e di intervento culturale. A questo cineasta difficile e contraddittorio, noto per il suo carattere irascibile, si devono alcuni certi capolavori: O Drakos, che ha anticipato con modernità sconcertante le tematiche dell’alienazione e del cinema esistenzialista, e Vortex, prestigioso esercizio simbolico di raffinata avanguardia ed opera ancora oggi ignota e maledetta. Un regista la cui poetica della dissolvenza e del brulichio, che stratifica situazioni, destini ed idee, compone una visione totale del mondo, irrimediabilmente greca e dunque irrimediabilmente europea. L’intera cinematografia di Nikos Koundouros possiede tratti originali ed è riferimento costante per tutti i cineasti della Grecia, che a lui guardano ossequiosi come ad un “maestro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beniamino Biondi è nato il 12 maggio 1977 ad Agrigento. Poeta e saggista, si occupa di teatro e cinema. Collabora con riviste di letteratura e critica cinematografica, cura rassegne di cinema d’autore e svolge attività di drammaturgo e regista teatrale. Come relatore partecipa inoltre a numerosi convegni e giornate di studio. Ha curato l’edizione delle poesie complete del filosofo Aldo Braibanti ed ha pubblicato numerosi volumi di scrittura creativa e critica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contatti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.beniaminobiondi.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://giapponeunderground.blogspot.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edizioni Il Foglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narrativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.ilfoglioletterario.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SAURO TESTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vento di Argoub&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=12cd685def8307ea&amp;amp;attid=0.3&amp;amp;disp=inline&amp;amp;zw" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=12cd685def8307ea&amp;amp;attid=0.3&amp;amp;disp=inline&amp;amp;zw" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788876062902&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pag. 158 – € 12,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo le ombre della notte rendono inquieti quei luoghi, e il pericolo si annuncia incalzante con rumori di passi nella oscurità. In fondo è una cosa normale: siamo in piena estate. Infatti è una storia sapientemente costruita con cose normali, mattoni che però sono spesso posti, lungo lo sviluppo della trama, in inquietante equilibrio. Nasce così la suspense, anch’essa apparentemente normale, ma subito, un paragrafo dopo, diventa angosciante; altre volte fantastica, ma non meno inquietante. Una storia così normale che ti sembra di esserci, così normale che ti fa soffrire, così normale da es-sere terribilmente credibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dalla prefazione di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OSCAR MONTANI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il deserto è custode di semi che aspettano la pioggia... Ma le gocce di pioggia non sono le lacrime del ramengo che si accontenta di vivere sfidando quello che il destino scritto da altri ci impone e il nostro coraggio di vivere abbatte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sauro Testi. Nato a Bucine (Arezzo) nel 1963, educatore professionale presso il DSM Salute Mentale sino al 2004, da allora è sindaco del comune Bucine. Responsabile Anci Cooperazione e pace per la regione Toscana è volontario in alcuni progetti di solidarietà con il popolo Saharawi nel deserto algerino. Ha pubblicato Perestroika Gambassi nel 2000, Le Storie di Pimus nel 2004 (Edizioni il foglio), Riabilitazione psichiatrica in Valdarno nel 2006 (Magma edizioni),  La leggenda del Pino Gobbo nel 2006 (Edizioni il foglio), Diari dell’Africa nel 2007 (Edizioni Antinebbia), Pimus e i quatro bastoni nel 2008 (Edizioni il foglio),  Il cancello dell’anima nel 2009 (Edizioni il foglio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Tutto il ricavato della vendita dei libri sarà devoluto a finanziare i progetti di cooperazione dell’Associazione Valdarnese Solidarietà Popolo Saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EDIZIONI IL FOGLIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POESIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C O L L A N A P L A Q U E T T E&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I BLU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NICOLA VACCA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SERENA FELICITÀ NELL’ISTANTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=12cd685def8307ea&amp;amp;attid=0.1&amp;amp;disp=inline&amp;amp;zw" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=12cd685def8307ea&amp;amp;attid=0.1&amp;amp;disp=inline&amp;amp;zw" /&gt;ISBN 9788876062926&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pag. 100 – € 6,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...senza di te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è il vuoto la regola che distrugge...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incamminarsi nella poesia, nella pura poesia. Non sono liriche di amore, queste, sono versi di oltreamore. Un vissuto che cadenza il ritmo quotidiano nelle sue diverse accelerazioni. Le piccole, le grandi cose che accomunano persone, che nascono da un incontro straordinario di bellezza e sentimento. Così scorrono le parole di Vacca, raccontando, raccontandosi. Non le solite e banali poesie sentimentali ma veri e propri capisaldi di poesia “sull’amore. Niente di più difficile può esserci per chi scrive, toccare profondità, elevarsi nell’animo, sorprendere con la semplicità apparente di un linguaggio universale. Nicola l’ha fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio Maffii&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza vive  a Roma. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali  di quotidiani e riviste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svolge, inoltre, un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea. È il curatore del blog Nel verso giusto (http://nicolavacca.splinder.com). Ha pubblicato: Nel bene e nel male (Schena, 1994), Frutto della passione (Manni, 2000), La grazia di un pensiero (prefazione di Paolo Ruffilli, Pellicani, 2002), Serena musica segreta (Manni, 2003), Civiltà delle anime (Book editore, 2004),  Incursioni nell’apparenza (prefazione di Sergio Zavoli, Manni, 2006), Ti ho dato tutte le stagioni (prefazione di Antonio Debenedetti, Manni, 2007), Frecce e pugnali (prefazione di Giordano Bruno Guerri, Edizioni Il Foglio, 2008) Esperienza degli affanni (Edizioni il Foglio, 2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (Edizioni Il Foglio, 2010).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-6024304228779837591?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/6024304228779837591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=6024304228779837591' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/6024304228779837591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/6024304228779837591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/12/da-il-foglio-letterario.html' title='da &quot;Il Foglio letterario&quot;'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-6747473912304705549</id><published>2010-12-01T08:29:00.002+01:00</published><updated>2010-12-01T22:33:14.797+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmen Lama'/><title type='text'>Prigioniere del silenzio (silloge poetica di Carmen Lama)</title><content type='html'>Ho letto una prima volta la silloge “Prigioniere del silenzio” di Carmen Lama, e mi propongo di rileggerla, poesia per poesia. E dopo terrò questo libro sul mio comodino, per aprirlo ogni tanto e leggerne ancora una a caso.&lt;br /&gt;Perché leggere i suoi versi è come sentirla parlare con la sua voce calda, come venire in contatto con la sua anima delicata.&lt;br /&gt;È la prima volta che avverto questa sensazione di avvolgente amorevolezza nelle parole di un poeta e ne sono piacevolmente sorpresa.&lt;br /&gt;Conoscevo già da tempo la bravura di Carmen nel recensire, così come nel poetare, la sua capacità di penetrare il mondo interiore di chi si esprime in poesia.&lt;br /&gt;Ma in queste sue di oggi ho provato l’emozione di essere condotta per mano a una condivisione più immediata, alla comprensione profonda della condizione femminile, che la sua poesia disvela come tacita accoglienza del dolore, della fatica, del silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I versi si dipanano in un crescendo sempre più vicino alla cognizione dell’essere, come se l’Autrice mormorasse a se stessa le sue umane paure, il suo ripiegarsi in domande che sa senza risposte.&lt;br /&gt;Eppure se ne avverte la forza, il coraggio di chi sa che è necessario affrontare ogni vicenda che la vita presenta, e in questo sentirsi umanamente parte del comune destino.&lt;br /&gt;“…E aspetterò tempi migliori.&lt;br /&gt;convincerò la mia anima&lt;br /&gt;che stiamo insieme giocando&lt;br /&gt;a nasconderci dal lutto&lt;br /&gt;che incomberebbe,&lt;br /&gt;spietato&lt;br /&gt;sul cuore inerme…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pathos di alcune strofe si intuisce quanto abbiano inciso gli accadimenti drammatici, quanto abbiano scavato i disagi delle incomprensioni, e quanto fatto emergere, però, dell’intima bellezza di una mente che osserva e pacatamente annota:&lt;br /&gt;“…ognuno ha la sua dose&lt;br /&gt;di morte quotidiana:&lt;br /&gt;ogni giorno che passa&lt;br /&gt;accorcia il filo&lt;br /&gt;che porta al traguardo.&lt;br /&gt;E quando è l’ora temuta&lt;br /&gt;ognuno muore&lt;br /&gt;della sua propria morte&lt;br /&gt;che è unica, speciale e solitaria…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte l’Autrice ha schiarite, soprassalti di luce, in cui si esprime con fare giocoso, come se guardasse con occhi sempre nuovi il mattino, il fiore, gli occhi di chi ama.&lt;br /&gt;E allora i suoi versi acquisiscono una levità armoniosa e arieggiata, un respiro di sole.&lt;br /&gt;Altra emozione è seguirla nel suo percorso tra donne accomunate da un filo rosso, tra speranza e timore, mai rassegnate, solo pazienti, in attesa che il tempo appiani l’incertezza e la vita continui il suo corso.&lt;br /&gt;Carmen ci comunica così il suo sogno di poesia, mai ammutolito, questo, perché il silenzio può chiudere la bocca ma non il cuore.&lt;br /&gt;Così la sentiamo palpitante quando l’amore ha urgenza di essere chiarito. Quando il sentire si fa troppo acuto e nemmeno il dialogo con Dio può lenirlo.&lt;br /&gt;Ma lei ci prova, acconsente al mistero, con la consapevolezza di chi riconosce nel proprio limite umano qualcosa di prezioso, benché celato.&lt;br /&gt;E allora il suo canto diventa speranza e gratitudine.&lt;br /&gt;Grande consapevolezza, anche:&lt;br /&gt;“…Ma io comprendo, Padre&lt;br /&gt;E ti ringrazio, pure.”&lt;br /&gt;“…Preferisco sfidare il mio destino&lt;br /&gt;e vivere quel che sento, qui, ora,&lt;br /&gt;e non m’importa dell’inferno futuro,&lt;br /&gt;né del paradiso, paranoia dell’uomo…”&lt;br /&gt;“…Lasciami, ti prego, vivere la mia vita,&lt;br /&gt;se vorrai guadagnarti&lt;br /&gt;il tuo Paradiso”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La poesia di Carmen Lama è un ruscello dalle acque limpide che dissetano e ristorano.&lt;br /&gt;I suoi versi infondono coraggio, trasmettono forza e voglia di vivere.&lt;br /&gt;Lascio che sia lei a salutarvi così:&lt;br /&gt;“Forse&lt;br /&gt;la pagina più bella&lt;br /&gt;della tua vita&lt;br /&gt;non è ancora stata scritta.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Bove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può acquistare, prenotandolo presso qualsiasi libreria oppure si può richiedere online all'Editore&lt;br /&gt;a questo indirizzo: &lt;a href="http://www.alettieditore.it/emersi/ott10/lama.htm"&gt;http://www.alettieditore.it/emersi/ott10/lama.htm &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(in fondo alla pagina si clicca su "Ordina il libro" e si invia poi una e-mail con i dati utili), oppure presso l'ibs: &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788864983684/lama-m-carmen/prigioniere-del-silenzio.html"&gt;http://www.ibs.it/code/9788864983684/lama-m-carmen/prigioniere-del-silenzio.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-6747473912304705549?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/6747473912304705549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=6747473912304705549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/6747473912304705549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/6747473912304705549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/12/prigioniere-del-silenzio-silloge.html' title='Prigioniere del silenzio (silloge poetica di Carmen Lama)'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-2866602344888730894</id><published>2010-09-29T23:23:00.001+02:00</published><updated>2010-12-01T08:48:43.906+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emanuele Delmiglio'/><title type='text'>recensione Vie Traverse</title><content type='html'>Ho volutamente frazionato la lettura dei racconti di “Vie traverse” ed è stato un bene perché ho potuto assaporare l’eccellente diversità di ciascuno, pur avendo tutti la stessa matrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emanuele Delmiglio è uno scrittore capace di scandagliare la psiche umana come pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si possono riscontrare tratti, nel suo ordine di pensiero, abissi e vette che appartengono a ogni uomo, con tutte le ansie e le paure che ne scandiscono l’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un punto ancora a suo favore se, nel narrare al maschile, è presente e risalta la figura femminile, portatrice di una possibile realtà misteriosa e affascinante, talvolta sgradevole, ma sempre riconducibile alla normalità che tutti conosciamo, la stessa che include anche il fantasticare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intuito e riflessione sono, secondo me, i due aspetti salienti e determinanti tra i quali l’Autore innesta il flusso delle sue storie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ne apprezza l’inveramento, anche se la suggestione dei luoghi e dei personaggi, nonché degli avvenimenti, trasporta un una zona franca del pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fantasia, la stessa dei grandi narratori di fantascienza, potrei ripercorrerne il filo ispiratore, ma preferisco volgere l’attenzione, invece, allo stile personalissimo di Delmiglio, alla sua trasognata scrittura, coinvolgente e sospesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come resta sospesa l’attenzione del lettore, preso dall’incalzare degli eventi, dall’impossibilità di prevedere la svolta successiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia soprattutto questo il merito più straordinario di Emanuele Delmiglio, un segreto modo di condurre, attraverso la sua geniale immaginazione, al compiersi di realtà inquietanti o stupefacenti, a seconda dei personaggi, più o meno riconoscibili come nostri alter ego, nostri abitatori mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni racconti mi hanno colpito più degli altri, non perché migliori, essendo tutti eccellenti, ma perché più vicini al mio mondo fantastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un libro di suggestioni e turbamenti, narrazione che si snoda con fluidità surreale, eppure realisticamente ineccepibile, verso conclusioni inattese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agli appassionati di esoterismo sommesso, mai dichiarato, a tutti i coloro che sanno chiedersi e ascoltarsi e non smettere mai di stupirsi per le infinite risorse della mente, consiglio vivamente di leggerlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimenticavo: l’Autore ha uno stile decisamente originale, quindi alle storie si aggiunge anche il piacere di una scrittura colta e pertinente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona lettura a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Bove&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-2866602344888730894?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/2866602344888730894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=2866602344888730894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/2866602344888730894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/2866602344888730894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/09/recensione-vie-treverse.html' title='recensione Vie Traverse'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-5579042238491446634</id><published>2010-07-04T22:03:00.012+02:00</published><updated>2010-07-05T12:11:52.091+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giulia Basano'/><title type='text'>Nicola, un’adozione coraggiosa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;di&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Giulia Basano&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/TDFtEAEP0RI/AAAAAAAAA1Y/mRY48-U347o/s1600/DSC02318.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/TDFtEAEP0RI/AAAAAAAAA1Y/mRY48-U347o/s320/DSC02318.JPG" width="227" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ho letto un libro, ma sarebbe meglio dire ho letto una vita.&lt;br /&gt;Perché di vita si tratta in questa cronaca straordinaria, di vite anzi, una che sembrava perduta, e l’altra che non ha permesso che lo fosse. E tante altre a contorno, nello stesso impegno.&lt;br /&gt;Quello che colpisce in tutta la narrazione  è l’assenza totale di autocommiserazione, non ve n’è la benché minima traccia, e sì che motivi per averla ce ne sono e tanti!.&lt;br /&gt;Non credo che sia di tutti la forza e il coraggio di questa madre che, giovanissima, decide di adottare quel bambino, proprio lui, quello etichettato come ”un grosso carenziato, un bambino da buttare dalla finestra”.&lt;br /&gt;Si rimane allibiti di fronte a tanta crudele indifferenza.&lt;br /&gt;Ma Giulia no, non si lascia intimidire da questa diagnosi senza scampo, lei non ci crede, lei ha visto un barlume in quegli occhi neri, sente che non può permettere che un essere già così provato dall’abbandono, un bambino di quattro anni, istituzionalizzato e  lasciato a sé stesso, sia ancora rifiutato e condannato all’annientamento. Ha capito che desidera ridargli la vita.&lt;br /&gt;E così lo adotta.&lt;br /&gt;Giulia non vuole che si dica che la sua esperienza è eccezionale, afferma invece che bisogna far diventare “normale” ogni vissuto di tal genere; che siano impegnati tutti nel sociale: medici, assistenti, insegnanti, amici, affinché tutti gli esseri umani con carenze più o meno gravi, abbiano il giusto aiuto, il diritto ad essere considerati e curati, ma soprattutto amati.&lt;br /&gt;Lei sa che soltanto se ci saranno questi presupposti si potrà davvero affrontare la serie di problematiche che coinvolgono ogni aspetto esistenziale di un bambino prima, e di un adulto poi,  dalle funzioni cerebrali compromesse; sa che si può ottenere l’impensabile.&lt;br /&gt;Questa madre è riuscita a creare intorno al suo figlio “speciale”, uno spazio in cui gestire le conquiste ardue e sofferte, discontinue, le difficoltà  ritenute spesso insormontabili, è riuscita ad ottenere comprensione e coinvolgimento emotivo,  per sé e per Nicola.&lt;br /&gt;Tutto il mondo che ruota intorno a questa storia è “speciale” , e lo ribadisco in contrasto con quanto espresso dall’Autrice, ma io non credo che siano tutti capaci di tanto, non credo che ci sia tanta abnegazione e tanto amore nella scelta di essere madre, così,  madre!.&lt;br /&gt;Consiglio di leggere questa storia vissuta perché  può solo fare del bene, aprire porte chiuse dall’indifferenza e dalla rimozione.&lt;br /&gt;Giulia Basano è un’insegnante, esperta di problemi sociali, donna colta, sensibile e attenta ai problemi dei giorni nostri, alle tragiche istanze di tanti genitori lasciati a sé stessi nella cura di figli disabili. La sua battaglia personale, vinta, le dà la forza di affiancare chi è impegnato nella stessa lotta.&lt;br /&gt;A lei tutta la mia stima incondizionata, e la mia ammirazione anche come scrittrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Bove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Per l'acquisto del   libro&amp;nbsp;richiederlo &amp;nbsp;a &lt;i&gt;Associazione Promozione sociale&lt;/i&gt;, Via  Artisti 36, 10124 Torino, &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;tel.  011-812.44.69.  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="mailto:info@fondazionepromozionesociale.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-family: Verdana;"&gt;info@&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;fondazionepromozionesociale.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-5579042238491446634?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/5579042238491446634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=5579042238491446634' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/5579042238491446634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/5579042238491446634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/07/nicola-unadozione-difficile.html' title='Nicola, un’adozione coraggiosa'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/TDFtEAEP0RI/AAAAAAAAA1Y/mRY48-U347o/s72-c/DSC02318.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-4023250735546027779</id><published>2010-07-01T19:49:00.003+02:00</published><updated>2010-07-02T09:09:56.597+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elisabetta Mori'/><title type='text'>La stanza del castigo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/TCzUZh-0XmI/AAAAAAAAA1Q/6CTV9DOESSg/s1600/DSC02316.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/TCzUZh-0XmI/AAAAAAAAA1Q/6CTV9DOESSg/s320/DSC02316.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Word.Document" name="ProgId"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Microsoft Word 12" name="Generator"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;meta content="Microsoft Word 12" name="Originator"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;link href="file:///C:%5CUsers%5Ccristina%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;&lt;link href="file:///C:%5CUsers%5Ccristina%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_themedata.thmx" rel="themeData"&gt;&lt;/link&gt;&lt;link href="file:///C:%5CUsers%5Ccristina%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_colorschememapping.xml" rel="colorSchemeMapping"&gt;&lt;/link&gt;&lt;style&gt;&lt;!