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mercoledì 29 settembre 2010

recensione Vie Traverse

Ho volutamente frazionato la lettura dei racconti di “Vie traverse” ed è stato un bene perché ho potuto assaporare l’eccellente diversità di ciascuno, pur avendo tutti la stessa matrice.

Emanuele Delmiglio è uno scrittore capace di scandagliare la psiche umana come pochi.

Si possono riscontrare tratti, nel suo ordine di pensiero, abissi e vette che appartengono a ogni uomo, con tutte le ansie e le paure che ne scandiscono l’esistenza.

È un punto ancora a suo favore se, nel narrare al maschile, è presente e risalta la figura femminile, portatrice di una possibile realtà misteriosa e affascinante, talvolta sgradevole, ma sempre riconducibile alla normalità che tutti conosciamo, la stessa che include anche il fantasticare.

Intuito e riflessione sono, secondo me, i due aspetti salienti e determinanti tra i quali l’Autore innesta il flusso delle sue storie.

Se ne apprezza l’inveramento, anche se la suggestione dei luoghi e dei personaggi, nonché degli avvenimenti, trasporta un una zona franca del pensiero.

Fantasia, la stessa dei grandi narratori di fantascienza, potrei ripercorrerne il filo ispiratore, ma preferisco volgere l’attenzione, invece, allo stile personalissimo di Delmiglio, alla sua trasognata scrittura, coinvolgente e sospesa.

Così come resta sospesa l’attenzione del lettore, preso dall’incalzare degli eventi, dall’impossibilità di prevedere la svolta successiva.

Credo che sia soprattutto questo il merito più straordinario di Emanuele Delmiglio, un segreto modo di condurre, attraverso la sua geniale immaginazione, al compiersi di realtà inquietanti o stupefacenti, a seconda dei personaggi, più o meno riconoscibili come nostri alter ego, nostri abitatori mentali.

Alcuni racconti mi hanno colpito più degli altri, non perché migliori, essendo tutti eccellenti, ma perché più vicini al mio mondo fantastico.

Un libro di suggestioni e turbamenti, narrazione che si snoda con fluidità surreale, eppure realisticamente ineccepibile, verso conclusioni inattese.

Agli appassionati di esoterismo sommesso, mai dichiarato, a tutti i coloro che sanno chiedersi e ascoltarsi e non smettere mai di stupirsi per le infinite risorse della mente, consiglio vivamente di leggerlo.

Dimenticavo: l’Autore ha uno stile decisamente originale, quindi alle storie si aggiunge anche il piacere di una scrittura colta e pertinente.

Buona lettura a tutti.

Cristina Bove
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