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lunedì 23 marzo 2009

Barbara Garlaschelli

Copertina anteriore



l'ho letto d'un fiato, bevendone parola per parola, e non solo perchè lei scrive divinamente, no, perchè ero lì con lei, accompagnavo i suoi pensieri, le sue giornate straziate... E mai un lamento, mai una recriminazione. Sembra incredibile, trovare tanta dignità e potenza nelle parole di un essere umano. Lei è così, forte, ha vinto e continua a vincere ogni giorno se stessa e la vita.
Questo è un libro autobiografico, eppure senza alcuna traccia di compatimento per il dramma vissuto.
Barbara emana un'energia tenace che porta il lettore sempre oltre la scena reale, oltre il soffitto che incombe, oltre le pareti che la rinserrano, con i suoi pensieri che non si arrendono al corpo.
Tante volte mi sono chiesta: ma io, al suo posto, cosa avrei fatto? Avrei avuto il suo coraggio e la sua determinazione?
La risposta che mi sono data è stata sempre insoddisfacente, sempre un punto più in basso.
Lei è un fiore d'acciaio, con un equilibrio stupefacente, anche quando è in bilico, anche quando nelle sue parole trapela tutto quello che non dice.
La sua fragilità di ragazza, di donna poi, l'ho sentita come una cosa preziosa, raccolta nella sua interiorità più profonda, non detta ma presente in piccole sfumature di “voce”, e la sua ha timbro di violoncello, per me il suono più potente, soave e vibrante di qualsiasi altro strumento.
Avrei voluto scrivere queste mie sensazioni subito, ma non ce l'ho fatta, la commozione aveva sempre la meglio e non mi dava modo di allontanarmi da lei e dalla sua dolorosa esperienza.
Ora che tutta l'emotività si è stabilizzata in un misto di ammirazione, stima, desiderio di abbraccio, ho potuto anche fissare i miei pensieri ed esprimere le mie, personalissime, impressioni.
È chiaro che ne consiglio la lettura a chiunque abbia un'anima sensibile e voglia immergersi in una straordinaria scrittura.


cb

 
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