-- /* Font Definitions */ @font-face	{font-family:"Cambria Math";	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;	mso-font-charset:1;	mso-generic-font-family:roman;	mso-font-format:other;	mso-font-pitch:variable;	mso-font-signature:0 0 0 0 0 0;}@font-face	{font-family:Calibri;	panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4;	mso-font-charset:0;	mso-generic-font-family:swiss;	mso-font-pitch:variable;	mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal	{mso-style-unhide:no;	mso-style-qformat:yes;	mso-style-parent:"";	margin:0cm;	margin-bottom:.0001pt;	mso-pagination:widow-orphan;	font-size:12.0pt;	mso-bidi-font-size:11.0pt;	font-family:"Arial","sans-serif";	mso-fareast-font-family:Calibri;	mso-fareast-theme-font:minor-latin;	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;	mso-fareast-language:EN-US;}.MsoChpDefault	{mso-style-type:export-only;	mso-default-props:yes;	font-size:12.0pt;	mso-ansi-font-size:12.0pt;	mso-ascii-font-family:Arial;	mso-fareast-font-family:Calibri;	mso-fareast-theme-font:minor-latin;	mso-hansi-font-family:Arial;	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;	mso-fareast-language:EN-US;}@page WordSection1	{size:595.3pt 841.9pt;	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;	mso-header-margin:35.4pt;	mso-footer-margin:35.4pt;	mso-paper-source:0;}div.WordSection1	{page:WordSection1;}--&gt;&lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;di&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Elisabetta Mori R.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Quando una lettura ti prende al punto che ti immedesimi nel protagonista, ne avverti quasi il respiro, ti sorprendi a prevederne le reazioni, vuol dire che l’Autore è riuscito a comunicare ben oltre le parole, benché di parole sia tessuto il tramite.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Nella piacevole narrazione di Elisabetta Mori si snoda la vicenda di Maria Sole, una donna che tenta disperatamente di riconoscersi tale, cercando di far confluire, nell’analisi della sua esistenza, la bambina vessata dalla madre, l’adolescente incompresa e frustrata poi, la giovane alle prese con esperienze di speranze e abbandoni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Anni raccontati dall’io narrante in prima persona, quasi sdoppiato nel proporsi quale oggetto di analisi e soggetto di autoanalisi, ma sempre necessariamente presente a se stessa, in un’altalena di emozioni ed elaborazioni mentali da lasciare senza fiato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;L’Autrice trasmette tutta la sofferenza che può diventare la più assidua compagna di giornate morte. La cupezza che non dà tregua nemmeno quando l’amore offerto potrebbe essere salvifico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Non soccombere a tanto è quasi un atto eroico, un estremo tentativo di raccogliersi nella propria consapevolezza e trovando in questa perfino la capacità di perdonare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;La comprensione con cui riesce a giustificare azioni crudeli, indifferenza e rifiuto, la fanno infine diventare la salvatrice di se stessa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;“… l’amore è un dio dalle molteplici facce…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;e , riferendosi alla durezza della madre: “… grazie alla stanza del castigo, potevo sperare di essere libera e in cammino verso un’esistenza accettata.&amp;nbsp; E compresi che il suo silenzio altro non era stato che sotteso amore, tenace determinazione di una madre affinché la figlia più fragile imparasse a vivere delle proprie pene.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Un libro che arricchisce chi legge in un crescendo di compartecipazione emotiva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;i&gt;Cristina Bove&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/TCzUZh-0XmI/AAAAAAAAA1Q/6CTV9DOESSg/s1600/DSC02316.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-4023250735546027779?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/4023250735546027779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=4023250735546027779' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-581052831858736126</id><published>2010-07-01T14:31:00.002+02:00</published><updated>2010-07-01T14:34:18.747+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impressioni di lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alberto Carollo'/><title type='text'>Doppio ritratto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/TCyJ-JnCJZI/AAAAAAAAA1I/WN9fRaEdPR4/s1600/DSC02021.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; 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class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt; Alberto Carollo&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Questo che ho appena finito di leggere è un libro particolare, articolato sulla quotidianità dei rapporti&amp;nbsp; ma soprattutto sulla varietà delle sfumature psicologiche che li caratterizza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Dimostrazione di quanto sia arduo penetrare i meandri della propria e altrui psiche, quando gli avvenimenti si susseguono senza tregua e con inevitabili interazioni che ne condizionano gli sviluppi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;In questo caso specifico, l’Autore riesce a spostare l’attenzione del lettore sulla complessità dei caratteri dei personaggi, “dipinti” sia quelli reali che quelli ritratti, con precise pennellate d’intuito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Si intrattiene col lettore offrendo aspetti nuovi e articolati perfino delle motivazioni di un pittore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;E già questo sarebbe bastante a definire Alberto Carollo un investigatore a-temporale, uno psiconauta dell’interiorità e delle tematiche espressive.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Un libro per chi ama addentrarsi e conoscere se stesso e documentarsi su un aspetto insolito dell’Arte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;i&gt;Cristina Bove &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-581052831858736126?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/581052831858736126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=581052831858736126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/581052831858736126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/581052831858736126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/07/doppio-ritratto.html' title='Doppio ritratto'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/TCyJ-JnCJZI/AAAAAAAAA1I/WN9fRaEdPR4/s72-c/DSC02021.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-4832395955972482047</id><published>2010-03-11T04:10:00.006+01:00</published><updated>2012-01-29T06:24:41.394+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanna Giordani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmen Lama'/><title type='text'>Giovanna Giordani</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/4e683a83ace003c9b3430fb8b49b9a6b_medium.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://files.splinder.com/4e683a83ace003c9b3430fb8b49b9a6b_medium.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 228px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 193px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;b&gt;Recensione di Carmen Lama&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;b&gt;Sulla riva del fiume&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;b&gt;di Giovanna Giordani &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;b&gt;- Aletti editore -&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="CENTER" lang="it-IT" style="font-weight: bold; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="font-weight: bold; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif; font-weight: bold;"&gt;&lt;i&gt;Sulla riva del fiume&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;: prima silloge di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovanna Giordani&lt;/span&gt;, giunta quasi a sorpresa per lei stessa, che forse non s’era posta prima d’ora il problema di condividere con interessati lettori il suo piacere per la scrittura in versi delle sue emozioni, dei suoi pensieri e sentimenti, attraverso una pubblicazione. Bella sorpresa, invece, per lettori che amano la poesia, come la sottoscritta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;Generalmente inizio la lettura di una raccolta di poesie cercando di decifrare il senso del titolo. In questo caso, mi è venuto in mente per associazione immediata il titolo di un libro di riflessioni sul senso della vita, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;i&gt;Sono come il fiume che scorre&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;, di Paulo Coelho. Ma, mentre in quel testo l’autore si identifica con il fiume e ripercorre, anche in senso autobiografico, il divenire e il mutamento continuo, per dar valore alle cose più semplici  e belle, ho immaginato che Giovanna stesse invece “osservando” quello stesso divenire e mutamento continuo del mondo e della vita, standosene tranquillamente “sulla riva del fiume”. Il suo osservare, che in realtà si ritrova poi assorbito nei versi poetici, non è però passivo guardare, lasciar scorrere e lasciar accadere gli eventi del mondo, bensì compartecipazione talmente profonda e intima da lasciare di sé impronta e segno visibile in ogni poesia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;L’autrice definisce il suo poetare non ricercato, ma semplice, vero, naif, quasi sottintendendo in questa definizione una sua naturale ritrosia, un suo non sentirsi vera poeta bensì solo una persona che voglia esprimere in versi la sua sensibilità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;E chi ha detto che bisogna scrivere poesie servendosi di lessico ricercato, che spesso potrebbe essere sinonimo di indecifrabile, difficile, non fruibile se non da pochissimi? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;Ho piacevolmente assimilato la scrittura poetica naif (per tenere la sua originale definizione) di Giovanna Giordani alla semplicità con cui si leggono, si interpretano e si interiorizzano le sue poesie, poiché questa semplicità si accompagna ad una profondità di pensiero che dà modo al lettore di riflettere e di guardare con occhi nuovi il mondo e tutto quel che vi accade. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;Già dalla prima poesia Ah, se potessi, l’autrice mette in primo piano la sua poetica dell’amore, che è il suo modo peculiare di osservare gli eventi del mondo, cercando delle strategie quasi magiche per realizzare il suo intento di vivere in armonia con l’universo, trasformando il suo essere “sillabe d’assenso” nel vero senso della vita che appunto nell’amore può risiedere e in nient’altro. In questo “la poeta” conferma il pensiero di Neruda che sosteneva che “la poesia è un atto di pace”. E non è un caso che la silloge si concluda anche con una poesia nella quale si vorrebbe capire il perché dell’esistenza del male e la sua origine, con la sottile ma non velata intenzione di capovolgerlo in bene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;I primi sonetti, ispirati da racconti, film, eventi reali, o semplici osservazioni della natura, confermano questa attenzione privilegiata della Giordani ai rapporti umani, al senso vero dell’esistenza e alla profondità di un sentimento la cui durata potrà attraversare il Tempo e oltrepassarlo, anche soltanto grazie all’&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;i&gt;incisione&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;i&gt;di un&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;i&gt;nome&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;Delicatissimi, poi, sono anche gli haiku, che in brevità e concisione distillano pensieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;La terza parte della silloge, la più corposa per numero di poesie, è di una bellezza che non si può descrivere, bisogna sentirla e viverla. Ci si rende conto di ciò, a partire dalla poesia che ci presenta “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;i&gt;Il volto del silenzio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;”: solo un poeta può “vedere” questo volto e scoprire perché… “mai saprà spiegare / tutta la luce / che gli brucia dentro”! … perché è un silenzio pregno di parole, di pensieri, di voce, ma non ha voce. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;Un’altra bellissima poesia da segnalare è una meta-poesia, che però si contraddice alla fine. Si tratta della messa in scena dell’umiltà della poeta-autrice, ne’ &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;i&gt;La mia poesia è una regina scalza&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;, che poi è anche una regina nuda e bianca e che, quando diventa nera e “cammina leggera / sulle dune, / (è) incurante se il vento / traccia non lascerà / delle sue impronte”: sta proprio qui la contraddizione della poeta, nel credere che la sua poesia non lascerà impronte, mentre invece le ha già lasciate proprio in questo suo essere movimento discreto che scruta &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;i&gt;negli anfratti dei cuori&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;E si potrebbe continuare svelando l’implicita “semplicità profonda” o “semplice profondità” delle altre poesie. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;Ma un recensore deve fermarsi un attimo prima di togliere al lettore il piacere, la sorpresa e la voglia di scoprire da sé il senso e la bellezza di ogni creazione poetica, potendo dare a sua volta libertà alla propria mente di ri-creare significati. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;E dunque concludo, riassumendo l’invito a leggere questa silloge, con l’Haiku che mi pare la caratterizzi: “Bellezza”: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;i&gt;Alto vertice / di rara perfezione / dono d’incanto. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;b&gt;Carmen Lama&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-4832395955972482047?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/4832395955972482047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=4832395955972482047' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4832395955972482047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4832395955972482047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/03/una-recensione-di-carmen-lama.html' title='Giovanna Giordani'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-7985909100904074626</id><published>2010-02-13T07:31:00.001+01:00</published><updated>2010-02-13T07:31:53.085+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmen Lama'/><title type='text'>LA MORTE</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;             &lt;span style="color:#ff0066;"&gt;&lt;b&gt;LA MORTE &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;            (&lt;b&gt;di&lt;/b&gt; &lt;span style="color:#ff0066;"&gt;&lt;b&gt;Vladimir Jankélévitch &lt;/b&gt;             &lt;/span&gt;- &lt;b&gt;Ed. Einaudi&lt;/b&gt;)&lt;br /&gt;            …………………………………&lt;br /&gt;            &lt;b&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;Recensione a cura di Carmen Lama&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;            &lt;br /&gt;            La morte, di V. Jankélévitch, è stato definito un libro              "sconvolgente".&lt;br /&gt;            Si può fare Filosofia della morte e scriverne per 474 pagine dopo              aver affermato fin dall'incipit della Premessa che sia "dubbio che              la morte sia un problema specificamente filosofico" e che sulla              morte "Non c'è proprio nulla da dire"?&lt;br /&gt;            È quanto ha fatto in modo veramente sconvolgente questo filosofo              ebreo di origine russa e naturalizzato francese, vissuto dal 1903 al              1985, la cui opera filosofica è un vero e proprio compendio di idee              originali e di cultura raffinata ed amplissima.&lt;br /&gt;            Il libro si suddivide in tre parti, i cui titoli già orientano il              lettore riguardo ai contenuti specifici su cui sarà portato a              riflettere.&lt;br /&gt;            Nella prima parte, che occupa quasi la prima metà del libro,              l'autore disserta su "&lt;i&gt;La morte al di qua della morte&lt;/i&gt;",              portandoci effettivamente ad una lunga riflessione su quanto della              morte è possibile confusamente intuire stando all'erta mentre siamo              vivi. La sua non è una vera e propria indagine sulla morte, poiché              di ciò che è assolutamente impossibile conoscere non si saprebbe              neppure come e su cosa indagare. Vi è, invece, un esame approfondito              delle varie teorie della morte, dell'anima, dell'essere, del              non-essere, del divenire, del nulla, su cui la filosofia classica ha              lungamente dibattuto, ed anche un esame delle teosofie, delle              visioni filosofico-religiose sugli stessi temi.&lt;br /&gt;            Lo scopo principale di quest'analisi è, ovviamente, quello di poter              poi confutare le precedenti teorie, dimostrando, per quanto sia              possibile su temi così sfuggenti all'ambito razionale, la fallacia              di tali visioni o, nel migliore dei casi, come esse siano semplici              tentativi di portare una sorta di consolazione e di speranza di              fronte all'angoscia del nulla che attende al varco ciascun essere              umano, senza peraltro che ci sia alcuna possibilità di sfuggire alla              tragedia estrema, al punto ultimo di ogni esistenza, e senza alcuna              eccezione per alcuno. Consolazione e speranza che, di fronte alla              realtà empirica, ineludibile quanto assurda e tuttavia necessaria,              sono forse motivo di maggior disperazione e non offrono comunque              alcun appiglio per poter cambiare le carte del destino. Jankelevitch              tiene a sottolineare l'impossibilità di rendere "univoco", certo,              definitivo, il concetto di morte che è invece un concetto              "equivoco", in quanto tiene insieme dei contraddittori, la vita e la              morte, e su cui non ci potranno mai essere delle verità definitive.            &lt;br /&gt;            La dimostrazione di Jankelevitch, pur ammesso che nulla si possa              dimostrare con metodi empirici quando l'oggetto su cui si discute è              di ordine metaempirico, procede con uno specifico ordine, molto              convincente in effetti, poiché il processo filosofico di              avvicinamento all'evento straordinario (ma del tutto ordinario), che              egli ci propone, risulta a dir poco lampante come una verità di La              Palisse. Ci guida, infatti, a distinguere la morte in terza persona,              dove ciascuno di noi è semplice spettatore della morte di altri,              cosa del tutto naturale, ordinaria, e persino scontata da che esiste              il mondo, dalla morte in seconda persona, dove si è spettatori della              morte di un congiunto o di una persona cara, la cui scomparsa già              appare più ingiusta della precedente, meno naturale ed ordinaria,              dalla morte in prima persona, la morte-propria, che contrariamente              al buon senso e all'evidenza, appare a ciascuno di noi come              altamente improbabile, comunque lontana nel tempo e come un evento              del tutto straordinario.&lt;br /&gt;            Ponendoci nelle diverse prospettive, potremmo insieme a Jankelevitch              seguire il processo di conoscenza di questo istante tragico che è la              morte, senza tuttavia poterne avere effettiva conoscenza; al più              potremmo giungere ad una "scienza nesciente", che nulla ci dice del              nucleo profondo di quell'istante, se mai quell'istante abbia un              nucleo essenziale che possa essere oggetto di conoscenza.              Jankelevitch porta avanti il suo discorso servendosi di moltissimi              esempi, tratti tutti, com'è ovvio, dal mondo di quaggiù,              dall'empiria, da ciò che solo può essere oggetto di discorso e di              comprensione per un essere razionale, utilizzando anche un'efficace              ed originale terminologia, come quando definisce la "semelfattività"              della morte, indicando con ciò l'accadere di un evento di tale              portata come quello che avviene una e una sola volta e in modo              necessario.&lt;br /&gt;            La realtà tragica dell'istante mortale è ciò che tutti sanno in              quanto si tratta di una "quoddità", ma nessuno conosce la "quiddità"              di tale istante: in altri termini, tutti conoscono "il fatto che" ma              non conoscono il "che", cioè nessuno conosce le modalità effettive              del quod, le sue coordinate spazio-temporali e il modo in cui              accadrà. In questa prospettiva, e solo per questa ambiguità della              morte che è certa nel suo quod, ma incerta nel suo quid, la vita              assume il grande ed inestimabile valore che ha. Valore che si              esprime in tutte le azioni che siamo continuamente spinti a              compiere, quasi con il sottinteso ed implicito intento di              allontanare quanto più sia possibile l'istante supremo ed ultimo.            &lt;br /&gt;            La morte, inoltre, svolge un compito essenziale quando accade,              perché è solo e soltanto da quell'ultimo istante in poi che si ha il              quadro completo di un'esistenza. Salvo che per il diretto              interessato, per il quale questa nozione specifica non può essere              mai posseduta, poiché prima è troppo presto (il quadro non è              completo) e dopo è troppo tardi (non c'è più nessuno che possa              sapere).&lt;br /&gt;            Viene analizzato il va-da-sé del divenire, nel quale consiste la              continuazione dell'intervallo che costituisce la vita vera e              propria, e che si situa tra il precedente non-essere, da cui ogni              esistenza è tratta nel momento della nascita, e il nulla che mette              fine a questo intervallo, senza che ci sia null'altro dopo, perché              il nulla della fine è un nulla-più, un mai-più-nulla, un nulla              definitivo ed una volta per tutte, un nulla eterno. E non ci sono              misure comuni per comparare il non-essere precedente all'esistenza              con il nulla che segue all'ultimo istante, il quale è un nulla del              tutto, nulla di tutto l'essere, in quanto non c'è alcunché a              seguire.&lt;br /&gt;            Nella sua lunga dissertazione Jankelevitch ci spiazza, anche perché              mentre si aggira nei dintorni della morte, afferma categoricamente              che mentre siamo in vita la morte non esiste affatto, ogni momento              della nostra esistenza è vissuto in tutta la sua pienezza di vita,              anche quando incalza l'invecchiamento, tanto è vero che la morte              arriva sempre "all'improvviso" anche se sorprende una persona più              che novantenne. In questo caso, si è solo percepita una maggiore              probabilità, ma mai la sua approssimazione. La morte, vicinissima              alla vita in quanto può arrivare in qualsiasi momento senza chiedere              affatto il parere, è sempre lontanissima dalla vita. Ed è questa una              fra le tante difficoltà di saperne alcunché. Non ci può essere              neppure un apprendimento della morte, come certe religioni              pretendono quando stimolano i credenti a "prepararsi alla morte".              