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martedì 12 luglio 2011

Inciampi e marcapiano


Inciampi e marcapiano
La poesia di Anna Maria Curci ha una connotazione di grande sensibilità e intelligenza in un ambito dotto che ne è supporto e cornice.
In questa raccolta risalta la profonda conoscenza dell'anima umana, senza cedimenti a retorica o a sentimentalismi, tuttavia evidenziandone limiti e percorsi obbligati, come pure la finezza con cui la cultura diventa alata e fruibile a più livelli.
Una dote dell’Autrice è lo spirito ironico, che rende i testi brillanti, eleganti ed esplicativi perfino in pochi versi.
La rima diventa un ulteriore strumento di calibratura emotiva a completamento pudico di quella urgenza di verità che permea tutte le poesie di questa silloge.
Ed ecco che la metrica assolve precisa al bisogno di esprimere sentimenti contrastanti come in
Narrenfreiheit
…“Ormai soltanto questa m'è rimasta:
la libertà del folle, del giullare.
Col cranio raso o le trecce da rasta
non può, non sa far altro che cantare.”…


Anna Maria osserva con occhi disincantati la messa in opera, ci conduce in ambiti psicofisici dove la misura non è più l’apparenza, ma il richiamo a cercare i significati oltre le patine e le convenzioni sociali.
Poesia che nasce dalla consapevolezza che tutto, in fondo, è traccia di quanto ha preceduto, ma anche necessità di proiettarsi oltre.
Il metalinguaggio poetico permette la comunicazione a diversi livelli di fruizione: nessun fine potrebbe giustificare un accostamento che non avesse un significato e una ragione d’essere espresso. Questa caratteristica del suo poetare è anche matrice di versi come quelli che seguono:
Tau
Gesto all'incrocio
tra due alfabeti,
segno manuale del
fuori da sé.
Sesto sigillo, apre ed
espande il filatterio,
manifesta il divino
nella mano tesa.

Ci sarebbe tanto da dire su questa poetessa, sulle sue capacità di penetrare nel cuore delle cose e degli eventi, e sono sicura che altri avranno l’opportunità e il privilegio di conoscerne a fondo le tematiche e le modalità  in cui si esprime e ne potranno sottolineare altri aspetti che di volta in volta emergono. Come in un caleidoscopio.
Saranno inevitabilmente attratti, come a me è capitato, dalla sua versatilità e inoltre dall’impalpabile speranza che aleggia nelle sue parole anche nel tratteggiare le umane aspettative o le incognite:

Both Sides Now

Sorrido a questa chioma
fluente che s’avanza
e la scriminatura non sèvera
il noto dall’oscuro.

Non mi rende sapiente,
eppure incalza fiera,
rinsalda l’incertezza
che ostenta con studiata noncuranza.

Percorro pettinando le due
chine non più ignote.
Pattini o bicicletta,

il mezzo non importa;
foss’anche una scala cromatica
il senso non conosco.
Il mezzo invece importa quando una scala di colori viene percorsa in armonia, quando proietta intorno un mondo interiore che riluce, quando ne traccia di riflessi la parola e questa si trasforma sapientemente in poesia.

Cristina Bove


Anna Maria Curci è nata a Roma nel 1960. Nella città natale vive e insegna. Coltiva le passioni per la letteratura e la musica come forme di resistenza civile.

Ha un blog, “Cronache di Mutter Courage”, ed è tra i “meltin’ po(e)t_s” di “Poetarum Silva”.
Suoi testi sono apparsi su riviste, antologie e blog online.
Ha tradotto poesie di Rose Ausländer, Ingeborg Bachmann, Thomas Bernhard, Marica Bodrožić, Dietrich Bonhoeffer, Christine Busta, Paul Celan, Hilde Domin, Marie Luise Kaschnitz, Christine Lavant.
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