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giovedì 5 febbraio 2009

Identità distorte




Casa Editrice:
Prova d’Autore
Genere: Narrativa romanzo
Dati: pag. 154
ISBN: 9788888555614
Prezzo: € 10,00



Massimo Maugeri

Una ghianda, una testa di gufo, una cantina materiale e una dell’inconscio. Una metropoli che è il centro di una ragnatela così vasta da includere tutti i paesi del mondo, e un ragno che ne tesse i fili tenaci, vischiosi, inclusivi. Inutile dibattersi.
Massimo Maugeri ha l’abilità di rendere tridimensionale anche il pensiero. Scrive della follia del singolo come esito della follia del disordine sociale. Quest’ultima lucidamente composta nella tessitura coattiva del tecnicismo, che è anche appropriazione di tutti i livelli di coscienza.
Nessuno si salva dalla logica di questo potere.
Il ragno è l’emblema di una realtà che assedia già, dalla quale non c’è più scampo.
Come un’infiltrazione che, dopo aver attaccato l’organimo-società, ne ha invaso i minimi capillari della struttura portante: i singoli uomini, volenterose vittime, o inconsapevoli carnefici, e viceversa.
Fin qui si spinge ormai il Potere, supportato dalla tecnologia: nulla e nessuno si salva dall’impiego di essa ai fini del Controllo, da quello finanziario a quello psicologico.
Le masse sono greggi da mungere e da condurre al pascolo, in un circolo vizioso per le pecore, virtuoso per il pastore.
L’Autore spazia con la spietata analisi delle interfacce su cui vengono giocati vite e destini.
Le chiavi di decifrazione vengono supposte con cautela, quasi a suggerire come sia impossibile sottrarsi al Progetto di:”… controllo sulle TV del resto del pianeta, incluse quelle mediorientali…Le televisioni, i giornali, i media, se ben gestiti, formano le coscienze, indirizzano i popoli. È un grande, fantastico progetto…”
In cui si innesta uno straordinario Dono, misterioso e inquietante,
metafisica del Potere.
Ancora più impossibile sottrarsi, quindi, se non scavalcando i fili della logica binaria.
Occorre un terzo elemento, quello capace di porsi oltre i codici delle apparenze insormontabili: l’amore.

Cristina Bove
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