Risulta del tutto inutile prepararsi, vivere continuamente              mortificandosi, vivere le piccole morti quotidiane e le rinunce in              vista di un bene postumo, poiché non si può apprendere ciò che              nessuno ci può insegnare perché nessuno ha mai vissuto l'esperienza,              unica - singolare - estrema, della morte-propria, per potercene poi              dare neppure la più pallida idea, e perché nulla si sa di questo              incerto bene postumo.&lt;br /&gt;            In questa prima parte del libro, sono moltissimi i concetti di volta              in volta messi in luce, senza tuttavia raggiungere una certezza              sull'essenziale: è come fare una sorta di giro panoramico intorno ad              una località sconosciuta, ma restando sempre alla periferia, poiché              non ci sono mezzi che arrivino al centro.&lt;br /&gt;            Nella seconda parte, dal titolo che appare quasi come una sfida per              quanto appena detto, Jankelevitch affronta "&lt;i&gt;La morte nell'istante              mortale&lt;/i&gt;". Qui la dissertazione si fa più insistente, più              pericolosa, più dettagliata e sempre più tragica, mano a mano che              cerca di avvicinarsi a quel centro inesplorabile che continuamente              sfugge e si allontana quanto più sembra stia per essere raggiunto.            &lt;br /&gt;            È come se il centro fosse dappertutto e per ciò stesso da nessuna              parte. Come si può fare per individuarlo in modo esatto per poterlo              poi ben esaminare? Ancora una volta si frappongono questioni              puramente filosofiche che sono assolutamente ineludibili: la morte è              un evento soltanto fisico, biologico, non può essere indagato con              strumenti metafisici. Si può tentare di entrare nel dettaglio di              cosa rappresenti l'ultimo istante rispetto a tutti gli istanti che              l'hanno preceduto, ed affermare la sua assoluta particolarità, senza              tuttavia poterlo mai cogliere "sul fatto", neppure quando si tratti              dell'ultimo istante di una seconda o terza persona.&lt;br /&gt;            In questa seconda parte del libro, sono anche molto interessanti i              raffronti che Jankelevitch ci presenta tra i modi in cui in              letteratura sono state affrontate le situazioni di morte da parte di              alcuni protagonisti di romanzi, di drammi, di opere musicali. Ed è              pertanto molto ampia anche la mole di testi indicati nelle note, a              cui il filosofo ha fatto riferimento nel suo lungo e complesso              discorso filosofico sulla morte.&lt;br /&gt;            I quattro capitoli che si susseguono in questa seconda parte              analizzano nel dettaglio quell'ultimo istante mortale              fuori-categoria, di tutt'altro ordine rispetto a tutti gli altri              istanti che compongono il nostro intervallo, cioè il divenire e la              continuazione della vita, arrivando fino al quasi-niente              dell'articolo di morte, ma eludendo la vera e propria soglia della              morte.&lt;br /&gt;            Inoltre, viene mostrato come nel tempo dell'intervallo di vita sia              l'irreversibilità temporale ad avere la meglio, in quanto, mentre ci              permette un'andata e ritorno nello spazio, ci impedisce di fatto un              ritorno indietro nel tempo.&lt;br /&gt;            Ed infine, una sola nota di vera consolazione (ma di consolazione si              tratta?) ci viene offerta da Jankelevitch nel capitolo in cui, pur              affermando l'irrevocabilità sia dell'istante mortale sia              dell'irreversibile temporalità vissuta, ci mette davanti              all'impossibilità di cancellare e nichilizzare, insieme a tutto              l'essere, anche il fatto di esser-stato. Una volta che un'esistenza,              che poteva anche non-essere, sia venuta alla luce con la nascita,              diventando un essere, nessuna morte potrà mai cancellare il fatto              che questo essere sia vissuto.&lt;br /&gt;            Nessun olocausto con l'annichilimento di milioni di esseri potrà mai              cancellare il fatto che questi esseri siano stati.&lt;br /&gt;            A questo proposito, vorrei sottolineare come Jankelevitch, filosofo              ebreo, la cui esperienza è stata fortemente segnata              dall'innominabile tragedia della "morte di massa" di milioni di              ebrei, non faccia mai esplicito riferimento a quella mostruosa e              immane e gratuita carneficina dettata solo da menti demoniache e              folli, tranne in un punto, ma quasi di sfuggita, come uno fra i              tanti esempi che adduce per spiegare meglio i concetti che esprime.              Ma molto probabilmente, come ci dice nell'Introduzione Enrica              Lisciani Petrini che ha curato l'edizione italiana del libro,              quell'esperienza è lo sfondo costante e ineludibile di tutta la sua              riflessione filosofica sulla morte.&lt;br /&gt;            Nella terza ed ultima parte del libro, Jankelevitch torna su alcuni              concetti già affrontati, approfondendoli ancora, pur senza darci una              virgola in più di conoscenza sul concetto di morte vero e proprio.              Se l'indagine riguarda "&lt;i&gt;La morte al di là della morte&lt;/i&gt;", e se              Jankelevitch ha avuto sin dall'inizio del libro l'intento dichiarato              di mostrare l'inutilità delle teorie profetiche o consolatorie circa              l'al di là, è del tutto evidente che nulla avrebbe da dire su              qualcosa che ritiene assolutamente inesistente. E tuttavia, nei              quattro capitoli che compongono quest'ultima parte, prova a              chiedersi se l'al di là è un avvenire, che senso ha la paura              dell'istante estremo, quali speranze sostengono la capacità di              affrontare questo istante tragico in vista di qualcosa di              completamente incerto che ci attenderebbe dall'altra parte della              soglia. E si sofferma, in particolare, nel dimostrare l'assurdità              della sopravvivenza, i concetti di immortalità, di resurrezione e di              vita perpetua, distinguendo l'anima dal corpo, ma non nel senso              consueto delle filosofie tradizionali. L'anima, per il nostro              autore, non è altro che l'essere pensante, l'anima può esser tale              solo se esiste un essere pensante, essa non ha un luogo determinato              nel corpo, così come i pensieri non risiedono nel cervello ma sono              impossibili senza di esso. Dimostrando infine l'assurdità della              nichilizzazione dell'individuo, cioè di tutto l'essere pensante,              prodotta dalla morte, indugia sulla continuazione della specie che              può aver luogo solo a partire dalle singole morti individuali. Sono              queste ad innescare quel processo generativo per il quale le nascite              sembrano in qualche modo compensare le morti, ma, - ahimé! - c'è di              mezzo quell'insostituibilità di ogni singola esistenza che alla fine              non rende giustizia, in nessun modo, al singolo individuo. Perché la              compensazione quantitativa non ha nulla a che vedere con la              sostituzione qualitativa. E questo anche a prescindere che si tratti              di un nuovo individuo o che si tratti di una "rinascita" nell'al di              là. Non fosse altro perché una rinascita si compie in un diverso              momento temporale, e dunque non può che trattarsi di individui              diversi.&lt;br /&gt;            Mai due volte una cosa, mai due volte un evento! Figuriamoci una              persona!&lt;br /&gt;            La riflessione conclusiva porta Jankelevitch sul terreno della              surcoscienza e poi sui concetti di Amore, Libertà, Dio, nei              confronti dei quali afferma la superiorità della morte, ma              reciprocamente la loro superiorità sulla morte dal punto di vista              generale, in quanto l'eternità della Vita è la stessa eternità della              Verità, che nessuna morte individuale potrà mai scalfire.&lt;br /&gt;            E dunque, non ci resta che prendere atto che tutto ciò che di noi              resterà saranno le azioni giuste che avremo compiuto in quest'unica              vita che abbiamo avuto in sorte e, insieme a ciò, il nostro              esser-stati, sì minima parte, ma non insignificante, anzi unica,              irripetibile e di inestimabile valore, della totalità di un              universo. Il fatto d'esser-stati, il fatto d'aver-fatto le cose che              abbiamo fatto, il fatto d'aver-amato, nessuna morte potrà mai              cancellarlo.&lt;br /&gt;            E grazie alla nostra esistenza, la Vita continuerà a dispetto della              Morte.&lt;br /&gt;            La lettura di questo libro è senz'altro molto impegnativa, ma per              chi volesse cimentarsi con un modo nuovo di filosofare intorno a              Quella-Cosa che mentre ci appartiene singolarmente non ci appartiene              affatto finché viviamo, potrà essere un ottimo esercizio per tenerla              lontana, abbordandola con l'appellativo "la morte, questa              sconosciuta!", stigmatizzandola e rimandandola alle calende greche.              Un ottimo antidoto, insomma. Una sorta di vaccino, per cercare di              curare la malattia delle malattie, l'unica davvero incurabile, se              non guardandola dall'alto della surcoscienza universale.&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;            &lt;b&gt;P.S.: Ne ho ricavato una semplice "Equazione" che si conclude con              un augurio:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;            La vita sta alla morte&lt;br /&gt;            come il sole a una notte&lt;br /&gt;            senza luna né stelle,&lt;br /&gt;            a cui non seguirà&lt;br /&gt;            alcuna nuova alba.&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;            Su questo fondo buio&lt;br /&gt;            cupo nero profondo&lt;br /&gt;            tanto più sfolgorante&lt;br /&gt;            appare a noi la vita.&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;            Che sia un felice intervallo&lt;br /&gt;            tra il non-essere e il nulla!&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;            &lt;span style="color:#0000ff;"&gt;Carmen Lama&lt;/span&gt;, 3/2/2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-7985909100904074626?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/7985909100904074626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=7985909100904074626' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7985909100904074626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7985909100904074626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/02/la-morte.html' title='LA MORTE'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-8797529826777380036</id><published>2010-01-30T15:30:00.001+01:00</published><updated>2010-01-30T15:34:24.934+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gordiano lupi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='yoani sanchez'/><title type='text'>Intervista a Yoani Sánchez</title><content type='html'>&lt;div style="margin: 1ex;"&gt;      &lt;div&gt;    &lt;blockquote&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;Intervista  a Yoani Sánchez&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La  blogger cubana che ha parlato con Barack Obama&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;di  Orlando Luis Pardo Lazo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Yoani  Sánchez è una cittadina cubana privilegiata, perché è la sola che  è riuscita a ottenere un colloquio con un Presidente degli Stati Uniti.  Nel novembre del 2009, infatti, ha rivolto sette domande a Barack Obama  che ha risposto in breve tempo e subito sono state pubblicate sul blog  pluripremiato &lt;i&gt;Generación Y&lt;/i&gt;. Yoani Sánchez ha realizzato ciò  che la stampa ufficiale non è riuscita a fare in mezzo secolo: un dialogo  faccia a faccia con il “leader del mondo libero”, il Presidente  di un paese che il regime cubano considera il suo principale nemico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;I  media cubani hanno ignorato lo storico incontro virtuale. In compenso  pubblicano caricature di Barack Obama e l’ex Presidente Fidel Castro  Ruiz attacca spesso il Presidente statunitense nelle Riflessioni pubblicate  sul &lt;i&gt;Granma&lt;/i&gt;. Anche l’attuale Presidente di Cuba, il generale  Raúl Castro Ruiz, ha ignorato l’intervista, oltre a non aver mai  risposto alle sette domande che Yoani Sánchez gli ha rivolto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Yoani  - che la rivista &lt;i&gt;Time&lt;/i&gt; nel 1998 ha indicato tra le 100 persone  più influenti del mondo - vive con il marito Reinaldo Escobar e il  figlio Teo al quattordicesimo piano di un condominio in stile jugoslavo  che domina Piazza della Rivoluzione. Yoani, in passato, si è guadagnata  da vivere insegnando spagnolo agli stranieri, ma adesso pubblica articoli  su importanti riviste e quotidiani internazionali (in Italia collabora  con &lt;i&gt;La&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Stampa&lt;/i&gt; di Torino, &lt;i&gt;ndt&lt;/i&gt;). Nella loro casa,  Yoani e Reinaldo  hanno ideato un concorso per blogger cubani, tengono  una libreria e gestiscono un’Accademia Blogger - non ufficialmente  riconosciuta dalle autorità - per formare nuovi blogger indipendenti  e per far crescere la blogosfera cubana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Dal  suo balcone, contrassegnato con una Y al neon-verde visibile dal monolito  di Piazza della Rivoluzione, punto focale dello stato cubano, questa  ragazza magra di 34 anni, con la sua pelle quasi trasparente e cascate  di capelli scuri, condivide le sue prospettive per il 2010. Secondo  molti analisti politici, quest’anno potrebbe essere importante per  Cuba. Dal 2008 Yoani Sánchez pubblica &lt;i&gt;Generación  Y&lt;/i&gt;, un blog tradotto in varie lingue (in italiano da Gordiano Lupi  per &lt;a href="http://www.lastampa.it/generaciony" target="_blank"&gt;www.lastampa.it/generaciony&lt;/a&gt;, &lt;i&gt;ndt&lt;/i&gt;) che conta milioni di visite  al mese, ma è inaccessibile per i lettori cubani. Tuttavia, ogni giorno  che passa, Yoani è sempre più nota a Cuba perché molte persone ricevono  illegalmente i canali televisivi che trasmettono da Miami. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Yoani  Sánchez è una cittadina impegnata a espandere la libertà di espressione  all’interno dell’isola, ma è indipendente dalle organizzazioni  di dissidenza cubana e dai partiti di opposizione. Nonostante tutto  è perseguitata da agenti della Sicurezza di Stato e dai giornalisti  ufficiali che non perdono occasione per diffamarla e per offenderla.  Per realizzare l’intervista a Obama, Yoani ha inviato le domande tramite  un amico, ma le risposte le sono state consegnata a mano in terra cubana.  Molte persone non credevano che le risposte provenissero da Barack Obama,  fino a quando un portavoce della Casa Bianca ha confermato il contenuto  dell’intervista. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;Il  Presidente Barack Obama, parlando a lei e all’opinione pubblica mondiale,  ha assicurato che “gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di  ricorrere alla forza militare contro Cuba”,  aggiungendo che “soltanto gli stessi  cubani sono in grado di promuovere  un cambiamento positivo a Cuba”. A suo avviso, il popolo cubano si  sente in pericolo e teme un’imminente  “invasione imperialista”? &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;La  propaganda politica cubana ha sempre avuto l’obiettivo di mettere  in guardia il popolo contro una presunta imminente invasione e di incutere  timore nei confronti di un potente nemico che ci minaccerebbe da vicino.  Molti cubani non credono più alle affermazioni dei cartelloni propagandistici,  ma neppure si fidano di giornali e televisione. Dopo aver ripetuto troppo  spesso che era imminente la guerra contro il nostro vicino del Nord,  la minaccia ha perso forza e adesso in pochi prestano attenzione a questo  tema. I veri problemi di Cuba sono altri, non certo l’invasione statunitense,  ma il crollo della produzione, la mancanza di libertà e un potere anacronistico. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;Come  valuta politicamente il silenzio del Presidente Raúl Castro in risposta  alla sua intervista?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Il  potere a Cuba non parla ai cittadini. Tenta di mascherare le decisioni  che riguardano la popolazione come se provenissero da un dibattito,  ma in realtà si delibera in un solo ufficio, all’interno di una famiglia  e di clan militari. L’Assemblea Nazionale si limita ad apporre timbri,  votando all’unanimità le decisioni prese in altre sedi. Per questo  riesco a ottenere un colloquio con il Presidente di un altro paese,  mentre il mio Presidente mostra completa indifferenza. Si torna al peccato  originale di Raúl Castro: non è stato eletto dal popolo con libere  elezioni, ma è salito al potere per eredità familiare, grazie a un  legame di sangue, come succedeva nelle monarchie. Pertanto, pensa di  non dover rispondere alle domande e alle critiche che provengono dal  popolo cubano. Non si ritiene responsabile per non aver fatto riforme  importanti, per la crescente repressione e per i mancati miglioramenti  produttivi. Detto questo, non ho rinunciato alla speranza che Raúl  Castro possa rispondere alle mie domande, soprattutto adesso che conosce  le risposte di Barack Obama.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;In  ambito accademico, tra gli esperti di Cuba,  e a livello popolare, si nota una certa mancanza di fiducia in una transizione  democratica a Cuba. C’è il timore che il paese potrebbe cadere nell’anarchia  o addirittura finire in una guerra civile. Lei cosa ne pensa?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;I  governanti cubani hanno avuto diverse opportunità negli ultimi cinquant’anni  per attuare una transizione graduale e ordinata. Ogni volta che le circostanze  favorivano riforme in senso progressista, loro hanno preferito rendere  le cose più difficili, scegliendo un maggior controllo e un’asfissiante  centralizzazione. Questo atteggiamento ha impedito qualsiasi modifica  e ogni apertura rischia di creare fratture sociali e di generare una  spirale di violenza. L’attuale governo di Cuba sarebbe il principale  responsabile per qualsiasi focolaio di disordini civili, perché ha  perso ogni occasione per traghettare il paese verso una transizione  ordinata e pacifica. Nonostante lo spettro di un colpo di Stato o di  una rivolta popolare ci perseguiti, ritengo che una necessaria e inevitabile  transizione a Cuba possa verificarsi pacificamente. Abbiamo la fortuna  di vivere in un paese privo di odio etnico e di conflitti linguistici  o religiosi. Non abbiamo conflitti regionali che potrebbero portare  a guerre civili, quindi lo scontro sarebbe basato esclusivamente sull’ideologia.  Sappiamo che molte persone sono obbligate a fingere lealtà verso il  sistema attuale ed è impossibile calcolare quante vorrebbero vivere  in una democrazia. In ogni caso credo che siano la maggioranza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;In  quale misura pensa che Barack Obama  abbia mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale relativamente  a Cuba, nel suo primo anno in carica?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;In  soli dodici mesi, Obama ha fatto di più per normalizzare le relazioni  con Cuba che qualsiasi precedente Presidente americano nel corso di  un intero mandato. Non siamo al primo posto nella sua agenda, ma non  siamo stati completamente dimenticati. Ha abolito le restrizioni di  viaggio per i cubani che vivono negli Stati Uniti e i limiti di invio  di denaro per le loro famiglie. Non solo, “minaccia” di consentire  il libero turismo nordamericano sull’Isola. Il nostro governo è un  po’ confuso, perché ha sempre utilizzato gli Stati Uniti come un  alibi alla mancanza di libertà, dipingendoli come un nemico potente  e aggressivo. Grazie al suo sorriso e alla sua gioventù, il Presidente  americano è ammirato da molti miei compatrioti. Per contrastare quella  che sta diventando una vera e propria “Obamamania”, la retorica  antiamericana di regime sta fabbricando slogan e frasi volgari tipo  “Obama è come Bush, solo che è dipinto di nero”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;Vorrei  conoscere la sua opinione sull’embargo e sulla politica di restrizioni  economiche statunitensi nei confronti di Cuba. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Credo  che queste restrizioni economiche rappresentino un errore della politica  americana verso Cuba. Non servono a soffocare la classe dirigente dell’Isola,  ma creano solo difficoltà materiali per la popolazione e consentono  la radicalizzazione di un discorso ideologico all’interno di Cuba.  L’embargo è stato un argomento per giustificare un’improduttiva  e inefficiente economia statale, una vera rovina per molti settori.  Peggio ancora, è stato utilizzato per sostenere il motto: “in un  paese sotto assedio, dissentire equivale a tradire”, che contribuisce  alla mancanza di libertà per i miei concittadini. In quasi cinquant’anni  il blocco economico non ha mai dato effetti postivi e il potere di chi  ci comanda non è venuto meno.  Un esempio è la questione dell’accesso  a Internet. I nostri governanti hanno sempre detto che le restrizioni  in materia di accesso alla rete sono dovute agli Stati Uniti che non  consentono a Cuba di connettersi al suo cavo sottomarino. Le vittime  di queste restrizioni sono cubani ordinari. Abbiamo dovuto rinviare  il nostro piacere di Internet, mentre la polizia, la censura e i media  ufficiali navigano in rete senza limiti. Le società di telecomunicazioni  nordamericane hanno tentato di negoziare con i corrispettivi organismi  cubani e Barack Obama ha cercato di eliminare questa limitazione all’uso  di Internet. Il governo di Raúl Castro ha ignorato le proposte e per  questo motivo continuiamo a essere “l’isola dei non connessi”.  Su questo tema è evidente che la responsabilità è tutta del nostro  governo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;Cosa  chiederebbe al governo nordamericano e  ai cittadini degli Stati Uniti per migliorare le relazioni con Cuba?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;In  primo luogo, dobbiamo mettere da parte l’idea che le relazioni tra  i popoli corrispondano agli accordi tra governi e alle relazioni ministeriali.  Tra Stati Uniti e Cuba esiste una storia condivisa, una sintonia e una  cultura che non dipendono da patti tra amministrazioni. Un dettaglio  linguistico dimostra la simpatia dell’Isola verso i vicini del Nord:  nei loro confronti non utilizziamo mai la parola “gringos” con tutte  le sue connotazioni negative, ma l’espressione “yumas” che è  molto più amichevole. La nostra nazione non è contenuta in un unico  territorio; vi sono cubani in ogni parte del mondo e soprattutto all’altro  lato dello stretto della Florida. Di conseguenza, il nostro destino  è inscindibilmente legato agli Stati Uniti, con il dovuto rispetto  per la nostra sovranità. Una maggior collaborazione, più scambi culturali  e libere comunicazioni porterebbero vantaggi per entrambi i popoli.  