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mercoledì 9 febbraio 2011

Remo Bassini





Perdisa edizioni.
Prezzo euro 14,00 Pagine 176
Isbn 978-88-8372-497-8
Ordinalo su Ibs


Un libro che ho letto tutto d’un fiato, in poche ore, ma che mi ha preso giorni per poterne parlare.
Volevo essere sicura di non scriverne frettolosamente, volevo che le mie impressioni di lettura, le mie personalissime deduzioni, si chiarissero fino in fondo.
Il genere, apparentemente poliziesco, affascina e non provoca mai cali di attenzione.
La scrittura di Remo Bassini è tra quelle che mi piacciono per immediatezza, per fluidità, per le trame che sono sempre sostenute da motivazioni psicologiche dei personaggi, delineati con acuta osservazione dei comportamenti.
Forse una delle caratteristiche più evidenti è la scansione breve dei periodi, che conferisce una particolare snellezza alla narrazione.
La ripetizione martellante dei nomi, ricorrente nell’intera struttura, è funzionale a tutto l’impianto; se ne viene irretiti, permette di tenere a mente i protagonisti  che, dalle relative caratteristiche,  dichiarano l’insubordinazione a qualunque tipologia scontata.
La provincia e i suoi portici nell’ombra. Sentimenti profondi disattesi, la giustizia incompiuta. La beffarda prevaricazione di chi ordina e ottiene forte della propria intoccabilità.
Un manichino a testimone di soliloqui e segreti, di andirivieni disperati, di progetti di vendetta e di attese.
Ci sono uomini che sembrano appartenere all’oscurità, e donne che ne sono vittime. Anche uomini che le tenebre vorrebbero diradarle.
Ma tutti chiedono attenzione, tutti si presentano allo scrittore con prepotenza, vogliono essere presentati, raccontati senza mediazione. L’Autore non può fare altro che ascoltare, annotare, narrare.
Quante cose nell’oscurità! Quante ne può immaginare e realizzare la mente umana! Tante da sembrare impossibili, eppure bisogna prendere atto che sì, esistono, misteriose anche, come solo il Male ne produce e nasconde.
Accertatevi di avere ben chiusa la porta.
Sistematevi nella vostra poltrona preferita.
Tenete la luce accesa sul tavolino.
Ve lo consiglio.
E cominciate a leggere.

Cristina Bove
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