Per questo motivo sono favorevole a un’apertura immediata per consentire  a tutti i nordamericani di recarsi a Cuba, una volta finito l’embargo  e le ostilità nocive della guerra fredda, eliminando tutto ciò che  limita i contatti tra i cittadini dei due paesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;Una  generazione di giovani cubani e statunitensi affronta in modo diverso  la questione delle differenze fra i due governi e questa  generazione comprende sia lei che Barack Obama. Guardando al 2010, dopo  mezzo secolo dalla rivoluzione, prevede  qualche progresso verso una reciproca comprensione, o crede che lo  scontro tra queste due nazioni continuerà  ancora? &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Per  fortuna, il 2010 è iniziato con un aumento di persone che anche a Cuba  hanno trovato il coraggio di esprimere la loro opinione. Come mi ha  detto un amico, l’anno scorso è stato importante per iniziare a esprimere  insoddisfazione e per cominciare a capire che si poteva vincere la paura  di parlare. Mi auguro che nei prossimi mesi vedremo quelle voci cantare,  in una nuova alba senza tensioni, senza leader che restano al potere  per cinquant’anni, e soprattutto senza il timore che oggi consuma  la società cubana. Parlo di una nuova fase dove i nostri leader non  ci “guideranno”, ma ci “serviranno”, di una fase in cui non  si dovranno scandire slogan ma mostrare risultati. Purtroppo molti cubani  attendono una “soluzione biologica”, che potrebbe venire con la  fine della vita di chi detiene potere. Nessuno può evitare la morte,  ma come un grande Saturno che ha mangiato i suoi figli, il nostro sistema  non lascerà dietro sé una generazione impregnata delle sue idee e  determinata ad andare avanti su quella strada. Stiamo vivendo la fine  di un’epoca. Posso solo sperare che il periodo successivo sia più  attento alle necessità dei cittadini e che potremo contare sulla solidarietà  degli Stati Uniti e del resto del mondo. Obama e il paese che rappresenta,  può svolgere un ruolo molto importante in questa apertura di Cuba alla  democrazia, ma deve farlo senza interferire con la nostra sovranità  e le nostre decisioni. Il 2010 potrebbe essere l’anno decisivo per  celebrare una nuova amicizia tra i due paesi. Per quanto mi riguarda,  vorrei che accadesse presto. Aprile mi sembra un buon momento per annunciare  la primavera e dopo tutto aprile non dovrebbe essere sempre il mese  più crudele. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;Traduzione  di Gordiano Lupi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi" target="_blank"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;Molto  più spaventati di me &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Venerdì  è stata una giornata molto difficile, non lo nego. Nella mattinata  è venuto a mancare Claudio, professore di fotografia nell’Accademia  Blogger, perché è stato arrestato da un agente che esibiva un opaco  documento con le sigle DSE (1). Nella nostra classe, dopo le lezioni,  abbiamo fatto una piccola festa per celebrare il primo anniversario  di &lt;i&gt;Voces Cubanas&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://vocescubanas.com/" target="_blank"&gt;http://vocescubanas.com/&lt;/a&gt;), che nonostante la  sua breve vita contiene già 26 siti personali. Ricordo che tra gli  abbracci e i sorrisi qualcuno mi ha detto di fare molta attenzione.  “In un sistema come il nostro non c’è modo di proteggersi dagli  attacchi dello Stato”, ho detto per scacciare la mia stessa paura.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Verso  le sei di sera siamo andati a una riunione familiare. Mia sorella 36  anni fa, nelle prime ore del mattino, regalò a mio padre - per la giornata  del ferroviere - il suo primo pianto di neonata. È venuto con noi persino  Teo, anche se da buon adolescente non partecipa volentieri alle attività  dei “vecchi”. Là ci attendeva il solito compleanno a base di foto,  candeline da spengere e il consueto “&lt;i&gt;Felicidades Yunia en tu día,  que lo pases con sana alegría&lt;/i&gt;….” (2). Ma eravamo spiati da  diversi occhi che avevano in mente per noi un programma diverso. Nel  bel mezzo della &lt;i&gt;avenida Boyeros&lt;/i&gt;, a pochi metri dal MINFAR (3)  e dall’ufficio di Raúl Castro, tre auto hanno fermato la &lt;i&gt;Lada&lt;/i&gt;  scassata sulla quale viaggiavamo e che avevamo preso all’angolo di  una strada. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;“Non  ti venga in mente di passare per &lt;i&gt;calle 23&lt;/i&gt;, Yoani, perché l’Unione  dei Giovani Comunisti sta svolgendo un’attività proprio in quella  strada”, hanno gridato alcuni uomini scesi da un Geely di fabbricazione  cinese che mi ha ricordato un forte dolore nella zona lombare. Ho vissuto  una cosa simile nel novembre scorso e oggi non avrei permesso che mi  mettessero di forza in un’altra auto, questa volta insieme a mio figlio.  Un uomo enorme è sceso dal veicolo e ha cominciato a ripetere le sue  minacce. “Come ti chiami?”, ha chiesto Reinaldo, ma lui non ha avuto  il coraggio di rispondere. Dal corpo slanciato di Teo è uscita una  frase ironica: “Non dice il suo nome perché è un codardo”. Peggio  ancora, Teo, peggio ancora, non dice il suo nome perché non si riconosce  come individuo ma è soltanto un portavoce di persone che stanno più  in alto. Una macchina da presa professionale filmava ogni nostro gesto,  attendendo una posa aggressiva, una frase volgare, un eccesso d’ira.  L’iniezione di terrore è stata breve ma il compleanno è diventato  amaro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Come  possiamo uscire indenni da una simile situazione? In quale modo un cittadino  può proteggersi da uno Stato che comanda la polizia, i tribunali, le  brigate di risposta rapida, i mezzi di diffusione e ha la capacità  di diffamare e mentire, il potere di linciare socialmente e di trasformare  una persona in uno sconfitto che chiede perdono? Perché hanno così  paura? Cosa pensavano succedesse oggi nella &lt;i&gt;calle 23&lt;/i&gt; che hanno  fermato diversi blogger? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Il  terrore che provo quasi non mi fa digitare i tasti del computer, ma  voglio dire a chi legge che oggi sono stata minacciata insieme alla  mia famiglia e che quando una persona raggiunge un determinato livello  di panico una dose maggiore non cambia la situazione. Non voglio smettere  di scrivere, né di digitare frasi su &lt;i&gt;Twitter&lt;/i&gt;, non sto programmando  di chiudere il mio blog, non abbandonerò l’abitudine di pensare con  la mia testa e - soprattutto -  non voglio smettere di credere  che loro sono molto più spaventati di me. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;Traduzione  di Gordiano Lupi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.infol.it/lupi" target="_blank"&gt;www.infol.it/lupi&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Note  del traduttore:&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;(1)  Il DSE è il dipartimento che contiene i Sevizi Segreti, la polizia  politica e la Sicurezza di Stato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;(2)  “&lt;i&gt;Felicidades Yunia en tu día, que lo pases con sana alegría&lt;/i&gt;….”,  letteralmente significa “Auguri Yunia nel tuo giorno, trascorrilo  con sana allegria…”, è il corrispettivo del nostro “Tanti auguri  a te”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;(3)  Il MINFAR è il Ministero delle Forze Armate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;   &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-8797529826777380036?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/8797529826777380036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=8797529826777380036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/8797529826777380036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/8797529826777380036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2010/01/intervista-yoani-sanchez.html' title='Intervista a Yoani Sánchez'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-2563217576645501763</id><published>2009-09-29T03:19:00.003+02:00</published><updated>2009-09-29T03:44:42.227+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nicola vacca'/><title type='text'>Poesia Il Foglio</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: center; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;IL  FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(142, 142, 142);font-family:Tahoma;font-size:14pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: center; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;Associazione  Culturale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(142, 142, 142);font-family:Tahoma;font-size:14pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: center; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;Editoria  di qualità dal 1999&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(142, 142, 142);font-family:Tahoma;font-size:14pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: center; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;Sito  internet:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(142, 142, 142);font-family:Verdana;font-size:14pt;"  &gt;  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:blue;"   &gt;&lt;a href="http://www.ilfoglioletterario.it/" target="_blank"&gt;www.ilfoglioletterario.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(142, 142, 142);font-family:Tahoma;font-size:14pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(24, 108, 139);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(24, 108, 139);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:18pt;color:green;"   &gt;Programmazione  editoriale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:18pt;color:green;"   &gt;P O E S I  A&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(24, 108, 139);font-size:18pt;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;Nell’ambito della  nostra politica editoriale volta a privilegiare opere di qualità e  particolarmente innovative segnaliamo l’uscita della silloge poetica:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(24, 108, 139);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(24, 108, 139);"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=";font-size:14pt;color:black;"  &gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt; &lt;img src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=40232f55ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=1240195b464d5ae8&amp;amp;attid=0.1&amp;amp;disp=emb&amp;amp;zw" width="241" height="424" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 0);font-family:Verdana;font-size:20pt;"  &gt;Esperienza degli  affanni&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;, di Nicola  Vacca&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;Collana  Plaquette&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;Pagg. 90 – ISBN: 978  - 88 - 7606 - 242 – 1&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt;Prezzo: €  6,00&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14pt;color:black;"   &gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;...il vuoto che cresce annuncia  tumulti...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;La musicalità, il ritmo, tutto emerge  con semplicità e al contempo con profondità. Le parole toccano il lettore  coinvolgendolo anche nelle tematiche più dure, quotidiane, per immergerlo poi in  una dimensione lirica di altissimo livello. Una voce di esperienza che  coinvolge, attrae e si fa nostra. &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;(Giulio  Maffi)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Leggiamo la lirica La crisi che apre  la raccolta: La vita non è facile/ lo sanno i poeti./ Tutte le mattine/ fanno i  conti con le parole/ camminano senza mappa./ Tengono tra le mani/ la poesia che  succede nella crudeltà/ di un altro giorno di paura.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:20pt;color:red;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt 138pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-indent: 3pt; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:20pt;color:red;"   &gt;                Come ordinare&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(142, 142, 142);font-family:Verdana;font-size:20pt;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: center; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(142, 142, 142);font-family:Verdana;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: center; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(142, 142, 142);font-family:Verdana;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;E' possibile acquistare i libri de Il  foglio direttamente dal sito dell'editore: &lt;a href="http://www.ilfoglioletterario.it/" target="_blank"&gt;www.ilfoglioletterario.it&lt;/a&gt; - e a mezzo  mail &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:ilfoglio@infol.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;ilfoglio@infol.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  - Spediamo in contrassegno con soli due euro di spese postali, ma si può anche  fare un bonifico anticipato o un versamento su ccp  19232586.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Via Ibs &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="http://www.internetbookshop.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;www.internetbookshop.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Tramite il distributore regionale per  TOSCANA e UMBRIA: Promedi Firenze di Andrea Nocentini &amp;amp; c. s.a.s. - via del  Botteghino, 85 int. - 50018 - Badia a Settimo - Scandicci (FI) - Tel. 0557223711  fax 0557310943 -&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:promedi@interfree.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;promedi@interfree.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Tramite il DISTRIBUTORE NAZIONALE:  ediQ Distribuzione - Gerenzano (Va) - tel.02.9689323 - fax 02.9689323 - cell.  347.4140016 - e-mail: &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:commerciale@ediq.eu" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;commerciale@ediq.eu&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="http://www.ediq.eu/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;www.ediq.eu&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="http://www.ediq.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;www.ediq.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;In ABRUZZO, BASILICATA, CALABRIA,  CAMPANIA, MOLISE E PUGLIA siamo distribuiti da ERMES DISTRIBUZIONI - via  Risorgimento 9 - 71100 Foggia - tel e fax 0881713378 - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:ermesdistribuzioni@libero.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;ermesdistribuzioni@libero.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;In ogni libreria italiana di buona  volontà (ovvero che non venda solo Faletti e Dan Brown e che sia disposta a  comporre lo 0565 45098 oppure a scrivere una mail a &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:ilfoglio@infol.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;ilfoglio@infol.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  e a ordinarli)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;In tutte le fumetterie PANINI,  STARSHOP e PEGASUS.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;DA CASALINI LIBRI - FIRENZE -  distributore per la TOSCANA - Casalini Novità  &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:acatella@casalini.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;acatella@casalini.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Telefonando voi stessi allo 0565  45098, scrivendo una mail a &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:ilfoglio@infol.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;ilfoglio@infol.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  o una lettera (se non siete telematici) in via Boccioni 28 - 57025 Piombino  (LI)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;PANINI DISTRIBUZIONE per FUMETTERIE:  Riccardo Cantarelli &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:RCantarelli@Panini.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;RCantarelli@Panini.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;;  Panini Distribuzione &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:eventura@panini.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;eventura@panini.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;PEGASUS DISTRIBUZIONE per FUMETTERIE:  &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:mega@alastor.sm" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;mega@alastor.sm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;STARSHOP DISTRIBUZIONE per  FUMETTERIE: Star Shop :: Nicoletta Fiorucci &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:nicoletta.fiorucci@starshop.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;nicoletta.fiorucci@starshop.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;LS Distribuzione Editoriale -  Servizio BIblioteche - Via Badini, 17 - 40057 Quarto Inferiore (BO) - tel. 051  768165 - 051 6061167 - fax 051 6058752 - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="http://www.lsc.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;www.lsc.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:paparo@lsc.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;paparo@lsc.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:info@lsc.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;info@lsc.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;DEMEA CULTURA – Biblioteche/ Scuole/  Enti Pubblici/ Privati - Via Nomentana, 761 – 00137 Roma – &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:info@demeacultura.com" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;info@demeacultura.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  – &lt;a href="http://www.demeacultura.com/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;www.demeacultura.com&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;CODEX - Distribuzione Libraria Codex  - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="http://www.distribuzionelibraria.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;www.distribuzionelibraria.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:dario.sanna@distribuzionelibraria.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;dario.sanna@&lt;wbr&gt;distribuzionelibraria.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  - cell. 339 56.21.552&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Punto vendita su  Milano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;: Bloodbuster snc - via Panfilo  Castaldi, 21- 20124 Milano - Italy - tel /fax (+39) 02 29404304 &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:info@bloodbuster.com" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;info@bloodbuster.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  - &lt;a href="http://www.bloodbuster.com/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;www.bloodbuster.com&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Punto vendita su  Roma&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;: Altroquando - Via del Governo  Vecchio, 80 - 00186 Roma - &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:comunica@altroquando.com" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;comunica@altroquando.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;  -&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.altroquando.com/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;www.altroquando.com&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Punto vendita su  Piombino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;(LI)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;: Libreria COOP - Via Gori 1 -  tel. 0565 221362 - fax 227930 - mail &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;a href="mailto:libreria.piombino@librerie.coop.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;libreria.piombino@librerie.&lt;wbr&gt;coop.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:9pt;color:black;"   &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: right; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;EDIZIONI  IL FOGLIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:9pt;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: right; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;UFFICIO  STAMPA &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:9pt;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: right; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;056545098&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:9pt;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: right; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Corrispondenza:  CASELLA POSTALE 171&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:9pt;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: right; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Posta  Centrale di via Volta - Piombino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:9pt;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: right; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;Redazione:  via Boccioni 28&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=";font-family:Tahoma;font-size:9pt;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; background: white none repeat scroll 0% 0%; text-align: right; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;color:black;"  &gt;57025  PIOMBINO (LI)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-2563217576645501763?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/2563217576645501763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=2563217576645501763' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/2563217576645501763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/2563217576645501763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/09/poesia-il-foglio.html' title='Poesia Il Foglio'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-4546127984871973543</id><published>2009-09-03T19:56:00.004+02:00</published><updated>2009-09-08T06:29:14.393+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sergio Sozi'/><title type='text'>Ginnastica d’epoca fredda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/626571af0a4c270681781c841e4312ac_medium.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 357px; height: 500px;" src="http://files.splinder.com/626571af0a4c270681781c841e4312ac_medium.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ginnastica d’epoca fredda&lt;br /&gt;di Sergio Sozi&lt;br /&gt;Posftazione di Gianfranco Franchi&lt;br /&gt;Nota storica a cura di Gianclaudio de Angelini&lt;br /&gt;Edizioni Historica&lt;br /&gt;www.historicaweb.com&lt;br /&gt;info@historicaweb.com&lt;br /&gt;Collana saggi&lt;br /&gt;Narrativa racconto&lt;br /&gt;Saggio letterario&lt;br /&gt;Pagg: 95&lt;br /&gt;ISBN: 9788890357251&lt;br /&gt;Prezzo: € 10,00&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Strano libro, questo, quasi un ibrido, composto com’è da un racconto breve e da un saggio letterario, un insieme che normalmente potrebbe stonare , ma che nel caso specifico offre un risultato pregevole, risultando entrambi i pezzi due autentici gioiellini.&lt;br /&gt;Comincio dal racconto, né breve, né lungo, oserei dire il giusto, proprio perché non c’è nulla di troppo, né si notano assenze nel discorso, condotto in un italiano ormai raro, forbito senza essere lezioso, scorrevole senza essere impetuoso.&lt;br /&gt;La vicenda in sé è grottesca, perché il protagonista, Poliorcete Visentini, dove l’etimologia greca del nome significa assaltatore di città, è l’oggetto di una diabolica scommessa delle autorità italiane e jugoslave (siamo negli anni cinquanta), un gioco infame a cui il personaggio si sottrarrà in un finale esemplare, rivendicando la propria dignità di uomo.&lt;br /&gt;In queste righe, oltre a essere presente tutta l’assurdità della politica, viene evidenziato il ruolo di suddito di qualsiasi cittadino, merce di scambio, individuo da dominare, oggetto in pratica di giochi di potere.&lt;br /&gt;E’ questa prospettiva che dona universalità a un racconto che sembrerebbe agli inizi limitato solo al fenomeno contingente delle persecuzioni subite nel dopoguerra dagli italiani nei territori dell’Istria e della Dalmazia.  &lt;br /&gt;Sozi sembra dirci che quello che accadde in un certo buio periodo potrebbe accadere nuovamente, anzi accade sempre, continuamente entro e oltre ogni confine. E riguardo ai confini pare evidente che siano solo frutto di un calcolo umano, perché Poliorcete, anche se sta di là, sempre italiano resta e la sua casa, la sua famiglia sono un’isola di italianità, perché non è possibile negare le origini, se non rinunciando alla propria dignità.&lt;br /&gt;In questa doppia chiave di lettura il racconto finisce con l’assurgere a uno stupendo canto di libertà.&lt;br /&gt;Per quanto concerne il saggio (La Letteratura degli Italiani di Istria, Quarnaro e Dalmazia – un breve sguardo) presenta la caratteristica di essere abbastanza breve, eppure esauriente.&lt;br /&gt;Con un’osservazione che parte dal XXIII secolo per arrivare al XX, Sozi fornisce un quadro di quanti, residenti in quelle terre geograficamente italiane da sempre, ma politicamente fino alla fine XVIII secolo, nonché per il breve periodo successivo che va dal 1919 al 1945, hanno lasciato segno in campo letterario, ovviamente scrivendo nella nostra lingua.&lt;br /&gt;Sono molti di più di quanto si possa pensare, segno di una vitalità culturale di tutto riguardo e presente ancor oggi in territori che ormai da tempo non sono Italia, ma Slovenia e Croazia.&lt;br /&gt;La mano di Sozi sa essere leggera, tracciando dei vari autori non tanto una descrizione didascalica, ma evidenziando il significato della loro opera rapportato al tempo in cui vissero.&lt;br /&gt;La lettura così si presenta agevole e consente di fare un progressivo punto della situazione, insomma di avere delle idee un po’ più chiare su quello che è stata la produzione letteraria in quei territori.&lt;br /&gt;Mi sembra superfluo aggiungere che Ginnastica d’epoca fredda è sicuramente raccomandabile.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sergio Sozi è nato a Roma nel 1965 ed è vissuto nel perugino dal 1969 al 2000, anno in cui si è trasferito prima a Capodistria e poi a Lubiana (Slovenia), dove attualmente vive e lavora come insegnante d'italiano, giornalista culturale, scrittore e traduttore dall'inglese, il francese e lo sloveno. Pubblica di cultura dal 1989 su quotidiani (L'Unità, 10 DIECI diretto da Ivan Zazzaroni, Il Giornale dell'Umbria), blog, siti e riviste cartacei e telematici e nel 1995 ha fondato e diretto il trimestrale culturale nazionale ''I Polissènidi''. Il suo primo libro fu la raccolta poetica ''Oggetti volanti'' (Perugia 2000, segnalato dal Premio Sandro Penna 1999), seguito da ''Il maniaco e altri racconti'' (Roma 2007, racconto eponimo segnalato dal Concorso Scritture di Frontiera).&lt;br /&gt;Il racconto ''Ginnastica d'epoca fredda'', prima di essere pubblicato in Italia da Historica Edizioni, è stato segnalato e antologizzato in Croazia nel 2008 a cura del Premio Fulvio Tomizza – Lapis Histriae. Il suo prossimo libro sarà il romanzo ''Il menú'', che uscirà dopo l'estate del 2009 per l'editore Castelvecchi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-4546127984871973543?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/4546127984871973543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=4546127984871973543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4546127984871973543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4546127984871973543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/09/piccola-fiera.html' title='Ginnastica d’epoca fredda'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-6358544162919647490</id><published>2009-07-16T00:29:00.001+02:00</published><updated>2009-07-16T00:31:56.984+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nina Maroccolo -Gaja Cenciarelli'/><title type='text'>AURORALIA</title><content type='html'>AURORALIA partecipa alla rassegna "L'insostenibile LEGGEREzza del libro":&lt;br /&gt;Roma, giovedì 16 luglio 2009&lt;br /&gt;Via degli Zingari - h. 20.30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCRITTORI LEGGONO SCRITTORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Silvia Ancordi, "Non sperava" di Paola Pioppi&lt;br /&gt;-Isabella Borghese, "Angelo" di Cristiana Danila Formetta&lt;br /&gt;-Gaja Cenciarelli, "La forma delle cose" di Eva Carriego&lt;br /&gt;-Enzo Ciampi, "L'angelo esploso" di Anna Mallamo/Mangino Brioches&lt;br /&gt;-Fabio Ciriachi, il suo racconto "Il primo sbaglio"&lt;br /&gt;-Laura Costantini, "Torre di guardia" di Giuseppe Selo&lt;br /&gt;-Pasquale Esposito, "Punto di sospensione" di Cristina Bove&lt;br /&gt;-Enrico Gregori "Crepa-cuore" di Elisabetta Bucciarelli;&lt;br /&gt;-Luigi Lalli, "All'imbrunire" di Mario Borghi&lt;br /&gt;-Andreina Lombardi Bom, "La cassiera" di Gemma Gaetani;&lt;br /&gt;-Nina Maroccolo, "Cerchi sull'acqua" di Carmine Mangone e "Sogno d'essere nuda" di Rossana Massa&lt;br /&gt;-Monica Mazzitelli, "Volo radente" di Franz Krauspenhaar;&lt;br /&gt;-Cordula De Prey, "Su una foto di Jerry Uelsmann" di Marco Simonelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa distingue il primo reading auroralico, in cui quindici fra cinquanta scrittori, poeti e giornalisti di tutta Italia hanno partecipato con letture e performances, senza ausilio di attori professionisti – e qui va un plauso particolare, poiché la voce di un poeta non è riproducibile, il canto e l’incanto delle sue parole non può essere sostituito da un mestierante che riduce il testo a una riproduzione spesso falsata; senza considerare l’originale timbrica, l’autentica voce di colui che vita ha dato a parole già viventi in lui – portando a battesimo un evento unico nel panorama letterario italiano; cosa lo distingue dunque dal secondo auroralico andare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cantori romani, o del circondario capitolino, presteranno la loro voce per leggere gli scritti degli autori che non potranno essere presenti al secondo appuntamento. Eppure nessuno di noi è un attore che ha studiato secondo lo standard dei percorsi teatrali. Variamente cercheremo di interpretare... Conosciamo l’anima – il fare anima – degli amici che andremo a leggere e, nella maggioranza dei casi, “conoscenza” significa aver condiviso direttamente amicizia, esperienze, progetti, vita.&lt;br /&gt;Non è casuale, infatti, la scelta degli autori operata da ciascuno di noi.&lt;br /&gt;Mi spiego: conosco Carmine Mangone da dieci anni. Lo riconosco e lo vivo nella sua poesia: io sarò così un filtro attraverso il quale, in trasparenza, emergerà la sua voce.&lt;br /&gt;Mi diranno, gli auroralici e il Creative Drama, che per me sarà più semplice.&lt;br /&gt;Non lo sarà. Il senso d’intrusione resta, ma va superato da un gesto più grande: la responsabilità nel mantenere, nel tentativo di mantenere integra la voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il proprio Io scomparirà. Dovrà farsi assenza per dare presenza ai nostri prescelti.&lt;br /&gt;Mentre il caso di Rossana Maria Massa è assolutamente diverso. Giacché non la conosco se non virtualmente: per cui dovrò affidarmi all’istinto, all’empatia che lei stessa mi ha instillato inviandomi le foto di sua madre e della sua famiglia.&lt;br /&gt;Due facce di una stessa moneta, che vale se saprò rispettarle e farle risuonare entrambe.&lt;br /&gt;Spero di cuore che il Progetto Auroralia, ideato da Gaja Cenciarelli, riceva nuove energie da questi incontri, commistioni, riconoscimenti, anche, perché no?, deflagrazioni…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nina Maroccolo&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;[l'annuncio è stato pubblicato anche su: drammaterapia.blogspot.com ]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-6358544162919647490?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/6358544162919647490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=6358544162919647490' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/6358544162919647490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/6358544162919647490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/07/auroralia.html' title='AURORALIA'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-7938002011443042466</id><published>2009-07-08T22:39:00.005+02:00</published><updated>2009-07-10T13:34:24.854+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maria Attanasio'/><title type='text'>GIOCHI IN SPECCHI D'ACQUA</title><content type='html'>di Maria Attanasio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SlUFD2gzBoI/AAAAAAAAAnw/O4sFOR6wivE/s1600-h/DSC01263.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SlUFD2gzBoI/AAAAAAAAAnw/O4sFOR6wivE/s320/DSC01263.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356192895557895810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La poesia è un gioco, un entrare e uscire dalla vita, un'altra occasione di vita.&lt;br /&gt;Come accade per le immagini distorte che si riflettono in uno specchio d'acqua, pozza di pioggia, lago o mare che sia, così nella poesia ognuno ci vede quello che vuole...”&lt;br /&gt;Questo il messaggio di Maria Attanasio, poetessa che amo particolarmente per le tematiche e per la struttura delle sue poesie. Omonima di un'altra Maria, forse più nota, non ha nulla di invidiarle, anzi...&lt;br /&gt;La profondità del suo sentire è tale che si rimane affascinati, avviluppati dalle onde dei suoi splendidi versi.&lt;br /&gt;E poi c'è l'umanità espressa in ogni sua valenza, forte, decisa quando occorre, dolce, delicata , quando tocca argomenti come l'amore e la morte, di solito così difficili da trattare senza cadere nel déja vu o nel banale.&lt;br /&gt;Ci sono dei passaggi che trasmettono un respiro di assoluto, un anelito d'oltre cui è impossibile sottrarsi.&lt;br /&gt;“Nemmeno il tempo di capire&lt;br /&gt;o di farmi fretta per provare a trovare&lt;br /&gt;la chiave giusta per la porta del tuo dolore&lt;br /&gt;aprire entrare e distruggere tutto&lt;br /&gt;per inventarti un altro modo di vivere&lt;br /&gt;per darti un'aria meno pesante da respirare&lt;br /&gt;e portarti lontano da qui perché il destino non ti trovi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cè forse in questa, il significato di un amore che travalica il tempo, che vorrebbe fare da barriera al dolore, che non si dà pace per la consapevolezza di quanto sia impossibile.&lt;br /&gt;Ancora, in chiusura quasi:                           “Un giorno”&lt;br /&gt;Un giorno chiuderemo porte e finestre&lt;br /&gt;il mondo lì fuori non saprà più nulla di noi&lt;br /&gt;per un po', il tempo di dirsi tutto&lt;br /&gt;almeno quel poco che resta da dire&lt;br /&gt;dopo tanto tempo insieme&lt;br /&gt;le mani si riconoscono e gli occhi&lt;br /&gt;già sanno quando l'altro ride.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggere le poesie di Maria è come immergersi in un mare cristallino, dove le parole riescono a scandagliare il fondo, mai abisso, e dove la riva è sempre possibile attracco.&lt;br /&gt;Comunicano un senso di smarrimento, a volte, ma subito investito di una luce a soccorrere, e questa luce è sempre l'Amore.&lt;br /&gt;Se potessi dare una definizione di questa eccellente poetessa, direi che è un delfino che comunica oltre il suono stesso, che proietta verso l'infinito il suo esistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Bove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-7938002011443042466?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/7938002011443042466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=7938002011443042466' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7938002011443042466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7938002011443042466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/07/giochi-in-specchi-dacqua.html' title='GIOCHI IN SPECCHI D&apos;ACQUA'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SlUFD2gzBoI/AAAAAAAAAnw/O4sFOR6wivE/s72-c/DSC01263.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-4664224562167283266</id><published>2009-07-02T11:09:00.001+02:00</published><updated>2012-01-29T06:18:43.071+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tinti Baldini'/><title type='text'>Segni</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/Skx5ikvAFsI/AAAAAAAAAnQ/8-khYXehgRE/s1600-h/DSC01261.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353787691920004802" src="http://1.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/Skx5ikvAFsI/AAAAAAAAAnQ/8-khYXehgRE/s320/DSC01261.JPG" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 320px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 243px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Straniero&lt;br /&gt;ti senti&lt;br /&gt;e sei&lt;br /&gt;se parli&lt;br /&gt;e tutti&lt;br /&gt;sanno già&lt;br /&gt;o fanno finta&lt;br /&gt;d'indossare&lt;br /&gt;colori di mare&lt;br /&gt;coi tuoi occhi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace riportare questa poesia di Tinti Baldini, tratta dalla sua silloge “SEGNI” perchè racchiude in sintesi l'anima dell'Autrice.&lt;br /&gt;Tinti racconta con la sua voce delicata, forte quando occorre, con inconfondibili toni, della sua vita, delle sue riflessioni sulla condizione umana, degli amori finiti e di quelli ritrovati.&lt;br /&gt;Anche la quotidianità passa attraverso il filtrodella sua poetica e ci viene offerta con una gamma di emozioni che fanno vibrare nel profondo.&lt;br /&gt;Ci si trova a condividere attimi di sconforto, oppure di allegria, di lucida analisi o di mirabile sintesi, tutto con l'umanità più vera che traspare in ogni suo verso in ogni sua parola.&lt;br /&gt;La poetessa ci mette di fronte anche all'iniquità di una società che non trova equilibrio né giustizia, dove la fratellanza è sentire di pochi, e il saggio governo un'utopia.&lt;br /&gt;Sceglie una forma sincopata, fatta di brevissimi versi, taglienti come lame, a volte, spesso quasi ruvide carezze. Eccone un magnifico esempio, ungarettiano direi:&lt;br /&gt;“Tramonto &lt;br /&gt;Sfumato ardente&lt;br /&gt;posato da mani&lt;br /&gt;di nuvola.”&lt;br /&gt;Le sue tematiche personali sono nitide, aperte con coraggio a chi legge, che lasciano trasparire sempre il suo aspetto umano e poetico,  in una perfetta fusione.&lt;br /&gt;Ecco, in poche parole, una minima parte di quello che mi trasmettono le sue poesie. &lt;br /&gt;Ne leggo ogni tanto qualcuna, e ogni volta è come affacciarmi su un limpido mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cristina Bove&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-4664224562167283266?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/4664224562167283266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=4664224562167283266' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4664224562167283266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4664224562167283266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/07/segni-di-tinti-baldini.html' title='Segni'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/Skx5ikvAFsI/AAAAAAAAAnQ/8-khYXehgRE/s72-c/DSC01261.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-9059718332874901047</id><published>2009-06-12T22:13:00.005+02:00</published><updated>2009-06-14T14:41:52.756+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Francesco Di Domenico'/><title type='text'>Francesco Di Domenico</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SjTwCTfQ4uI/AAAAAAAAAmw/I38oEJaBBBs/s1600-h/DSC01227.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 272px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SjTwCTfQ4uI/AAAAAAAAAmw/I38oEJaBBBs/s320/DSC01227.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347162579977429730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Eccomi alle prese con  le mie impressioni di lettura  su “Storie brillanti di eroi scadenti”.&lt;br /&gt;Non è stato facile, tra ridere, ridere e ancora ridere, avere le idee chiare nel leggere il libro fantabolico (licenza del recensore) di Francesco Di Domenico.&lt;br /&gt;Ecco intanto come l'Autore introduce, con evidente impegno socio-filosofico, ad alte quote:&lt;br /&gt;“Spezzare le catene del proletariato” dice Ugo Statt prima di incontrare Franz Ferr (dal fatidico incontro derivò il teorema di Fer-Statt).&lt;br /&gt;“Prima una carestia degli i-Pod: una crisi strisciante”. Siamo nel 2020 e RenzoArbore suona ancora il clarinetto a 93 anni suonati. Vi interessa sapere come si è arrivati a tanto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta leggere il libro e tutto vi sarà chiaro.&lt;br /&gt;“American coffee”, non future idee peregrine: qui si tratta di suonare strumenti impropri in maniera appropriata. Ecco.&lt;br /&gt;D'altra parte, per uno che si fa arrestare per aver scritto “Cassonetti in fiamme” c'è poco da perorare: non so quanto possiate avere a cuore la sorte di Padre Amedeo, piissimo frate: “iniziò la missione con una proficua questua nei dintorni; gli offrirono uno stereo a sei canali al quarzo, molte borsette di coccodrillo e portafogli in vera pelle”...&lt;br /&gt;“Il giudice Pio Lo Monaco lo incriminò per associazione a delinquere con l'aggravante della fede.&lt;br /&gt;Uscì dopo sei anni, undicimila avemaria e tre suppliche al vescovo...”&lt;br /&gt;Probabilmente a questo punto nemmeno sareste tanto meravigliati se nel “Centro Antidiabetico di Abano Terme... non c'erano le olive, così nessuno pensò di servire dei Martini, ma Mergellina non è Manhattan, e io non sono Raymond Chandler”&lt;br /&gt;Per non parlare delle pratiche a garanzia delle molle dei letti della prof. Essa Titina Centoletti detta Titti, che così si rammarica con il prof. Teophilo Grand'Ascione: “ Durante  uno studio approfondito, mentre ero di spalle, mi si è prodotto, anziché una poesia, un violento jodel: pensa che sto per approdare a nuove scoperte?”&lt;br /&gt;Vi inerpicherete a Montesudario tra lupi, porcellini e criceti, ma se qualcuno vi declamasse “La pioggia sul criceto” non penserete mica  al Vate, eh?&lt;br /&gt;Naturalmente non vi sorprendereste nemmeno se un angelo andasse “su alcune furie (è raro che un angelo vada su tutte)...&lt;br /&gt;Infine l'atmosfera si fa cupa e misteriosa:”Il tempo minacciava; in quei tempi violenti (2030 o giù di lì-ndr) anche il tempo era violento”&lt;br /&gt;Mentre:&lt;br /&gt;“Un'ombra si aggirava tra le ombre; oltre a lei non c'era ombra”&lt;br /&gt;E così, giunti alla fine (del libro) abbiamo il dovere di dare ascolto allo scrittore-pittore che, in un ultimo vibrante appello, supplica:&lt;br /&gt;“Vi prego, assumetemi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cristina bove&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-9059718332874901047?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/9059718332874901047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=9059718332874901047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/9059718332874901047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/9059718332874901047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/06/francesco-di-domenico.html' title='Francesco Di Domenico'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SjTwCTfQ4uI/AAAAAAAAAmw/I38oEJaBBBs/s72-c/DSC01227.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-9050646841001982098</id><published>2009-05-15T12:43:00.001+02:00</published><updated>2012-01-29T06:19:26.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Andrea Vitali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmen Lama'/><title type='text'>Andrea Vtali</title><content type='html'>recensisce &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrea Vitali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ALMENO IL CAPPELLO &lt;br /&gt;di Andrea Vitali  - ediz. Garzanti 2009&lt;br /&gt;ISBN 978-88-11-68606-4 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere una recensione ha nella maggior parte dei casi lo scopo di far conoscere un libro letto ad altri lettori ed indurli all’acquisto. È un modo di far pubblicità descrivendone soprattutto i pregi, che possono riguardare, se si tratta ad esempio di un romanzo, la storia narrata, gli intrecci, le caratteristiche dei personaggi, lo stile di scrittura, la piacevolezza ed altro. &lt;br /&gt;Nel caso dei romanzi di Andrea Vitali questo scopo “pubblicitario” viene meno perché lo scrittore è ormai molto noto ai lettori, non solo italiani, e il successo di vendita dei suoi libri, oltre ad alcuni premi letterari vinti, fanno pensare che forse non servirebbe neppure una recensione, poiché basta sapere che è in libreria un suo nuovo testo e la curiosità spinge all’acquisto, con la speranza e/o la certezza che ancora una volta si troverà qualcosa di piacevole da leggere e non si resterà delusi.&lt;br /&gt;Personalmente, tuttavia, penso sia gratificante in sé scrivere le impressioni di lettura su un romanzo, perché spesso i punti di vista dei lettori differiscono e una recensione potrebbe rivelare alcuni elementi che non tutti potrebbero aver colto. &lt;br /&gt;Il nuovo romanzo di Andrea Vitali, Almeno il cappello, ambientato in Bellano e nei paesi vicini, mentre conferma la capacità di scrittura scorrevole e limpida dell’autore, aggiunge delle caratteristiche peculiari a tutta la trama narrativa che, pur presenti in alcuni dei suoi precedenti scritti, sono qui molto più evidenti.&lt;br /&gt;Si tratta, dal mio punto di vista, della rivelazione di un certo modo rassegnato di vivere, negli anni del fascismo, che non è strettamente legato allo stato di soggezione in cui ci si sentiva, né dipendente dall’aria che si respirava allora, in fatto di libertà, quanto determinato da una semplicità intrinseca all’animo dei cittadini di un piccolo paese di provincia. &lt;br /&gt;Questi avevano, infatti, scarse opportunità di fare esperienze al di fuori della ristretta cerchia di persone conosciute, tranne pochi casi di persone che per motivi di lavoro si spostavano nei paesi del circondario, fino alla sponda opposta del lago e, solo di rado, fino alla città di Como, in luoghi, peraltro, dove non si viveva tanto diversamente. &lt;br /&gt;I personaggi che si muovono in questo romanzo sono dunque delle persone semplici che non si pongono troppi problemi, ma che hanno voglia di vivere una vita dignitosa e, possibilmente, resa più accettabile da qualche piccola soddisfazione. &lt;br /&gt;Il loro animo è e rimane libero, in quanto la gestione politica della loro vita non viene del tutto subita, anzi, coltivando le amicizie giuste con le persone giuste, e pur senza entrare in contrasto con le leggi in vigore, si riesce talvolta ad ottenere dei favori, che non sono affatto da confondere con “favoritismi”, ma che anzi hanno tutta l’aria di rispondere al consentire l’esercizio di un diritto da parte di chi detiene un certo potere. &lt;br /&gt;La trama narrativa del romanzo è ben congegnata, e ruota attorno alle vicende familiari e personali non di uno solo, ma di ben due protagonisti: il suonatore del bombardino, (inizialmente nella fanfaretta del paese di Bellano e successivamente nella costituenda Banda o Corpo musicale vero e proprio) e il nuovo ragioniere, competente e molto responsabile, dell’ospedale, nonché nuovo direttore della Banda stessa. &lt;br /&gt;La leggerezza del racconto è tale da far scivolare nella mente le pagine in un susseguirsi di azioni e reazioni che suscitano curiosità in molti modi: a volte perché le situazioni narrate hanno del paradossale, a volte perché sembrano addirittura ridicole, a volte perché vengono alla luce delle intrusioni inaspettate che sembrano deviare il corso naturale degli eventi, a volte ancora perché gli stessi personaggi si sorprendono della loro stessa ingenuità e cercano dei sotterfugi o delle modalità comunque bonarie di far tornare le cose per il verso giusto. Non mancano, ad alleggerire la pesantezza di certi vissuti familiari, degli eventi su cui l’autore, attraverso alcuni dei suoi personaggi, fa aleggiare l’ironia e un certo modo gioviale di prendere la vita. Così come non mancano le sottolineature riguardo alle gattopardesche posizioni degli amministratori comunali, che rimandano decisioni, quando non le capovolgono, responsabilizzando sempre “altri” riguardo all’incapacità di risolvere problemi, che generalmente sono sempre piuttosto banali, ma che vengono fatti passare quasi come insormontabili, al punto da dover coinvolgere “il partito” e/o chi ha voglia di assumersi qualche responsabilità. &lt;br /&gt;In questo, nulla di diverso dai tempi attuali, par di capire!&lt;br /&gt;Anche se coerentemente con quanto ci si potesse aspettare dalla natura dei personaggi in azione, la storia non termina bene, perché non è una fiaba dove alla fine “tutti vivono felici e contenti”, ma è una realtà, o comunque una ripresa-ricostruzione di una realtà verosimile, in un contesto spazio-temporale e socio-culturale particolare, in cui le ripercussioni di ogni azione, reazione, decisione o indecisione, retroagiscono sulle persone, determinandone umori, stati d’animo, caratterialità, talvolta imprevedibili. &lt;br /&gt;Un esempio ne è il direttore del Corpo musicale bellanese, che a seguito della sfortunata inaugurazione mancata della “sua” banda nel giorno della festa dei SS. patroni del paese, si ammala di una sorta di depressione che gli preclude ogni ulteriore possibilità non solo di far musica, ma addirittura di interessarsene o di ascoltare qualsiasi parvenza di suono che gliene ridesti il ricordo. &lt;br /&gt;E ancora, coerentemente con la taccagneria dimostrata dal podestà del paese (per l’acquisto delle divise dei componenti del Corpo musicale, ad esempio, o per rispondere ad altre esigenze), il quale dopo la morte improvvisa del suonatore del bombardino voleva che si recuperasse “almeno il cappello”, emerge, a mo’ di specchio, l’avidità di un ragazzo che, durante una “fortunata” battuta di pesca ritrova nel lago proprio quel cappello e in esso scopre una sorpresa: nascosto dentro una cucitura interna c’è il valore quasi totale dell’intera divisa, (ottanta lire su cento), che il suonatore del bombardino era riuscito ad ottenere subdolamente dalla moglie, ma che non era riuscito a spendere per intero nelle osterie per soddisfare il suo bisogno di libertà. Per il ragazzo è il ritrovamento di un piccolo tesoro. E comunque sia, si tratta di piccoli quadri di realtà.&lt;br /&gt;In tutte le situazioni narrate, i personaggi sono connotati proprio da quella caratteristica di cui si diceva all’inizio: è palpabile in ognuno, in maniera diversa e molto personale, l’arte di riuscire a recuperare dalla vita momenti di benessere, (pur con una certa dose di rassegnazione), nella maggior parte dei casi in modo leale ed innocente, qualche volta anche con piccoli sotterfugi che però non dipingono mai chi ne fa uso in modo negativo, perché sempre c’è una sottile linea di bonomia nei loro confronti da parte degli altri cittadini o conoscenti. A dimostrazione, quasi, di una certa solidarietà fra le persone che nei tempi in cui il romanzo è ambientato e in piccoli paesi come Bellano, costituiscono una vera e propria comunità.&lt;br /&gt;Ecco, dunque, il pregio maggiore di questo romanzo di Andrea Vitali: raccontare alcuni aspetti della vita di una piccola comunità in un tempo, per altri versi, difficile, e mostrare la semplicità, l’ingenuità, ma anche l’attaccamento reciproco delle persone tra loro, e una solidarietà quasi scontata, un interesse per le vicende dei compaesani che non è pura curiosità o, come si direbbe oggi, gossip, bensì un modo per entrare in sintonia e poter essere anche d’aiuto quando ciò dovesse servire. Per ultimo, vorrei ri-sottolineare la scorrevolezza della narrazione, che si serve di frasi brevi e d’effetto e di un lessico familiare che rispecchia e caratterizza ancor meglio i personaggi la cui cultura è di tipo contadino; e infine una capacità dello scrittore di tenere desta dall’inizio alla fine la curiosità del lettore, il quale non si perde mai nella trama pur intricata delle varie situazioni narrate, anzi acquista una certa familiarità al punto che vorrebbe suggerire a volte, a qualche personaggio più sprovveduto, dei comportamenti diversi per un esito migliore e più soddisfacente per lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. Carmen Lama&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-9050646841001982098?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/9050646841001982098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=9050646841001982098' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/9050646841001982098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/9050646841001982098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/05/carmen-lama.html' title='Andrea Vtali'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-7418301475148277071</id><published>2009-03-30T10:17:00.004+02:00</published><updated>2009-03-30T10:38:02.502+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il Foglio Letterario'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fabrizio Manini'/><title type='text'>TENTAZIONI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=40232f55ef&amp;view=att&amp;th=120564719b72c629&amp;attid=0.1&amp;disp=emb&amp;zw"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 321px;" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=40232f55ef&amp;view=att&amp;th=120564719b72c629&amp;attid=0.1&amp;disp=emb&amp;zw" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associazione Culturale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Editoria di qualità dal 1999&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sito internet: www.ilfoglioletterario.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Myspace:http://www.myspace.com/edizioni_il_foglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collana Autori Contemporanei Poesia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programmazione editoriale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ambito della nostra politica editoriale volta a privilegiare opere di qualità e particolarmente innovative segnaliamo l’imminente uscita della seguente silloge poetica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tentazioni, di Fabrizio Manini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pagg. 100 – ISBN:  978 - 88 - 7606 - 207 - 0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prezzo: € 10,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Tentazioni presenti in questa raccolta sono molte. Alcune appaiono quasi banali nella loro evidentissima semplicità e normalità; la richiesta di qualcosa che non si è mai avuta è una di queste. Altre risultano molto più insolite e/o bizzarre (o anche discutibili) nella loro straziante tragicità, quasi in opposizione a ciò che vorrebbe il buonsenso; e la volontà di annientamento di un certo stato di cose è ben esplicativa a riguardo. Tuttavia, poiché ogni realtà nasce-vive-muore all’interno della mancata ragionevolezza umana, anche ciò che sembra un nonsenso trova la sua ragione di esistenza dentro i pensieri e gli avvenimenti che vengono posti in essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(dall’introduzione di Taylor Grant Hawkes)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-7418301475148277071?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/7418301475148277071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=7418301475148277071' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7418301475148277071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7418301475148277071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/03/il-foglio-letterario-edizioni_30.html' title='TENTAZIONI'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-3095619774737655280</id><published>2009-03-23T14:02:00.005+01:00</published><updated>2009-03-23T14:19:00.899+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hitler era innocente- Aldo Moscatelli'/><title type='text'>Hitler era innocente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SceLwBuMZfI/AAAAAAAAAjw/nJPj6Y2gUUk/s1600-h/DSC00351.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 235px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SceLwBuMZfI/AAAAAAAAAjw/nJPj6Y2gUUk/s400/DSC00351.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316371542346327538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hitler era innocente” di Aldo Moscatelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recensione a cura di Cristina Bove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che non si tratti di un libro qualunque lo si capisce già dalla copertina, rigorosamente nera, senza frontespizio, come  a non dare adito a qualità alcuna che non sia quella dell'assoluta oscurità.&lt;br /&gt;L'argomento, del resto, non lascia spazio ad escursioni fantasiose, tanto meno ai colori di un normale vissuto o di una qualche speranza.&lt;br /&gt;È un libro, questo, che dovrebbe essere letto da tutti, acquisito come testo scolastico, perché è una documentazione straordinaria del pericolo cui le società tutte sono esposte se una ideologia attecchisce prevaricando le menti, in maniera apparentemente epidemica, in realtà come un morbo subdolamente endemico.&lt;br /&gt;Ed è questo che, più di ogni altra considerazione, inquieta.&lt;br /&gt;L'Autore narra in prima persona, attraverso il protagonista: un lettore onnivoro, diventato, ancora giovanissimo, appassionato libraio. “Lettore della peggiore specie, quello da sbornia, avevo già divorato centinaia di libri...”&lt;br /&gt;Questi viene denunciato da un ragazzino che si insospettisce quando lui gli consiglia di leggere Thoreau e lasciar perdere il  Mein Kampf,.&lt;br /&gt;Arrestato sarà deportato nel famigerato Lager Libertà.&lt;br /&gt;Subirà ogni genere di privazione e umiliazione, con “...un'atroce consapevolezza: mai più avrei letto, o anche semplicemente sfogliato, un libro.”&lt;br /&gt;C'erano colori, nel lager: rosa quello degli omosessuali, verde quello dei criminali comuni, rosso i contestatori politici, nero gli asociali, stella gialla gli ebrei.&lt;br /&gt;Al protagonista, Felicien, viene assegnato il nero. La sua attività era considerata estremamente pericolosa: offrire la lettura, il sapere, la conoscenza che illumina la mente, pessime cose, tutte, sotto  ogni dittatura.&lt;br /&gt;Da qui si snoda il resoconto di una prigionia così prossima alla morte da esserne tallonati giorno dopo  giorno, in un incredulo susseguirsi di eventi tragici e terribili, di ferocia talmente disumana che è impossibile rapportarla a una qualunque parvenza di vita.&lt;br /&gt;Eppure di vita si tratta, di vita ridotta all'osso (e non è una metafora), di vita che solo  un filo sottilissimo di casualità separa dalla morte, e nella quale si finisce per “...porsi delle domande cui un singolo uomo non può offrire risposta...” &lt;br /&gt;Continua, questa pseudo-vita, nella disperazione che a volte appare quiescenza, al limite tra ragione e follia.&lt;br /&gt;Pochi uomini riescono a mantenere il senso di un sé deprivato comunque dei connotati umani naturali, ridotto a un mero sussistere di funzioni essenziali, quali ingurgitare fetidi e irrisori alimenti, quel tanto da poter sopravvivere,  in condizioni talmente obbrobriose che sarebbe auspicabile morire.&lt;br /&gt;Deprivati di sentimenti, emozioni, pulsioni naturali e fisiologiche.&lt;br /&gt;Ridotti a nulla, scheletri anche nell'anima.&lt;br /&gt;Di vivo c'è soltanto un residuo di pensiero.&lt;br /&gt;È quello che salverà Felicien e pochi altri dallo sterminio programmato.&lt;br /&gt;L'Autore si avverte dietro ogni parola, lo si sente appassionato nel tentativo di comunicarci l'orrore di una storia che purtroppo è anche Storia.&lt;br /&gt;Amaramente deve constatare, sempre immedesimandosi nel protagonista, che non basta sopravvivere  a una sorte disumana per sentirsi  di nuovo  “simile tra simili”né basta far conoscere le atrocità di un evento, che mai avrebbe dovuto verificarsi, perché perfino la memoria si inceppa e il narrarne potrebbe diventare addirittura “vuota retorica...ottuso pessimismo...forse”.&lt;br /&gt;Occorre allora essere realisti per “...impedire così che la barbarie nazista torni a manifestarsi fra noi senza che almeno un essere umano urli: io non ho dimenticato!”&lt;br /&gt;Se si uccide il passato, si può uccidere anche il futuro.&lt;br /&gt;Ci mette sotto gli occhi la verità: “...Un uomo senza memoria è destinato a commettere vecchi errori, a cancellare tutto quello che ha imparato. Un uomo che non ricorda non ha nulla da insegnare, perché nulla sa. Un uomo che non ricorda è un uomo inutile.” &lt;br /&gt;Nell'oscurità dell'oblio può annidarsi il germe di quell'idea che può portare ancora  a un nuovo Hitler, paradossalmente innocente per essere quello che è,  ma possibile trasmettitore di tare ideologiche ai suoi discendenti, qualunque sia il paese che li partorisce, figli di ignoranza tenebrosa, essi i veri colpevoli, per averne sostenuto, attivamente o con l'ignavia, la disumana follia, &lt;br /&gt;Loro i veri colpevoli, sì. &lt;br /&gt;Hitler era innocente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-3095619774737655280?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/3095619774737655280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=3095619774737655280' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/3095619774737655280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/3095619774737655280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/03/hitler-era-innocente-di-aldo-moscatelli.html' title='Hitler era innocente'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SceLwBuMZfI/AAAAAAAAAjw/nJPj6Y2gUUk/s72-c/DSC00351.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-8898579054513465563</id><published>2009-03-23T08:39:00.011+01:00</published><updated>2009-03-24T04:11:14.949+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barbara Garlaschelli'/><title type='text'>DISSOLVENZA</title><content type='html'>di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://barbara-garlaschelli.splinder.com/"&gt;Barbara Garlaschelli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;autrice di &lt;a href="http://www.cabaretbisanzio.com/2008/03/27/barbara-garlaschelli-sirena/"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sirena&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e altri libri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a G. e agli angoli segreti &lt;br /&gt;del suo cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non credere mai di poter dire l’ultima &lt;br /&gt;parola su un cuore umano.”&lt;br /&gt;Henry James&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sapevi mai dove aspettarlo.&lt;br /&gt;Quando Matteo cominciava a suonare, le sue note diventavano imprevedibili come fiocchi di neve durante una tormenta. Afferrava il sax come si fosse trattato di una vanga, senza alcuna cautela, senza la riverenza che i musicisti  hanno nei riguardi dei loro strumenti. Inspirava un paio di volte, poi cominciava a suonare. A quel punto avevi la sensazione che tutto procedesse molto più lentamente del normale. I gesti, il battito delle ciglia, i respiri, le parole, ogni cosa rallentava seguendo il ritmo dolente delle sua musica. E le note, i passaggi, le frasi, ti spiazzavano continuamente. Impossibile prevedere il loro percorso. Impossibile canticchiarle, rivoltarle nella tua testa, ricrearle. La sua musica non si lasciava imprigionare all’interno dei tuoi schemi mentali. Scartava improvvisamente e improvvisamente era altrove, molto lontano da dove la aspettavi tu. &lt;br /&gt;Matteo assomigliava alla sua musica. Non sapevi mai dove aspettarlo, dove cercarlo. Quando ti sembrava di essergli arrivato vicino, era già da un’altra parte. Che io sappia non ha mai avuto una relazione con una donna che sia durata più di qualche settimana o un posto di lavoro che sia durato più di qualche mese. Come facesse a vivere non l’ho mai saputo. Non ha mai chiesto niente a nessuno di noi, i suoi amici d’infanzia. Quello con Simone, Carlo e me credo fosse l’unico rapporto a cui abbia mai tenuto. Eppure, nemmeno noi tre avevamo idea di cosa facesse nelle molte ore che non trascorrevamo insieme.&lt;br /&gt;Tutti noi avevamo ormai un lavoro e una famiglia o qualcosa che gli assomigliava molto e non potevamo più permetterci di passare fuori tutte le notti come facevamo da ragazzi, entrando e uscendo da locali notturni al seguito di Matteo e del suo sax. Ci era rimasto un unico appuntamento sacro: quello del  primo mercoledì sera del mese al ‘Round Midnight, come poco originalmente avevano chiamato uno dei tanti locali in cui si suonava musica jazz dal vivo. Erano serate magiche, a cui nessuno di noi avrebbe mai rinunciato. Non ci sentivamo magari per giorni interi ma sapevamo che ci saremmo ritrovati lì, immersi in un’atmosfera di musica e fumo che ci faceva sentire uniti e, allo stesso tempo, vulnerabili. La musica di Matteo sapeva individuare i nostri punti deboli e colpirli, riportando a galla emozioni e ricordi.&lt;br /&gt;Come fanno a suonare dal vivo se tutti i musicisti jazz sono dei morti?, ripeteva in continuazione Matteo, squadrandoci con aria divertita.&lt;br /&gt;In effetti, più passavano gli anni più la sua figura si faceva spettrale, inconsistente, come fosse davvero un fantasma. Ci scrutava da dietro un paio di lenti affumicate e i suoi occhi sembravano essersi annacquati, spenti. Non sapevamo se facesse pasti regolari, se dormisse e, soprattutto, dove. Nell’ultimo periodo aveva abitato in una camera ammobiliata nella zona Navigli. Io credo di essere stato l’unico ad aver visto quel buco una volta.  Mi aveva telefonato una sera da una cabina chiedendomi di andare da lui perché si sentiva male. Non me lo aveva proprio chiesto - non lo avrebbe mai fatto - ma compresi  dalla facilità con cui gli carpii l’indirizzo, che aveva bisogno d’aiuto. Abitava in una casa di ringhiera di quelle non ristrutturate, una vecchia casa fatiscente dalle molte finestre sbarrate con assi di legno messe alla bell’e meglio. A mano a mano che salivo i gradini di quella scala gelida con i muri anneriti da strati e strati di sporcizia, mi giungevano rumori e voci soffocate. Non riuscii a localizzarne la  provenienza, ma si zittirono di colpo appena arrivai al ballatoio del primo piano, dove Matteo mi aveva detto di abitare. Lasciai vagare lo sguardo sulle tante porte e finestre sbarrate e, fatto qualche passo, guardai giù, in quello che una volta era il cortile e che adesso ricordava una discarica. Mi fermai e accesi una sigaretta. Non so perché ero riluttante ad avvicinarmi alla porta dell’appartamento in cui viveva. Restai lì per un po’, poi il vento pungente mi spinse a suonare il campanello. &lt;br /&gt;Mi aprì lui e io restai a fissarlo alcuni istanti prima di riuscire a trovare le parole. Mi ero persino dimenticato della sigaretta accesa fino a quando non percepii un dolore acuto fra le dita. Esclamai: Cazzo! e con gesto rabbioso lanciai il mozzicone lontano. Matteo si lasciò sfuggire una specie di rantolo che, probabilmente, nelle sue intenzioni doveva essere una risata. &lt;br /&gt;Vieni, mi disse mettendosi da parte per farmi entrare. Indossava il solito paio di pantaloni di velluto marrone e un maglione sformato e con le toppe sui gomiti. Non lo vedevo da circa una settimana, ma mi sembrava fosse passato un sacco di tempo e in quel tempo  si era consumato ancora di più. La pelle gli tirava sugli zigomi e gli occhi luccicavano dietro le lenti affumicate. Ero sicuro avesse la febbre molto alta. Dentro l’appartamento, un buco maleodorante con un paio di porte dietro le quali, pensai, dovevano esserci un bagno e la camera in cui viveva Matteo, la temperatura era tanto bassa che quasi non si sentiva la differenza con l’esterno. Rabbrividii.&lt;br /&gt;Freddo vero? disse mentre chiudeva la porta con un colpo secco. La padrona di casa non paga il riscaldamento da un sacco di tempo. Le hanno tagliato anche il telefono.&lt;br /&gt;Non parlai perché non riuscivo a trovare niente da dire. Mi pareva tutto un incubo. Come poteva vivere in quelle condizioni? E come avevamo potuto noi che eravamo i suoi amici di sempre ignorare le condizioni in cui si trovava? E cosa potevo fare per aiutarlo senza ferire il suo orgoglio? Perché, questo era certo, non mi avrebbe mai permesso di dargli una mano.&lt;br /&gt;Vuoi da bere? chiese allungando la mano verso una bottiglia mezza piena di vodka. &lt;br /&gt;Annuii e lo vidi prendere un bicchiere dal mobile accanto al lavandino, sciacquarlo e versarci dentro il liquore.&lt;br /&gt;Alla salute, disse bevendo direttamente dalla bottiglia.&lt;br /&gt;Io alzai il bicchiere nella sua direzione e buttai giù. Mi sentivo un perfetto idiota. Non sapevo cosa fare. Sapevo poche cose di Matteo, ma lo conoscevo bene: bisognava stare alle sue regole ed essere capaci di aspettare che ti aprisse la porta dei suoi segreti. Capitava una volta ogni dieci anni che ti parlasse di sé e l’ultima volta che lo aveva fatto con me risaliva ai tempi del liceo, quando suo fratello era morto di cancro ai polmoni e Matteo non era più riuscito a tenersi dentro il dolore. Forse stava per capitare di nuovo quella sera.&lt;br /&gt;Seguimi, mi disse e aprì una delle due porte che avevo guardato poco prima. Benvenuto nel mio regno, disse con un sorriso stravolto. Accomodati, e si lasciò cadere sul letto.&lt;br /&gt;Mi sistemai su una sedia di plastica, l’unico altro oggetto d’arredamento oltre al letto, a un armadio laccato verde e a un tavolino del tipo che usano i campeggiatori. Sotto la finestra, la custodia del sax.&lt;br /&gt;Come stanno Simone e Carlo? mi chiese dando di tanto in tanto lunghe sorsate alla bottiglia.&lt;br /&gt;Bene, credo. Non li ho sentiti tutta la settimana. Domani ci vediamo al ‘Round Midnight. La feci suonare come una domanda sperando che mi rispondesse: certo, ci vediamo lì.&lt;br /&gt;Invece non disse niente. &lt;br /&gt;Trascorremmo il resto della serata a bere, soprattutto lui e alla fine ci addormentammo. Mi svegliai verso le cinque del mattino, mezzo congelato su quella dannata sedia di plastica, con la testa che era solo un pulsare sordo e la sensazione di aver perso un’occasione importante. Lui era raggomitolato sul letto, il viso rivolto verso di me. Stetti a guardarlo rabbrividendo per il freddo, indeciso se svegliarlo per sapere come si sentisse. Lo lasciai stare: l’espressione che aveva sul viso era serena, come di un uomo che si trova finalmente in un bel posto. Gli sistemai la coperta sulle spalle e uscii.&lt;br /&gt; Rientrai a casa e mi infilai nel letto per dormire almeno un altro paio d’ore. Giulia al mio fianco fece un lungo sospiro e si rattrappì contro il mio corpo.&lt;br /&gt;Sei gelato, borbottò senza allontanarsi.&lt;br /&gt;Shhh, risposi e chiusi gli occhi.&lt;br /&gt;La sera dopo, al ‘Round Midnight, c’eravamo tutti, compreso Matteo e il suo sax. Suonò in modo struggente e irriflessivo, sbavando le note e trascinandosele dietro come stelle filanti. Quando finì di suonare, ci fece un cenno con la mano e si diresse verso uno dei tavolini accanto alla finestra dove una donna giovane che avevamo visto qualche volta, era seduta da sola. Matteo mi sembrò le sorridesse, ma era troppo buio perché ne fossi sicuro. Io e gli altri ci scambiammo un’occhiata d’intesa. Era la prima volta che lo vedevamo rivolgere una parola a una ragazza. Lo vedemmo sedersi al suo tavolo e parlare dapprima tranquillamente e poi in modo sempre più concitato. D’un tratto la ragazza si alzò. Sembrava furibonda. S’infilò una mano in tasca ed estrasse qualcosa che lanciò qualcosa sul tavolino. Matteo lo afferrò prima che cadesse a terra, poi fece per allungare una mano verso la ragazza che ritrasse di colpo il braccio e si voltò. La vidi venire verso il nostro tavolo. Quando fu abbastanza vicina mi accorsi che i suoi occhi si erano fermati per un attimo nei miei. Notai che non era particolarmente bella, ma quegli occhi m’inchiodarono. Parevano due grotte buie. Un posto in cui avrei voluto perdermi. Sfumò accanto al nostro tavolo e uscì.&lt;br /&gt;Matteo era al tavolo, pietrificato. Nella mano stringeva ancora l’oggetto che la ragazza gli aveva lanciato.&lt;br /&gt;Non sapevamo che fare, non volevamo metterlo  in imbarazzo  con la nostra presenza e lui non pareva aver voglia di averci attorno, così ci alzammo e uscimmo. L’aria era gelida e impregnata dell’odore dei gas di scarico delle macchine che sfrecciavano lungo la via. Ci scambiammo poche parole e ci salutammo.&lt;br /&gt;La volta dopo, la ragazza era seduta  allo stesso tavolino. Matteo suonò tutta sera senza guardarla nemmeno una volta. Mi accorsi, però, che il suo modo di suonare aveva qualcosa di sbagliato. Non capii subito di cosa poteva trattarsi, fino a che Simone disse quella frase.&lt;br /&gt;Ma cos’ha Matteo? Sembra che sia rincorso da un lupo affamato. Suona come uno con il pepe al culo. Troppo veloce.&lt;br /&gt;Ecco cos’era. Aveva fretta. Sembrava uno che non vedesse l’ora di finire il suo pezzo per potersene andare.&lt;br /&gt;La ragazza si alzò che ancora Matteo rincorreva le sue note. La vidi piegarsi sul tavolino e scarabocchiare qualcosa su un tovagliolo di carta che fermò con un bicchiere vuoto. Poi uscì dal locale. Mi venne automatico guardare Matteo mentre lei si allontanava, ma i suoi occhi restarono conficcati verso qualche punto davanti a sé.&lt;br /&gt;Finito di suonare, però, lo vidi dirigersi con decisione verso il tavolino, afferrare il foglio, scorrerlo velocemente e infilarlo in tasca.&lt;br /&gt;Quando si avvicinò a noi gli osservai le mani. Da sempre ne ero affascinato perché sembravano non appartenergli, come vivessero di vita propria. Stava giocherellando con qualcosa. In un primo momento non capii si cosa si trattava, poi mi accorsi che ciò che si faceva passare da una mano all’altra era una chiave. Con la  mente ritornai al mercoledì precedente, a quando la ragazza aveva gettato sul tavolo qualcosa che lui aveva afferrato al volo. Forse si trattava di quella chiave. Fui lì lì per chiederglielo, poi non so perché, restai in silenzio.&lt;br /&gt;Al nuovo appuntamento, aspettammo invano di vederlo comparire per piazzarsi sul piccolo palco di fronte  a noi. Ci guardammo attorno con aria perplessa. Ci sentivamo spersi. Osservai attentamente il locale come se lo vedessi per la prima volta. Era un posto buio e un po’ squallido, con pochi tavolini e un bancone che correva lungo tutta una parete. Con un’occhiata abbracciai tutto e non vidi nemmeno la ragazza con cui Matteo aveva parlato l’ultima volta.&lt;br /&gt;Giunse il mercoledì dopo e quello dopo ancora. Di Matteo nessuna traccia. Non sapevamo dove né da chi cercarlo. Provai ad andare all’unico indirizzo che conoscevo, quella vecchia casa di ringhiera in cui avevamo trascorso una notte a bere e ad ascoltare il silenzio. &lt;br /&gt;La porta era aperta. Entrai chiamandolo ma non rispose nessuno. Mi sembrò, se possibile, che l’appartamento fosse ancora più freddo. Gironzolai per le stanze spinto più dalla curiosità che dall’ansia. Ero certo che non avrei trovato nessuno. Così fu.&lt;br /&gt;La chiave la vidi quando stavo per uscire. Era posata su una logora sedia di paglia. La riconobbi immediatamente. Era la stessa con cui aveva giocherellato Matteo l’ultima volta che lo avevo visto. Il tovagliolo di carta era terra, appallottolato. Lo raccolsi e cominciai a stirarlo, riluttante a leggere le parole che intravedevo.&lt;br /&gt;Alla fine, mi decisi.&lt;br /&gt;Allora gettala come hai fatto con tutto il resto nella vita. M.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivò l’ultimo dell’anno. Chiudere l’anno al ‘Round Midnight con la musica era da sempre il nostro rito. E da sempre eravamo riusciti a coinvolgere anche mogli e fidanzate.&lt;br /&gt;Quella sera avevo paura. Sapevo che niente e nessuno avrebbe impedito a Matteo di essere al ‘Round Midnight. Sapevo che se non l’avessimo visto quella sera, non lo avremmo visto più.&lt;br /&gt;Restai non so per quanto in bagno a guardare la mia faccia riflessa nello specchio. Giulia cominciò a chiamarmi, ma io avrei voluto restare lì. Sospendere quei minuti in un tempo infinito.&lt;br /&gt;Stai bene?, mi chiese Giulia quando fummo in macchina.&lt;br /&gt;Sì, solo un po’ stanco.&lt;br /&gt;Mi guardò senza dire niente.&lt;br /&gt;Simone e gli altri erano già dentro quando arrivammo. Mi bastò guardarli in faccia per capire. Sentii una corrente gelida attraversare il mio stomaco.&lt;br /&gt;Io, Carlo e Simone smettemmo di frequentare il ‘Round Midnight e, alla fine, smettemmo di vederci. Senza Matteo e la sua musica non aveva più senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ho cercato ancora e ancora. Dappertutto.&lt;br /&gt;Non mi resta più niente di lui, come se non fosse mai esistito. &lt;br /&gt;Di tanto in tanto, in qualche locale che ormai frequento raramente e in compagnia di mia moglie, mi sembra di cogliere in qualche nota trascinata e spiazzante il sax di Matteo.&lt;br /&gt;Poi, ogni volta, la nota si perde e resta solo un brusio di sottofondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bibliografia:&lt;br /&gt;Barbara Garlaschelli è nata a Milano nel 1965 e vive a Piacenza. Laureata in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano. &lt;br /&gt;Sue pubblicazioni: la raccolta di racconti brevi di humor nero O ridere o morire (Marcos y Marcos, 1995; Todaro editore, 2005, nuova edizione), cui sono seguiti: Ladri e barattoli (romanzo, Marcos y Marcos, 1996),  Nemiche (racconti, Frassinelli, 1998), Il pelago nell’uovo (racconti umoristici, Mobydick, 2000), Sirena. Mezzo pesante in movimento (romanzo autobiografico, Mobydick, 2001  premio “Fenice Europa 2002 sezione “Claudia Malizia”; ed. Salani, 2004; premio Desenzano Libro Giovani 2006; TEA 2007), Alice nell’ombra ( romanzo, Frassinelli, 2002), Sorelle (romanzo, Frassinelli, 2004, premio Scerbanenco 2004); L’una nell’altra (racconti, Dario Flaccovio, 2006); FramMenti. Storie di un fortino di periferia (reportage giornalistico-narrativo, Mobydick, 2006). Ha curato e partecipato all’antologia noir Alle signore piace il nero (Sperling &amp; Kupfer, 2009); Amore caro a cura di Clara Sereni  (Cairo editore, 2009); un saggio è presente nella raccolta curata da Nicoletta Vallorani Dissolvenze  (Il Saggiatore, 2009). Ha scritto libri per ragazzi, tutti editi da EL, per la quale ha diretto la collana “I corti”. Suoi racconti sono stati pubblicati su quotidiani e riviste. E’ sceneggiatrice e editor. Ha scritto testi teatrali. E’ tradotta in Francia da Gallimard Jeunesse e Rivages Noir, in Spagna da Roca Editorial,  in Portogallo, Olanda da  Sirene, Serbia, Messico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-8898579054513465563?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/8898579054513465563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=8898579054513465563' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/8898579054513465563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/8898579054513465563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/03/dissolvenza.html' title='DISSOLVENZA'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-354403512185785399</id><published>2009-03-01T00:45:00.001+01:00</published><updated>2012-01-29T06:07:41.697+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Zainab Salbi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmen Lama'/><title type='text'>Zainab Salbi</title><content type='html'>Recensione di Carmen Lama&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/donna-due-mondi-mia-vita/libro/9788879727587"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/758/9788879727587g.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/758/9788879727587g.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 309px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Una donna tra due mondi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(La mia vita all’ombra di Saddam Hussein)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zainab Salbi ha avuto lo sfortunatissimo privilegio di essere la figlia del pilota personale del dittatore iracheno e, insieme con la sua famiglia, di essere accolta nella cerchia degli amici più vicini alla vita di palazzo. Con la strana caratteristica, tuttavia, di essere considerata dai più intimi del Presidente qualcosa di meno di loro e dai suoi stessi amici come qualcosa di più di loro, così da appartenere contemporaneamente a due mondi che in qualche modo le risultavano estranei o che tale la facevano sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo libro è una testimonianza terribile delle atrocità commesse dal dittatore Saddam, non soltanto a danno del suo stesso popolo, assoggettato fin nella possibilità di pensare, ma anche della stessa Zainab e dei suoi familiari (genitori e due fratelli minori di lei), in questo caso con ferite gravissime nell’anima mai più rimarginabili, nonostante il “disgraziato” privilegio di vivere a stretto contatto con lui e con tutto il suo entourage ed evidentemente ancora di più proprio per questo. L’autrice racconta particolari agghiaccianti del comportamento di Saddam, il cui tenore di vita è sempre stato improntato ad un lusso sfrenato consentito da circostanze astutamente e malvagiamente create a danno di tutti gli iracheni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi probabilmente conosciamo alcune situazioni la cui eco è risaltata attraverso i media nelle nostre case al tempo della Guerra del Golfo, ma le informazioni a suo tempo trasmesse in TV e riportate sui giornali sono una minima parte di quanto avveniva nella realtà quotidiana in Iraq. L’autrice è stata talmente segnata in profondità che non riusciva neppure a pronunciare il nome del dittatore, fin quando egli era in vita, anche dopo il suo allontanamento dal potere (e dall’Iraq) ad opera di Bush. Scrivere questo libro l’ha aiutata a recuperare tratti del proprio passato che aveva cercato non di rimuovere ma addirittura di cancellare, relegandoli nel punto più profondo e distante della mente, rispetto alla consapevolezza, per poterli rielaborare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua esistenza è stata devastata dalla paura a tal punto che aveva paura della sua stessa paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata derubata dei suoi princìpi, sostituiti con le sole idee che tutti gli iracheni indistintamente dovevano avere, e che erano le idee di Saddam. Le torture fisiche subite da moltissimi suoi connazionali anche per futili motivi probabilmente potrebbero essere prese come un paragone con le torture psicologiche subite da Zainab e da tutta la sua famiglia, ma queste ultime hanno avuto esiti molto più tragici, perché l’anima ferita in profondità è inguaribile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zainab è riuscita a sfuggire alle grinfie del dittatore che su lei appena giovanetta aveva messo gli occhi, come aveva fatto con moltissime altre donne giovani e meno giovani, sottomesse con violenza in molti modi, solo grazie alle sofferenze a cui ha dovuto andare incontro la madre di lei nel tentativo di sottrarre la figlia ad esperienze ancora più terribili di quante ne avesse già subite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia che l’autrice racconta è la sua personale e quella della sua famiglia e delle persone a loro più vicine, ma inevitabilmente è anche la storia di Saddam. Non vengono trascurati dettagli importanti, pur se ignobili, per dare il senso pieno e profondo di un trentennio di tirannia che forse non ha uguali nella storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il definitivo trasferimento di Zainab negli Stati Uniti, e solo dopo la morte del dittatore iracheno, ha potuto prendere forma questo libro-testimonianza, anche grazie al lavoro svolto dall’autrice che ha fondato l’Associazione “Donna per la donna” con lo scopo di aiutare tutte le donne vittime di tirannie nei propri stessi paesi. In quanto Presidentessa di questa Associazione no profit, la Salbi è venuta a conoscenza di storie terribili in diverse altre parti del mondo oltre che in Iraq e ha aiutato le vittime a raccontarle, finché si è resa conto che aveva paura di raccontare la sua storia altrettanto terribile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sua volta con l’aiuto di una giornalista che l’aveva conosciuta molti anni prima e del suo “dolcissimo” marito che l’ha sempre affiancata nel condurre l’Associazione, è riuscita a raccontare moltissime cose di sé, della sua sfortunata e travagliatissima vita “all’ombra di Saddam Hussein”, ma le è costato un enorme sforzo psicologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggere questo libro mi ha reso ancora più consapevole (se ce ne fosse bisogno) non solo di realtà che spesso i media non ci sottopongono o, se lo fanno, lo fanno in modo tanto superficiale da risultare inutile e vano, ma mi ha anche dato il senso della forza e determinazione di molte donne, da un lato, e dell’infimo degradarsi di certi uomini, dall’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni in Italia si continua a parlare di stupri, e non ci si indigna mai abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’autrice ci racconta che sono stati istituzionalizzati appositi campi di stupri in zone martoriate da guerre assurde e nessun governo forte (Stati Uniti in testa) non solo non ha prevenuto azioni tanto turpi e disumane, ma neppure le ha condannate né eliminate, se non al termine delle guerre (Bosnia, Kossovo, ecc..).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci si indigna mai abbastanza finché questi orrori non verranno ritenuti dei crimini peggiori delle stesse torture, per i quali dovrebbero essere previste le pene più severe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avere scritto questo libro fa onore all’autrice, perché esalta la sua dignità di donna e quella di tutte le donne la cui umanità esula dal “genere” per essere una caratteristica strettamente individuale. E va dato merito e onore anche a quegli uomini che insieme a lei si occupano attivamente di debellare questo endemico crimine che degrada coloro che se ne macchiano al di sotto del livello delle bestie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le testimonianze della Salbi sono tanto nette e dettagliate che il libro può essere considerato un vero documento storico, da cui si evince purtroppo molto chiaramente quanto ho fin qui scritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho voluto di proposito, in questa recensione, soffermarmi su particolari di maggior rilievo, perché il libro intero ne è pieno e pertanto merita solo di essere letto integralmente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Carmen Lama&lt;/b&gt;, 16 febbraio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-354403512185785399?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/354403512185785399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=354403512185785399' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/354403512185785399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/354403512185785399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/02/una-bella-recensione.html' title='Zainab Salbi'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-8083546327130380562</id><published>2009-02-27T10:22:00.004+01:00</published><updated>2009-03-23T13:52:46.443+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Laura e Lory'/><title type='text'>viole(n)t red</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/Sae7_n_rsuI/AAAAAAAAAjQ/0CsWA93Mxwg/s1600-h/violent+image.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 203px; height: 314px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/Sae7_n_rsuI/AAAAAAAAAjQ/0CsWA93Mxwg/s320/violent+image.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307417387621659362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“   Fuori la luce della luna oscillava insieme al movimento delle nubi spinte dal vento, Alanna si affacciò dalla sua tana di cemento e vide la luce fredda e bluastra disegnare le figure di un uomo e di una donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui era sdraiato sotto e lottava per liberarsi. La donna gli stava sopra e gli stringeva la gola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La luce della luna scintillò su una ciocca argentea…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo a poco meno della metà del libro, non potete immaginare l’antefatto  né potete proiettarvi nel prosieguo. Dunque?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque dovreste leggerlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ve lo consiglia una che non si è mai appassionata a questo genere, eppure si è lasciata travolgere dalla vis narrativa delle due sorprendenti “gialliste”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laura Costantini e Loredana Falcone sono una forza della scrittura, insieme creano romanzi di grande spessore letterario, con minuziosa attenzione ai particolari e descrizioni di fatti storicamente ineccepibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo si aggiungano inesauribile originalità e fantasia, e il gioco è fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in questo viole(n)t noir danno vita e risalto a tutto un contorno di personaggi ed azioni degno dei più noti giallisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molta cura nel procedere della storia, nel rendere sia le atmosfere che i sentimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’umano, per quanto anomalo, resta pur sempre umano. È forse questa la chiave segreta che le AA usano con maestria, mantenendo desta l’attenzione del lettore, inchiodandolo alla poltrona, libro in mano, fino all’epilogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, proprio da non perdere!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-8083546327130380562?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/8083546327130380562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=8083546327130380562' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/8083546327130380562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/8083546327130380562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/02/fuori-la-luce-della-luna-oscillava.html' title='viole(n)t red'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/Sae7_n_rsuI/AAAAAAAAAjQ/0CsWA93Mxwg/s72-c/violent+image.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-7015003997991725458</id><published>2009-02-05T18:18:00.004+01:00</published><updated>2011-07-15T21:07:03.884+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massimo Maugeri'/><title type='text'>Identità distorte</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_hK7vh4s52_o/SYsjdzlafpI/AAAAAAAAAjI/LMt_pf-Pbzo/s1600-h/idendist.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/identita-distorte.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/identita-distorte.jpg" width="216" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Casa Editrice&lt;/strong&gt;: &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.liberolibro.it/massimo-maugeri-identita-distorte/www.provadautore.it"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="color: #0066cc;"&gt;Prova d’Autore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere&lt;/strong&gt;: Narrativa romanzo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dati&lt;/strong&gt;: pag. 154&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ISBN&lt;/strong&gt;: 9788888555614&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prezzo&lt;/strong&gt;: € 10,00&lt;a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/identita-distorte.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://utenti.lycos.it/massimomaugeri/"&gt;IDENTITÀ  DISTORTE&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;Massimo Maugeri&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Una ghianda, una testa di gufo, una cantina materiale e una dell’inconscio. Una metropoli che è il centro di una ragnatela così vasta da includere tutti i paesi del mondo, e un ragno che ne tesse i fili tenaci, vischiosi, inclusivi. Inutile dibattersi.&lt;br /&gt;Massimo Maugeri ha l’abilità di rendere tridimensionale anche il pensiero. Scrive della follia del singolo come esito della follia del disordine sociale. Quest’ultima lucidamente composta nella tessitura coattiva del tecnicismo, che è anche appropriazione di tutti i livelli di coscienza.&lt;br /&gt;Nessuno si salva dalla logica di questo potere.&lt;br /&gt;Il ragno è l’emblema di una realtà che assedia già, dalla quale non c’è più scampo.&lt;br /&gt;Come un’infiltrazione che, dopo aver attaccato l’organimo-società, ne ha invaso i minimi capillari della struttura portante: i singoli uomini, volenterose  vittime, o inconsapevoli carnefici, e viceversa.&lt;br /&gt;Fin qui si spinge ormai il Potere, supportato dalla tecnologia: nulla e nessuno si salva dall’impiego di essa ai fini del Controllo, da quello finanziario a quello psicologico.&lt;br /&gt;Le masse sono greggi da mungere e da condurre al pascolo, in un circolo vizioso per le pecore, virtuoso per il pastore.&lt;br /&gt;L’Autore spazia con la spietata analisi delle interfacce su cui vengono giocati vite e destini.&lt;br /&gt;Le chiavi di decifrazione vengono supposte con cautela, quasi a suggerire come sia impossibile sottrarsi al Progetto di:”… controllo sulle TV del resto del pianeta, incluse quelle mediorientali…Le televisioni, i giornali, i media, se ben gestiti, formano le coscienze, indirizzano i popoli. È un grande, fantastico progetto…”&lt;br /&gt;In cui si innesta uno straordinario Dono, misterioso e inquietante,&lt;br /&gt;metafisica del Potere.&lt;br /&gt;Ancora più impossibile sottrarsi, quindi, se non scavalcando i fili della logica binaria.&lt;br /&gt;Occorre un terzo elemento, quello capace di porsi oltre i codici delle apparenze insormontabili: l’amore.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Cristina Bove&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-7015003997991725458?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/7015003997991725458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=7015003997991725458' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7015003997991725458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/7015003997991725458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/02/impressioni-di-lettura.html' title='Identità distorte'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-1347876411145952369</id><published>2009-01-08T03:14:00.001+01:00</published><updated>2012-01-29T06:11:07.899+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Renzo Montagnoli'/><title type='text'>Giardino dei poeti</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://files.splinder.com/de7820e53cf98360c2de87e0e87ae7ae.jpeg" style="display: block; height: 314px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 225px;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;Recensione di Renzo Montagnoli &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;link href="file:///C:%5CUsers%5Ccristina%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;&lt;link href="file:///C:%5CUsers%5Ccristina%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_themedata.thmx" rel="themeData"&gt;&lt;/link&gt;&lt;link href="file:///C:%5CUsers%5Ccristina%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_colorschememapping.xml" rel="colorSchemeMapping"&gt;&lt;/link&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face  {font-family:"Cambria Math";  panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;  mso-font-charset:0;  mso-generic-font-family:roman;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face  {font-family:Calibri;  panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4;  mso-font-charset:0; 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VV.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Edizioni Historica – Il Foglio letterario&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Poesia antologia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Pagg. 188&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Nella vita di oggi, se pur convulsa e quasi sempre arida, può tuttavia accadere qualche evento del tutto speciale, che ha quasi il sapore di una favola.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Potrei dire subito di che si tratta, ma ritengo sia giusto partire dall’inizio, da un blog ideato da Cristina Bove e che lei ha chiamato &lt;i&gt;Giardino dei poeti&lt;/i&gt;, ove ospita opere di altri autori. Si tratta di poeti dilettanti, ma il termine non vuole essere spregiativo, bensì semplicemente indicare persone che amano mettere in versi le loro emozioni senza che poi queste finiscano su volumi o che gli autori facciano parte di correnti letterarie più o meno ufficiali. Uno non è poeta perché ha vinto il premio Luzi o addirittura è stato proposto per il Nobel, no, uno scrive poesie perché esprime così quanto di meglio c’è nel suo animo, in un ipotetico dialogo prima con se stesso e poi con altri, con i lettori.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Ho divagato un po’, ma per sottolineare che il termine dilettante non è equivalente a meno capace, ma eventualmente solo a meno conosciuto.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Poi, a Cristina Bove e ad altre signore che appaiono su questo blog, è venuta un’idea veramente magnifica: perché non mettere in un libro tre poesie per ogni autore presente nel Giardino, in modo che quello che prima era solo possibile leggere a video poi non diventi normalmente accessibile senza collegamenti?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;E’ nato così il libro &lt;i&gt;Il Giardino dei Poeti&lt;/i&gt;, una vera e propria antologia che ha potuto essere realizzata anche con il prezioso contributo di Francesco Giubilei, tanto che il volume risulta edito da Historica-Il Foglio letterario.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Come ogni libro che si rispetti, a parte la dedica a Daniela Procida, poetessa purtroppo prematuramente scomparsa, ha la prefazione e addirittura un’eccellente postfazione di Domenica Luise sull’evoluzione della poesia italiana dal Medioevo a oggi.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Sono 188 pagine di lettura veramente assai gradevole, con poesie di diverse tipologie, che appagano senz’altro l’animo e che rappresentano un prodotto di ottimo livello, che non sfigurerebbe nemmeno nel catalogo di editori blasonati. E’ un vero peccato che l’opera non sia in vendita (gli stessi autori-produttori hanno finanziato l’impresa con l’acquisto di copie della stessa), ma c’è la speranza che un’eventuale, e non improbabile, seconda antologia possa seguire i normali canali commerciali.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Da ultimo è doveroso un breve cenno all’indovinatissima foto di copertina, realizzata da Gloria di Simone, un giardino con diversi fiori che sfumano in un sogno.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Di seguito mi sembra giusto riportare i nomi degli autori, rigorosamente in ordine alfabetico:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Bruno Amore, Ariel, Maria Attanasio, Tinti Baldini, Emma Barberis, Elia Belculfinè, Armando Bettozzi, Nunzia Binetti, Paola Boriero-Pippi, Cristina Bove, Doris Emilia Bragagnini, Annarita Campagnolo, Franca Canapini, Ezia Caredda-(F’ez), Natàlia Castaldi, Davide Castiglione, Wilma Marian Certhan, Milvia Comastri, Umberto Crocetti, Gloria D’Alessandro, Antonella Diamanti-Mitla, Pasquale Esposito-Eventounico, Titti Ferrando-Alleluhia, Giulio Ghiani, Giovanna Giordani, Gaetano Gulisano, Orsola Hochkofler-Erandoro, Gianni Langmann, Domenica Luise-Mimma, Paola Marasca, Renzo Montagnoli, Virginia Murru, Gabriele Piretti, Daniela Procida, Margherita Pruneri, Guido Ranieri Da Re, Paola Sagrado, Angela Sias, Salvatore Scollo, Domenico Sergi, Enzo Sibilio, Giuseppina Vitale, Valentino Vitali, Anileda Xeka, Beatrice Zanini.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;;"&gt;Sì, ci sono pure io e sono orgoglioso di fare parte di questo gruppo di poeti. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: green; font-family: &amp;quot;;"&gt;Giardino dei Poeti il blog: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: &amp;quot;;"&gt;&lt;a href="http://giardinodeipoeti.splinder.com/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;http://giardinodeipoeti.splinder.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;; font-size: 12;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-1347876411145952369?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/1347876411145952369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=1347876411145952369' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/1347876411145952369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/1347876411145952369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2009/01/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html' title='Giardino dei poeti'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-4762971733969389576</id><published>2008-12-16T16:22:00.001+01:00</published><updated>2009-03-20T14:53:41.472+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Enrico Gregori'/><title type='text'>doppio squeeze</title><content type='html'>&lt;h5 class="itemtitle"&gt;&lt;a href="http://cristinabove.splinder.com/post/19329958/Doppio+squeeze" class="seo_itemtitle"&gt;Doppio squeeze&lt;/a&gt;&lt;/h5&gt; &lt;p&gt;&lt;link href="file:///F:%5CDOCUME%7E1%5CCristina%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml" rel="File-List" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;w:worddocument&gt; &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt; &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt; &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt; &lt;w:punctuationkerning&gt; &lt;w:validateagainstschemas&gt; &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt; &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt; &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt; &lt;w:compatibility&gt; &lt;w:breakwrappedtables&gt; &lt;w:snaptogridincell&gt; &lt;w:wraptextwithpunct&gt; &lt;w:useasianbreakrules&gt; &lt;w:dontgrowautofit&gt; &lt;/w:Compatibility&gt; &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt; 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&lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt; &lt;u style="background-color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.biettimedia.it/html/schedalibro.asp?ID=98" target="_blank"&gt;Enrico Gregori&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;è andare sul sicuro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Già quando lessi il suo primo libro “&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un tè prima di morire&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” capii di trovarmi davanti a un ottimo livello narrativo, una bella tessitura tra personaggi e ambientazioni. E ne scrissi anche le mie impressioni di lettura: le troverete &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u style="background-color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a href="http://cristinabove.splinder.com/post/15672428/Impressioni+di+lettura" target="_blank"&gt;qui.&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Nel suo nuovo libro, fresco di stampa, “&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Doppio squeeze&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;”, mi sono lasciata andare completamente al flusso della storia, narrata con equilibrio magistrale tra giallo, nero, spy.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;A parte lo stile, inconfondibilmente “gregoriano” che è già di per sé oltremodo godibile, c’è l’abile risalto dato ai personaggi, ciascuno con le proprie peculiarità, manie e sottigliezze psicologiche, degno di uno scrutatore di tipologie umane.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Sicuramente la sua professione lo porta a conoscenze del mondo criminale cui noi, “gente comune” non abbiamo nemmeno l’accesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Mi meravigliai di me stessa quando scoprii che mi stava piacendo il suo primo, a me che non frequento questo genere, eppure…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Il secondo, pur sapendo che mi sarebbe piaciuto, mi ha ulteriormente sorpreso, per tanti di quei motivi che se li spiegassi qui mi troverei nell’imbarazzante ruolo di delatrice…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Per cui, oltre a dire che ne sono stata piacevolmente coinvolta, non rivelo altro… leggetelo!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="background-color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 0);"&gt;Ah, dimenticavo: storia nella storia, filo conduttore, un finale a sorpresa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-4762971733969389576?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/4762971733969389576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=4762971733969389576' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4762971733969389576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/4762971733969389576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2008/12/doppio-squeeze.html' title='doppio squeeze'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-522955868333437625</id><published>2008-12-13T21:17:00.001+01:00</published><updated>2009-03-20T14:54:30.360+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Morena Fanti'/><title type='text'>Orfana di mia figlia</title><content type='html'>&lt;img src="file:///F:/DOCUME%7E1/Cristina/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggere un libro e sentire il cuore di chi lo ha scritto, questo è quanto ho provato nel leggere “Orfana di mia figlia” di Morena Fanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un libro che racchiude l’essenza di un dolore così grande che non si può immaginare, e che quando lo si vive è indicibile strazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morena è stata privata del suo affetto più caro, Federica, l’unica, adorata figlia, che a soli ventiquattro anni ha perso la vita il 2 ottobre 2001, investita da una macchina. Cosa accade a una donna colpita così duramente nel suo amore più viscerale ed esclusivo ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può riprendere il filo della propria esistenza quando lo squarcio che ti ha portato via un pezzo di te non riesce a richiudersi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo, forse, sarà l’unico palliativo anestetico in grado di alleviare un dolore tanto atroce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come madre ho compreso la portata e la complessità di un tale lutto devastante, ma non posso sapere cosa vuol dire doversene convincere nella realtà quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morena ci rende partecipi coraggiosamente, lucidamente, del suo vissuto, con parole pacate, quasi a voler salvaguardare in un ultimo sforzo sovrumano quel nucleo di sé costretto a sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un urlo tacito, eppure io l’ho sentito in ogni parola, attraversare soglie di disperazione nel tentativo di non soccombere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rassegnazione è un patto con la vita, una sconfitta da pattuire con la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federica rivive nelle cose che ha lasciato incompiute, nei gesti che di lei ricordano parenti e amici, negli oggetti che la madre accarezza e ripone, nell’impegno sociale che la connotava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malgrado l’atroce dolore, Morena riesce a trovare la strada per continuare ad operare nel sociale con quella stessa generosità che animava le scelte di sua figlia, e ancora a  condividerne gli ideali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una donna che non si piega allo schianto e trova la forza di far rivivere in ricordi struggenti sua figlia, affinchè sia conoscibile anche a noi che, grazie a questo libro,  non la dimenticheremo mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza prescindere dalla tragedia, il libro trascina, per l’ottima scrittura dell’Autrice per la misura con cui riesce a contenere, seppure a fatica, l’insostenibile pesantezza dell’essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvolgo Morena con quell’abbraccio che più volte avrei voluto darle, mentre leggevo, e che me la fanno sentire vicina, come madre e come donna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-522955868333437625?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/522955868333437625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=522955868333437625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/522955868333437625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/522955868333437625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2008/12/orfana-di-mia-figlia.html' title='Orfana di mia figlia'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2459225565897721387.post-6406992999711328505</id><published>2008-10-31T12:26:00.001+01:00</published><updated>2009-03-20T14:57:47.455+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Renzo Montagnoli'/><title type='text'>Renzo Montagnoli</title><content type='html'>L’anno scorso  ho presentato in questa bella villa patrizia i Canti celtici, il mio poemetto sull’importanza del recupero della memoria per saper vivere il presente e anche per fare progetti per il futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ho scritto Il cerchio infinito, una silloge sul mistero della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la presente annuncio che siete tutti invitati alla presentazione di questo mio ultimo lavoro e che si terrà sempre a Chiari (BS) nel corso della Rassegna della Micreditoria Edizione 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’evento avrà luogo Domenica 9 novembre alle 16,30, ovviamente a Villa Mazzotti, e al secondo piano, nello studio del conte, analogamente allo scorso anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ingresso è gratuito e partecipare può essere anche l’occasione per vedere, oltre ai tanti libri esposti, il parco e questa bellissima residenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vostra presenza sarà senz’ombra di dubbio graditissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a chi interverrà e anche a chi non potrà o non riterrà di presenziare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                        Renzo Montagnoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=40232f55ef&amp;view=att&amp;th=11d528ef61b78a23&amp;attid=0.1&amp;disp=emb&amp;zw     "&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 166px; height: 240px;" src="http://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=40232f55ef&amp;view=att&amp;th=11d528ef61b78a23&amp;attid=0.1&amp;disp=emb&amp;zw     " border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il cerchio infinito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Renzo Montagnoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione dell’autore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazione di Fabrizio Manini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In copertina “Galassia M 104”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fotografata dal telescopio spaziale Sptitzer della NASA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elaborazione grafica di Elena Migliorini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edizioni Il Foglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.ilfoglioletterario.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ilfoglio@infol.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poesia silloge&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pagg. 70&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN: 978-88-7606-196 – 7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prezzo: € 10,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita, nel suo mistero, il tempo, nella sua incertezza, la distanza, nella sua imperfezione, sono il tema di questa silloge. È un tema unico, perché nell’universo tutto è infinito e nulla è lasciato al caso: il tempo, lo spazio, e, lasciatemelo credere, anche la vita (Dall’introduzione dell’autore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’elemento di novità che l’autore introduce è la concezione fisica di spazio-tempo nel loro significato comune di distanza, una distanza indeterminata nella quale l’uomo mortale trova la sua espressione di esistenza, cioè quella che chiama “vita”, in tutta la sua enigmaticità, incertezza, incompiutezza e soprattutto impossibilità a modificarla. (Dalla prefazione di Fabrizio Manini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=40232f55ef&amp;view=att&amp;th=11d528ef61b78a23&amp;attid=0.2&amp;disp=emb&amp;zw"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 374px;" src="http://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=40232f55ef&amp;view=att&amp;th=11d528ef61b78a23&amp;attid=0.2&amp;disp=emb&amp;zw" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=40232f55ef&amp;view=att&amp;th=11d528ef61b78a23&amp;attid=0.1&amp;disp=emb&amp;zw"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 166px; height: 240px;" src="http://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=40232f55ef&amp;view=att&amp;th=11d528ef61b78a23&amp;attid=0.1&amp;disp=emb&amp;zw" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per arrivare a Chiari e a Villa Mazzotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'Autostrada:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' possibile raggiungere Chiari dai caselli di Palazzolo S/O o di Rovato dell'autostrada A4 (Milano-Venezia).&lt;br /&gt;Dal casello di Rovato é sufficiente seguire per Rovato centro, continuare per Coccaglio ed arrivare quindi a Chiari.&lt;br /&gt;Troverete la Villa Mazzotti, con il suo grande parco, sulla vostra destra in prossimità del centro.&lt;br /&gt;Dal casello di Palazzolo S/O e' sufficiente seguire per Palazzolo centro, prima di entrare in Palazzolo svoltare in direzione Brescia arrivando a Cologne, quindi seguire le indicazioni per Chiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla Stazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stazione ferroviaria di Chiari si trova sulla linea Milano-Brescia-Venezia.&lt;br /&gt;Uscendo dalla stazione davanti a voi troverete un doppio incrocio con semaforo dove e' segnalata la Villa Mazzotti, seguire l'indicazione svoltando a sinistra, oltrepassare l'incrocio successivo proseguendo per Viale Mazzini finché sulla sinistra vi troverete l'imponente cancellata della Villa e il suo parco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Aereo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Aeroporti più vicini a Chiari sono quelli di Orio al Serio, da dove potrete prendere l'autostrada A4 in direzione Brescia, e di Montichiari, da dove potrete prendere prima l'autostrada A21 in direzione Brescia e quindi la A4 in direzione Milano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2459225565897721387-6406992999711328505?l=altriautori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://altriautori.blogspot.com/feeds/6406992999711328505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2459225565897721387&amp;postID=6406992999711328505' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/6406992999711328505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2459225565897721387/posts/default/6406992999711328505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://altriautori.blogspot.com/2008/10/renzo-montagnoli.html' title='Renzo Montagnoli'/><author><name>cristina bove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00799458554546377552</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-k1yiLN83VRs/TwgFVDxNkKI/AAAAAAAABYA/d3jRNkEoFB4/s220/mecolgatto%2Bper%2B%2Bfb.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
